27 Giugno 2011 | 06:02

Marco Todisco, il bambino di Fratelli Detective: «Un giorno sarò come Gigi Proietti»

Sul piccolo schermo era Lorenzo, il fratellino di Enrico Brignano con un quoziente d’intelligenza superiore alla media, il piccolo genio di «Fratelli detective» con la passione per gialli e indagini. Nella vita di tutti i giorni è Marco Todisco, 12 anni, una timidezza contraddetta dallo sguardo vispo, una saggezza non intaccata dalle tante esperienze professionali […]

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Marco Todisco, il bambino di Fratelli Detective: «Un giorno sarò come Gigi Proietti»

Sul piccolo schermo era Lorenzo, il fratellino di Enrico Brignano con un quoziente d’intelligenza superiore alla media, il piccolo genio di «Fratelli detective» con la passione per gialli e indagini. Nella vita di tutti i giorni è Marco Todisco, 12 anni, una timidezza contraddetta dallo sguardo vispo, una saggezza non intaccata dalle tante esperienze professionali […]

27 Giugno 2011 | 06:02 di

Marco Todisco con la mamma Monica e papà Vito

Sul piccolo schermo era Lorenzo, il fratellino di Enrico Brignano con un quoziente d’intelligenza superiore alla media, il piccolo genio di «Fratelli detective» con la passione per gialli e indagini. Nella vita di tutti i giorni è Marco Todisco, 12 anni, una timidezza contraddetta dallo sguardo vispo, una saggezza non intaccata dalle tante esperienze professionali sulle sue giovanissime spalle: ha già lavorato in fiction come «Medicina generale», «Distretto di polizia» e «Ris». Si racconta seduto sul divano della sua casa romana, vicino alla Tiburtina. La vita fuori e dentro l’appartamento condiviso con mamma, papà e fratello maggiore scorre con assoluta normalità. Se non fosse che Marco, anziché andare pazzo per pallone e Playstation come tanti coetanei, adora la commedia all’italiana e recitare.

Da dove nasce questa passione?
«Quando avevo tre anni passavo il mio tempo a vedere sempre gli stessi dvd. Quelli di Gigi Proietti, Alberto Sordi, Totò. Li imparavo a memoria e li rifacevo al mio primo pubblico, che poi era mio fratello Matteo. A 5 anni sono salito sul palcoscenico di un villaggio vacanze e ho recitato “La favoletta” di Proietti. Quella volta ho notato che la gente rideva e si divertiva e da quel momento ho cominciato a ossessionare i miei genitori con una richiesta fissa: “Voglio fare l’attore!”. Loro pensavano che mi sarebbe passata con la fine dell’estate e invece io ho tenuto duro».

Qual è il tuo film preferito?
«“Febbre da cavallo” di Gigi Proietti. È il mio antistress. Quando mi voglio rilassare me lo guardo. Mi basta vedere la copertina per andare in estasi».

Dando per scontato che da grande vuoi fare l’attore, hai già previsto un eventuale «piano B»?
«Certo che voglio fare l’attore. E per questo mi iscriverò al liceo classico: per recitare le tragedie greche occorrono le lingue antiche. Quanto al piano B, vorrei fare il professore perché mi piace stare con i ragazzi».

A proposito, come mai non ti piace giocare a calcio?
«Ci ho provato qualche anno fa. L’ho praticato per due giorni poi ho preso un calcione e ho detto basta. Non fa per me. Mi sono dato al nuoto, ma qualche mese fa si è rotto il tetto della piscina e ora siamo un po’ fermi».

Come vivi la tua vita di baby attore?
«Bene, perché per fortuna ho degli amici che a scuola e al parco mi trattano come Marco e non come uno che deve stare al centro dell’attenzione. E io per questo li stimo».

E com’è lavorare con gli altri attori?
«In generale c’è un bel rapporto con tutti. Attori e tecnici sono simpatici. Il mio preferito si chiama Sebastiano e fa l’attrezzista. Ogni tanto mi prendeva in giro. E quando lui era arrabbiato io provavo a strappargli un sorriso».

E Brignano com’è? Si può dire che siete amici?
«Sì, lui è un vero amico. È simpatico ma quando si arrabbia si arrabbia sul serio. Quando sta con i bambini si diverte un sacco. Forse è più bambino di tutti».

Che genere di consigli ti dava sul set?
«Me ne ha dati tanti. Il più importante, quando recitavamo insieme, era quello di attaccarmi in fronte un foglio con le sue battute, perché lui è un disastro e a volte se le scorda…».

Insieme avete tanto successo. Speri che ci sia la seconda serie di «Fratelli detective»?
«Altroché, ma so che non devo correre troppo. Bisogna aspettare il consenso del grande capo della fiction, Giancarlo Scheri».

E intanto che farai?
«Mi godo la promozione in terza media e le vacanze in Puglia con i miei nonni».

Qual è la cosa più bella della tua vita?
«La mia famiglia, che è un po’ strana. Siamo molto diversi, io e papà siamo testardi come tutti quelli della Vergine, mamma e Matteo ci fanno capire le cose con più calma. Così facciamo pace e ridiventiamo una famiglia».

La più brutta?
«Mi sa che non c’è».