09 Marzo 2011 | 08:06

Luca e Paolo: «Macché Iene noi siamo due noiosoni»

Luca e Paolo, dopo Sanremo, si raccontano a Sorrisi «Il Festival? Lo abbiamo fatto (quasi) gratis». «Il successo? Non ce lo aspettavamo proprio». «Cattivi? No, ci manca coraggio e faccia tosta».

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Luca e Paolo: «Macché Iene noi siamo due noiosoni»

Luca e Paolo, dopo Sanremo, si raccontano a Sorrisi «Il Festival? Lo abbiamo fatto (quasi) gratis». «Il successo? Non ce lo aspettavamo proprio». «Cattivi? No, ci manca coraggio e faccia tosta».

09 Marzo 2011 | 08:06 di

Da sinistra, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu (foto Frezza La Fata)
Da sinistra, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu (foto Frezza La Fata)

E dopo trenta giorni sulla riviera ligure Luca e Paolo sono tornati a Cologno Monzese, quartier generale delle Iene e da dieci anni la loro seconda casa. Tornano dunque alla base dopo che, da vere Iene, hanno messo in bilico persino la poltrona del direttore generale della Rai Mauro Masi intonando, la prima sera del Festival, l’ormai famoso «Ti sputtanerò» dedicato alle liti fra Berlusconi e Fini. Ma su Masi le due Iene tacciono. Sul resto vanno a ruota libera.

Com’è nato «Ti sputtanerò»?
Luca: «L’ha scritto Martino Clericetti, uno dei nostri autori, è nato a Sanremo, noi ci abbiamo messo solo il finale diverso, quello che parla del 6 aprile («Ma il 6 aprile in aula ci vai solo tu»), era appena uscita la notizia sul processo di Berlusconi».

Un successo annunciato?
Luca: «Non ci aspettavamo tanto successo, ci sembrava la cosa migliore per aprire il Festival: era forte, divertente, era cantato, era una canzone di Morandi».

Non pensavate di rischiare grosso cantando quel brano?
Luca: «Era forte, con quelle due faccione di Fini e Berlusconi dietro, ma il pezzo di per sé non dice cose nuove, è una collezione di titoli di giornali, non era un pezzo così schierato».
Paolo: «Comunque legalmente l’abbiamo fatto rileggere più volte, qualcuno poteva arrabbiarsi».

Due milioni di contatti sul web in pochi giorni sono tanti…
Paolo: «Vuol dire che siamo piaciuti al nostro pubblico, il target di Youtube è il nostro, con Sanremo potevamo prendere un altro tipo di pubblico e deludere il nostro. Non è stato così».

Dunque è vero che avete avvicinato i giovani al Festival.
Luca: «Sì, noi ovviamente ci portiamo dietro un pubblico giovane, dalle Iene e da Camera Café, ma è anche merito delle ragazze, anche Belen ed Elisabetta Canalis hanno contribuito».

Il pezzo su Santoro e Saviano ha avuto solo un decimo dei contatti.
Luca: «È intrinseco, si dice anche nel pezzo che quella roba lì avrà un decimo dei contatti. Se spari sui soliti hai un sacco di contatti, poi ci sono quelli su cui l’Italia fa fatica a ridere».

Oltre a 150 mila euro a testa, cosa ci avete ricavato dal Festival?
Paolo: «Questi soldi ce li saremmo beccati lo stesso, praticamente Sanremo lo abbiamo fatto gratis».

Gratis è una parola grossa.
Paolo: «Abbiamo una liberatoria di Mediaset che ci permette di fare Sanremo e prendere i soldi dalla Rai ma a quel punto non ce li dà più Mediaset, io finora ho speso 8 mila euro di albergo».

Ma vuoi mettere la popolarità…
Luca: «Ci abbiamo guadagnato tantissimo in popolarità e credibilità, non tutti avrebbero scommesso su di noi, molti ci davano per finiti, alcuni ci avevano sconsigliato, pensavano che Sanremo ci potesse travolgere».
Paolo: «Un orchestrale, che è nostro amico, appena siamo arrivati mi ha detto: “Vi ho visto da Vespa, eravate rigidi!”. Ecco, avevo paura di questo, della percezione del pubblico che ci vede come dei monelli, chissà la gente cosa si aspettava».

E alla fine come è andata?
Luca: «La cosa che non mi sarei mai aspettato è che ci saremmo divertiti un sacco, a parte i primi venti secondi di tensione… Dietro le quinte sono successe cose che non si possono raccontare!».

Ci sarà un Luca&Paolo bis?
Luca: «Abbiamo appena finito!».
Paolo: «È come se mi fossi bevuto sette birre e me ne offrissero ancora una…».

Alle Iene continuerete a cantare?
Luca: «No. Ma siamo contenti di ricominciare subito per toglierci Sanremo di dosso immediatamente e ricominciare a vivere».

Non vi erano restati dei pezzi nel cassetto?
Paolo: «Le cose scritte per Sanremo erano molte, ma per le Iene l’attualità è al primo posto, come fai a prendere una battuta da un’altra parte, è vecchia».

Quando siete stati scelti hanno detto: le Iene sbarcano al Festival. Una bella responsabilità.
Luca: «In realtà noi non siamo due Iene, fare le Iene è molto più difficile di quello che facciamo noi, noi siamo come quelli che muovono gli scambi dei treni, non siamo né i vagoni né le locomotive, sono altri che lavorano».

E non vi dispiace?
Paolo: «Non ne siamo capaci, non saremmo in grado di fare i servizi come fanno le altre Iene».

Cosa vi manca della Iena?
Luca: «La faccia come il c… Io riesco a fare quello che faccio solo se sono sul palco, non avrei il coraggio di fare quello che fa Lucci quando va alle feste».
Paolo: «Bisogna nascerci. Quando presentiamo siamo quasi sempre dietro un personaggio, dietro un filtro».

E dietro i personaggi di Luca e Paolo cosa c’è?
Luca: «Diciamo che noi siamo due persone molto più noiose di quello che sembra vedendoci in tv».

Siete legati a Mediaset per altri sei anni. Altri sei anni di Iene?
Luca: «Non credo, diventeremmo poco credibili. Due vecchi che conducono le Iene!».