11 Agosto 2017 | 10:00

Intervista a Carlo Conti: «Riporto in onda La Corrida»

Il conduttore è in vacanza al mare ma già pensa alla stagione televisiva che l’aspetta

 di Stefania Zizzari

La voce di Carlo Conti al telefono è rilassata. Forse troppo…

La disturbo?
«No, no. Dormivo…Scherzo, non è vero».
È insolito pensarla in vacanza, visti i ritmi ai quali ha lavorato negli ultimi anni.
«In effetti è un’estate più tranquilla rispetto alle ultime tre, quando avevo la responsabilità del Festival di Sanremo. Quest’anno riesco a staccare un po’ la spina e a rilassarmi».
Magari andando a pesca. Anche se il suo amico Leonardo Pieraccioni sostiene che lei non prende mai un pesce…
«Con Leonardo, sua figlia Martina, mio figlio Matteo e una coppia di amici abbiamo preso un catamarano e abbiamo fatto il giro dell’Isola d’Elba. Una settimana in mare: ho portato una serie di canne da pesca perché il mi’ figliolo mi chiede sempre di pescare. Martina si è unita, e tutti e due hanno preso dei bei pesciolini: saraghetti, pesci pettine, boccacce. Perfino una sogliola. Tutti ributtati in mare, viste le dimensioni».
E lei?
«Io non prendevo nulla, ma perché ero intento a fare il “coach” e a insegnare ai bambini come si fa».
Beh, non era un grande esempio però…
«Quando peschi non è che per forza devi prendere pesci».
Ah no?
«Io la pesca la vedo con filosofia, è un momento di relax. Anzi, delle volte il pesce ti distrae e disturba il contatto tra l’uomo e il mare (finge di essere serio, ndr)».
Insomma, in una settimana quanti pesci ha pescato?
«Zero. Ma non è che mi sono messo a pescare seriamente».
Se invece si fosse messo a pescare seriamente?
«Zero. Non avrei preso nulla lo stesso» (ride).
E nei suoi momenti di riflessione guardando il mare ha pensato alla stagione televisiva che l’aspetta?
«Certo. Il 6 settembre c’è la serata “Ricordando Pavarotti” all’Arena di Verona. Un appuntamento bellissimo con Placido Domingo, José Carreras e tanti altri ospiti che hanno collaborato con il Maestro, per raccontare (a 10 anni dalla morte, ndr) aneddoti e curiosità della storia di quest’uomo che ci ha avvicinato alla lirica rendendola alla portata di tutti. Con Fazio ricorderemo il Sanremo del Maestro, mentre Zucchero ci racconterà la collaborazione dalla quale è nata “Miserere”».
Un altro impegno importante è «Tale e quale show».
«Quest’anno partiremo un po’ più tardi, il 22 settembre, e la squadra dei 12 protagonisti ancora non è stata definita. Sono tanti gli artisti che hanno fatto un provino e noi cercheremo come sempre di creare un gruppo fortissimo».
Capitolo giuria?
«Loretta Goggi, regina assoluta del programma, ci sarà. È un elemento fondamentale. Accanto a lei potrebbero esserci dei ritorni: Christian De Sica, Gigi Proietti, Enrico Montesano, Claudio Lippi e Claudio Amendola sono tutti fuoriclasse che hanno fatto parte del programma e sempre ne faranno parte. Può darsi che qualcuno ritorni, un altro vada via… il programma è modulare, in questo senso».
Infine lo Zecchino d’Oro.
«Andrà in onda da Bologna, nella versione tradizionale, la domenica pomeriggio per quattro puntate a cavallo fra novembre e dicembre. Venerdì 8 dicembre, poi, condurrò una serata speciale per festeggiare i 60 anni dello Zecchino e lì ci divertiremo a tornare bambini con personaggi famosi che si cimenteranno nei successi dell’Antoniano».
Nella sua estate c’è anche il teatro: lo spettacolo con Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni continua a macinare date.
«È vero. Se ne è aggiunta pure un’altra a Milano il 16 settembre».
Vi aspettavate un successo così travolgente?
«No. Questo spettacolo era un esperimento. Vent’anni fa ci venivano a vedere soprattutto i toscani, ora c’è un pubblico nuovo che abbiamo conquistato con uno spettacolo su cui abbiamo lavorato molto, limandolo all’essenziale: sono due ore di risate ininterrotte. E se c’è stato il record a Firenze con 17 date da 6.000 persone a sera, è bellissimo il calore che troviamo ovunque in Italia».
Diventerà uno show tv?
«No. Ci siamo resi conto di avere una specie di Ferrari e non la vogliamo far girare troppo: la teniamo in garage, ogni tanto la spolveriamo, attualizzando le battute, la tiriamo fuori e ci facciamo un giro. Magari nei teatri più piccoli o ancora in Europa. È uno spettacolo talmente forte che per ora non lo vogliamo “bruciare” in televisione. Preferiamo congelarlo e scongelarlo quando ci serve. Che poi questo congelarci e scongelarci fa bene anche a noi, vista l’età».
Non ha voglia ora di sperimentare qualcosa di nuovo?
«No. Vorrei sperimentare qualcosa di vecchio. Mi piacerebbe fare con “La Corrida” un’operazione come quella che Fazio ha fatto con “Rischiatutto”. Nel 1968, 50 anni fa, il grande Corrado creò “La Corrida” sulla radio Rai. Io ancora me la ricordo: l’ascoltavo da bambino. Ora mi piacerebbe riportarla a casa in Rai. In tv ma, perché no, anche in radio. In fondo tra i format più venduti al mondo ci sono “Italia’s got talent” e “Tú sí que vales”: con confezione e ritmo diversi, ma “La Corrida” è un po’ la madre di tutti i “people talent show”. Dato che oggi ci piace etichettare tutto!».
Immagini la faccia di Corrado alla definizione «people talent show».
«Sorriderebbe sornione, guardandoci di traverso…».

L'idea che cambiò la tv

«La Corrida - Dilettanti allo sbaraglio» è un programma ideato e condotto da Corrado (1924-1999) in radio dal 1968 al 1979 e poi in televisione dal 1986 al 1997. Dal 2002 al 2009 il programma è presentato da Gerry Scotti. Con lui, fino al 2008, il maestro Roberto Pregadio, che era il direttore d’orchestra del programma fin dai tempi di Corrado. Nel 2011 il timone passa in mano a Flavio Insinna, che conduce l’ultima edizione di «La Corrida» scegliendo di essere affiancato da una delle vallette storiche di Corrado: Antonella Elia. La trasmissione ruota attorno alle esibizioni, più o meno improbabili, dei concorrenti convinti di avere un talento.

i possibili protagonisti di tale e quale

Sono tanti gli artisti «provinati» per entrare nel cast dei 12 protagonisti. Questi potrebbero essere i favoriti: Donatella Rettore, Marco Carta, Annalisa Minetti, Claudio Lippi, Mauro Coruzzi (Platinette). Come pure Sara Macari, Edy Angelillo, Piero Mazzocchetti…