26 Novembre 2011 | 08:36

GIUSEPPE FIORELLO:«Non potrei mai separarmi dai miei figli»

Padri separati genitori di serie B? Un dibattito al centro di «Sarò sempre tuo padre», la fiction di Raiuno in onda martedì e mercoledì prossimi.«Raccontiamo la storia di Antonio» dice Giuseppe Fiorello «un venditore d’auto che, dopo la separazione dalla moglie entra in crisi, viene licenziato e poi emarginato dalla famiglia»...

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GIUSEPPE FIORELLO:«Non potrei mai separarmi dai miei figli»

Padri separati genitori di serie B? Un dibattito al centro di «Sarò sempre tuo padre», la fiction di Raiuno in onda martedì e mercoledì prossimi.«Raccontiamo la storia di Antonio» dice Giuseppe Fiorello «un venditore d’auto che, dopo la separazione dalla moglie entra in crisi, viene licenziato e poi emarginato dalla famiglia»...

26 Novembre 2011 | 08:36 di

Beppe Fiorello

Padri separati genitori di serie B? Un dibattito al centro di «Sarò sempre tuo padre», la fiction di Raiuno, prodotta da Solaris, in onda martedì e mercoledì, diretta da Lodovico Gasparini, con Giuseppe Fiorello, Ana Caterina Morariu, Rodolfo Laganà e Angelo Orlando. «Raccontiamo la storia di Antonio» dice Giuseppe Fiorello «un venditore d’auto che, dopo la separazione dalla moglie Diana, interpretata da Ana Caterina Morariu, entra in crisi, viene licenziato e poi emarginato dalla famiglia e, quindi, non può stare accanto a suo figlio Andrea (Dario Fiorica), di otto anni. Annegando in un mare di dolore, è costretto a elemosinare i pasti alla mensa della Caritas e a rinunciare alla festa di compleanno del figlio perché non può comprargli un regalo».

Paladino dei padri separati, con un atto di accusa contro le madri?
«Raccontiamo il punto di vista dell’uomo, senza attacchi al mondo femminile e senza fare di tutta l’erba un fascio. La fiction farà sicuramente discutere. Puntiamo a denunciare il problema, a suggerire soluzioni per imparare a non dare mai nulla per scontato, perché la cura della famiglia deve essere quotidiana. Da tempo aspiravo a far conoscere questa piaga sociale. Ho collaborato alla sceneggiatura, ispirata a fatti realmente accaduti».

Nella guerra della coppia a rimetterci sono sempre i figli, coinvolti nelle battaglie legali…
«Certo, sono loro a soffrire di più, per questo bisogna riflettere e usare maturità. L’amore non è eterno, può finire, e quando succede capisco che il primo istinto umano sia proprio il sentimento della rabbia. Troppo facile giudicare, ma succede che la donna eserciti un potere ulteriore dopo l’affido, approfittando della legge a suo favore, si vendica, usando l’arma del ricatto. Bisognerebbe porsi una domanda: siamo sicuri che affidando nel 95% dei casi il bambino alla madre le leggi rispecchino sempre l’interesse del bambino?».

Il suo personaggio, Antonio, per attirare l’attenzione protesta incatenandosi a un monumento!
«Sì, brandendo un cartello con la scritta “Non siamo genitori di serie B”. Ho amici fraterni che soffrono la stessa situazione. Mi fa una rabbia tremenda quando devono mercanteggiare per vedere i propri figli!».

Sensazioni ed emozioni vissute sul set nei panni di Antonio?
«Un mix di emozioni straordinarie. Ho girato subito dopo il mio matrimonio. Quindi, fresco di gioia coniugale, mi sono calato nei panni di un uomo che lotta e soffre perché non può vedere il figlio, ho esorcizzato quanto potrebbe capitarmi. Io morirei e mi sentirei inutile senza mia moglie Eleonora e i miei due bambini, Anita, di 8 anni, e Nicola, di 6. Prego Gesù che non mi accada mai una cosa del genere. Sono famiglia-dipendente! Riporto alla luce il sentimento tipico dei nostri genitori: il sopportarsi. Dopo i litigi bisogna saper scavalcare il muro e ritrovare dall’altra parte la persona amata. Oggi invece alla prima incomprensione si molla tutto».

Dopo la produzione del suo corto «Domani», pensa di darsi alla regia?
«La regia è un grande sogno, ma al momento penso a produrre la commedia “Un lontano parente”, di cui stiamo scrivendo la sceneggiatura. Dal 29 novembre sarò sul set del nuovo film di Ferzan Ozpetek “Magnifica presenza”».

Ha seguito su Raiuno lo spettacolo di suo fratello Rosario?
«Certo e mi sono divertito. Appena lui entra in scena mi commuovo. Conosco le sue paure e le sue debolezze che non fa trapelare e così vengo assalito dalla tenerezza».

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