30 Aprile 2013 | 06:32

Max Cavallari dei Fichi d’India: «Il coraggio di tornare? Me l’ha dato Bruno»

Max Cavallari dei Fichi d’India prova a rimettersi in gioco a tre mesi dal dramma che ha colpito il sodale di sempre, l’amico Bruno Arena, che il 17 gennaio scorso è stato colpito da un’emorragia cerebrale dietro le quinte di «Zelig». «Un incubo, 25 anni insieme: mi sentivo completamente perso, annientato»...

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Max Cavallari dei Fichi d’India: «Il coraggio di tornare? Me l’ha dato Bruno»

Max Cavallari dei Fichi d’India prova a rimettersi in gioco a tre mesi dal dramma che ha colpito il sodale di sempre, l’amico Bruno Arena, che il 17 gennaio scorso è stato colpito da un’emorragia cerebrale dietro le quinte di «Zelig». «Un incubo, 25 anni insieme: mi sentivo completamente perso, annientato»...

Foto: La cena dei cretini

30 Aprile 2013 | 06:32 di

«Vado spesso a trovarlo in clinica, ascoltiamo insieme musica jazz. È cosciente, c’è qualche lento miglioramento. Gli ho parlato di un mio nuovo progetto. Lui ha capito, mi ha fatto cenno di sì, mi ha stretto la mano, mi ha fatto coraggio». Max Cavallari dei Fichi d’India prova a rimettersi in gioco a tre mesi dal dramma che ha colpito il sodale di sempre, l’amico Bruno Arena, che il 17 gennaio scorso è stato colpito da un’emorragia cerebrale dietro le quinte di «Zelig».

«Un incubo, 25 anni insieme: mi sentivo completamente perso, annientato. Anche ora, quando sono in scena, ogni tanto mi giro istintivamente verso destra, cercandolo» racconta in un’intervista che Sorrisi pubblica nel numero in edicola. «Sono rimasto fermo tre mesi prima di farmi coraggio, mentre gli amici e il pubblico mi convincevano a ricominciare».

Il momento è arrivato ora con «La cena dei cretini», sitcom in 12 puntate che sarà trasmessa da Comedy Central dal 13 maggio. «Bruno è in clinica, cosciente, ma non parla. Fa riabilitazione. C’è qualche lento miglioramento. Io però spero sempre che ce la faccia a tornare. A gennaio dovremmo fare una festa per i nostri 25 anni di cabaret. Ogni tanto vado da lui, stiamo insieme, ascoltiamo un po’ di jazz… Si deprime un po’, iniziando a rendersi conto di quel che gli è successo. Gli ho anche parlato del mio nuovo progetto, c’era anche la moglie. Lui ha capito, mi faceva cenno di sì, mi ha stretto la mano, mi ha fatto coraggio».