17 Giugno 2013 | 13:42

Marco Liorni non va in vacanza e resta su Rai1 per condurre «Estate in diretta»

Il giornalista, che da settembre a giugno è stato protagonista di «La vita in diretta», non va in vacanza. E da oggi, lunedì 17 giugno, fino a settembre condurrà «Estate in diretta». Insomma, un anno intero di lavoro non stop...

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Marco Liorni non va in vacanza e resta su Rai1 per condurre «Estate in diretta»

Il giornalista, che da settembre a giugno è stato protagonista di «La vita in diretta», non va in vacanza. E da oggi, lunedì 17 giugno, fino a settembre condurrà «Estate in diretta». Insomma, un anno intero di lavoro non stop...

Foto: Marco Liorni  - Credit: © Rino Petrosino

17 Giugno 2013 | 13:42 di

Una buona notizia per gli spettatori di Rai1: questa estate Marco Liorni continuerà ad andare in onda. Il presentatore, che da settembre a giugno è stato protagonista di «La vita in diretta», non va in vacanza. E da lunedì 17 giugno fino a settembre condurrà «Estate in diretta». Insomma, un anno intero di lavoro non-stop…

È una buona notizia anche per Marco Liorni?
«È una buona notizia sì! Io con “Estate in diretta” ho un legame sentimentale, mi ha portato fortuna due anni fa. Magari lo è stata un po’ meno per la mia famiglia. Niente vacanze insieme…».

Lei arrivò a «La vita in diretta» nel 2011, proprio dopo «Estate in diretta». Il cerchio si chiude.
«Sì. All’epoca “Estate in diretta” fu una specie di grande provino per vedere se potevo degnamente sostituire Lamberto Sposini. Ora il cerchio si chiude davvero perché, finita l’estate, non rifarò “La vita in diretta”».

Quel «provino» andò bene: ha condotto il programma per due anni.
«È stata un’esperienza ottima da tutti i punti di vista. Per il gruppo di lavoro, innanzitutto: da Mara Venier ho imparato molto. Perché ho potuto raccontare l’Italia in questi anni di grandi trasformazioni. E gli ascolti sono andati benissimo».

I dati dimostrano che lei ha anche ringiovanito il pubblico del pomeriggio di Raiuno.
«Mi fa piacere. La tv generalista in questo momento ha molta concorrenza, da Internet al satellite. Ma anche “La vita in diretta” è cambiata: prima erano anni

spensierati, ora il programma si è adeguato».
Tanto che, quando avete parlato di disoccupazione giovanile, avete raggiunto quasi il 24% di share.

«La disoccupazione giovanile è una delle grandi emergenze e vergogne italiane. Ma anche altri temi difficili hanno dato ottimi ascolti. Sono venuti da noi ospiti come Moni Ovadia, Dacia Maraini e Massimo Cacciari, che di solito vanno in trasmissioni con un altro tipo di pubblico».

La gente era stufa di avere solo cronaca nera e cronaca rosa?
«Non è questo il punto. Non siamo ipocriti, i grandi gialli di cronaca nera da sempre appassionano il pubblico: basta non raccontarli in modo morboso. E anche la cronaca rosa: che c’è di male? Dipende da come la fai…».

E lo stile Liorni è: semplicità, garbo, cortesia.
«Prima viene il programma, che è la macchina. Il conduttore deve guidarla».

Ma in tv il garbo è una qualità o un difetto?
«Dipende dalla trasmissione. Per me in certi momenti è stato un difetto. In passato in altri programmi bisognava essere aggressivi e sfrontati, si chiedevano toni forti. Ma in tv non puoi fingere. La telecamera è diretta e trasparente».

Confessi che un po’ di magone le è venuto, a lasciare «La vita in diretta».
«Un po’ mi dispiace, però ho grande entusiasmo e curiosità per nuove cose».

Perché se ne va?
«Bisogna rinnovare, sperimentare. Il direttore di Raiuno, Giancarlo Leone, mi ha offerto di lavorare su nuovi programmi».

Che tipo di programmi?
«Ci sono tre progetti diversi per la prima serata. Sono programmi di intrattenimento, ma non varietà e nemmeno talent. È un modo nuovo di raccontare storie».

E Mediaset? È vero che c’è stato qualche tentativo di riaverla?
«Se c’è stato un sincero interessamento di Mediaset ne sono contento, perché io vengo da là. Però adesso il percorso in Rai mi sembra bello. E ho trovato ampia disponibilità sui miei nuovi progetti».

Qual è il «sogno» di Liorni, per dirla alla Briatore?
«Non vorrei limitarmi a fare solo il bravo presentatore. Di bravi presentatori ce ne sono tanti. Mi piacerebbe ideare, fare e realizzare un programma tutto mio».

Lei ha quasi 48 anni, ma viene considerato un eterno ragazzo.
«Forse perché non ho vizi, o ne ho pochi, e dimostro meno anni. E, a patto che questa giovinezza non sia interpretata come immaturità, spero che duri!».