04 Giugno 2011 | 18:15

Marco Berry: «Gli Invincibili sono tra noi»

Chi sono gli «Invincibili»? Sono quelli che non si arrendono mai, neanche quando la sorte sembra girar loro le spalle. È questo il senso del programma condotto da Marco Berry, che ritorna mercoledì sera in prima serata su Italia 1. Quattro puntate in cui Berry incontra persone comuni, uomini e donne dalla forza d’animo straordinaria, che hanno saputo superare traumi e disgrazie gravissime reinventandosi una vita e scoprendo abilità e talenti che non sapevano di avere...

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Marco Berry: «Gli Invincibili sono tra noi»

Chi sono gli «Invincibili»? Sono quelli che non si arrendono mai, neanche quando la sorte sembra girar loro le spalle. È questo il senso del programma condotto da Marco Berry, che ritorna mercoledì sera in prima serata su Italia 1. Quattro puntate in cui Berry incontra persone comuni, uomini e donne dalla forza d’animo straordinaria, che hanno saputo superare traumi e disgrazie gravissime reinventandosi una vita e scoprendo abilità e talenti che non sapevano di avere...

04 Giugno 2011 | 18:15 di

Marco Berry

Chi sono gli «Invincibili»? Sono quelli che non si arrendono mai, neanche quando la sorte sembra girar loro le spalle. È questo il senso del programma condotto da Marco Berry, che ritorna mercoledì sera in prima serata su Italia 1. Quattro puntate in cui Berry incontra persone comuni, uomini e donne dalla forza d’animo straordinaria, che hanno saputo superare traumi e disgrazie gravissime reinventandosi una vita e scoprendo abilità e talenti che non sapevano di avere.

«Sono storie bellissime, raccontate in prima persona dai protagonisti, due per puntata» dice Berry. «Ho passato un’intera giornata al fianco di queste persone straordinarie che con grande generosità mi hanno accompagnato nel loro mondo. Tra queste c’è Antonio Altavilla, carabiniere rimasto ferito nell’attentato di Nassiriya, con lesioni gravissime, che non ha mai perso la voglia di vivere. C’è anche Giusy Versace, 33 anni, figlia di Alfredo, cugino di di Donatella e Santo Versace; ha perso le gambe in un incidente stradale ma continua a lavorare nella moda ed è diventata campionessa italiana dei 100 metri di categoria. Parteciperà alle Paraolimpiadi di Londra».
Esperienze che hanno segnato Berry profondamente. «Sono in difficoltà, perché tutto quello che ho potuto fare è stato dar voce a queste storie in uno spazio tv, e visto che nella vita si prova più felicità nel dare che nel ricevere, io sono meno felice».

Ciò che colpisce di Berry è il modo in cui si proietta verso chi soffre. Lo si era già notato in un altro suo programma, «Invisibili», in cui aveva portato in tv le storie di chi aveva perso tutto e si era ritrovato a vivere per strada. In Berry non c’è pietismo, ma solidarietà, partecipazione, affetto. «Sono sentimenti che provo anche fuori dal lavoro. Sono così: mi fermo a parlare con la gente, mi piace ascoltarla. Fin da bambino ero interessato alle persone più sfortunate di me. Lo devo a mia madre: mi diceva che eravamo dei privilegiati, perché avevamo da mangiare e un tetto sulla testa, e per questo potevamo occuparci anche degli altri.

«Per “Invincibili” non mi aspetto grandi ascolti» conclude Berry «ma ho un unico desiderio: mi basterebbe ricevere anche una sola mail o una telefonata da parte di qualcuno che, grazie a quello che ha visto in tv, ha deciso di non nascondersi più. Sarei la persona più felice del mondo».