11 Agosto 2017 | 10:30

Massimo Lopez e Tullio Solenghi : «Anna è sempre con noi»

Adesso sono un duo: i due attori sono di nuovo insieme a teatro in uno spettacolo esilarante. Ricordando l’amica Marchesini

 di Antonella Silvestri

Foto: Massimo Lopez, Tullio Solenghi e Anna Marchesini

Per i nostalgici del trio Lopez-Marchesini-Solenghi è arrivata una sorpresa. Dopo la scomparsa, avvenuta il 30 luglio 2016, dell’attrice Anna Marchesini, Massimo Lopez e Tullio Solenghi hanno deciso di tornare insieme sul palco. E in grande stile: con uno show in cui i due propongono una carrellata di imitazioni, sketch, performance musicali e interazioni con il pubblico. «Continuiamo a divertirci e Anna è sempre con noi» raccontano a Sorrisi.

A chi è venuta l’idea del «Massimo Lopez e Tullio Solenghi show»?
Massimo: «La voglia di tornare insieme è stata sempre una costante. Complice di questa reunion è stato Carlo Conti perché in “Tale e quale show” (nello speciale natalizio del 9 dicembre 2016 in cui il duo ha vinto, ndr) ci siamo trovati bene. Così abbiamo deciso di rimetterci insieme e andare in tournée».
Quali sono i vostri cavalli di battaglia?
Tullio: «Nello spettacolo ci sono alcuni marchi di fabbrica: i luoghi comuni funerari intorno alle bare, il coinvolgimento del pubblico, l’incontro esilarante tra Papa Bergoglio e Ratzinger, quest’ultimo intento a cucinare un piatto di strozzapreti per Francesco. Il tutto finisce in un’improvvisazione musicale in cui diventiamo Simon & Garfunkel».
Perché un trio strepitoso come il vostro, che raccoglieva milioni di telespettatori, decise di sciogliersi?
T: «Avevamo scritto di tutto e a un certo punto si era esaurita la vena creativa. Anna rimase incinta della sua bambina e Massimo dava segnali di impazienza nel voler tentare la strada “singola”».
M: «Noi avevamo un’idea molto romantica del trio e ogni volta che c’era da realizzare qualcosa insieme urlavamo dalla gioia. Dopo esserci spremuti tanto, c’è stato un momento di stanca. È vero, io scalpitavo e fui proprio io a proporre ai miei colleghi di fermarci per qualche anno per tornare poi con più entusiasmo. Ognuno prese la propria strada, ma ci ricongiungemmo nel 2008 per il revival televisivo “Non esiste più la mezza stagione”. Avevamo in programma di realizzare “L’Odissea” sulla stessa linea de “I promessi sposi” ma ci dissero che non c’era il budget necessario per cui lasciammo perdere».
Durante gli anni della separazione avete mantenuto i rapporti?
T: «Era solo una scissione professionale. Tutti e tre ci siamo sempre sentiti e scambiati consigli di lavoro».
M: «Tullio e io abitiamo nello stesso condominio per cui ci siamo frequentati sempre. All’inizio del trio mi spinse a comprare casa nello stesso stabile dove abitava lui. Anche con Anna il rapporto interpersonale non è mai cambiato».
Come avete vissuto la malattia di Anna negli ultimi anni?
T: «Ci siamo sentiti costantemente. Ero legatissimo a lei».
M: «Ho ancora tutti i suoi messaggi nel cellulare. La sua forza era quella di ironizzare su ogni minima tragedia. La malattia per lei era una banalità».
Quanto vi manca Anna in questa reunion?
T: «In realtà ci sembra di averla al nostro fianco in scena. C’è un momento in cui le dedichiamo un ricordo, in modo non retorico, che il pubblico scopre con sorpresa. Sono attimi emotivamente straordinari. Anna continua a far parte della nostra vita».
M: «Noi non riusciamo a dire “duo”. Per noi è sempre “trio”. Tullio e io parliamo sempre di Anna. È come se fossimo una famiglia e avessimo perso un genitore. Lei è sempre stata così protettiva nei nostri riguardi. Non puoi dimenticare».
Com’è cambiata la comicità rispetto ai vostri esordi?
T: «I tempi. La durata media di un nostro pezzo si aggirava intorno ai dieci minuti, oggi in quel periodo di tempo in un programma come “Zelig” passano almeno quattro comici. C’è una comicità “mordi e fuggi”. Solo nel tempo si scopre il talento vero che non è collegato all’episodicità di un’apparizione».
M: «Alla nostra epoca i due poli attrattivi erano la televisione, con i suoi varietà, e il teatro. Oggi il piccolo schermo non incanta più i giovani che invece preferiscono i social. Girano un video e cercano di acchiappare più “like” possibili».
Quali comici oggi potrebbero considerarsi gli eredi del trio?
T: «Nessuno ha raccolto il testimone perché avevamo delle caratteristiche specifiche: una compagine formata da due uomini e una donna in cui nessuno faceva da spalla fissa all’altro. E poi non eravamo legati a personaggi unici: ci sentivamo tre elementi intercambiabili».
A «Techetechete’» spesso ripropongono i vostri sketch. C’è una scena davanti alla quale, anche a distanza di anni, vi piegate in due dalle risate?
T: «Il livello più alto di “esilaranza” l’abbiamo raggiunto con “La telenovela”. Tre attori che recitavano come cani, con le battute ripetute per allungare i tempi, il doppiaggio con gli scompensi audio. Ogni volta rido come spettatore di me stesso...».
M: «Non riesco a resistere davanti allo sketch del quiz di Mike Bongiorno con la signorina Carlo».
Se foste costretti artisticamente a ricomporre il trio, con chi idealmente pensereste di sostituire Anna?
M: «Non mi verrebbe in mente di rifare il trio, ma parlerei solo di collaborazioni perché Anna era un gigante e qualunque attrice entrasse al suo posto sarebbe comprensibilmente oggetto di continui confronti. Ma se ci obbligassero per un programma a inserire una presenza femminile per fare trio chiamerei Virginia Raffaele. Con lei siamo amici e la stimo moltissimo. È una ragazza umile che mi ha confessato di avere avuto noi tre, e in particolare Anna, come punto di riferimento nella sua formazione. E io dico che si vede. Virginia è l’unica che mi ricorda il modo in cui Anna si avvicinava ai personaggi da imitare».
Questo «Lopez e Solenghi show» approderà anche in tv?
T: «Noi ce lo auguriamo».
M: «Incrociamo le dita!».