11 Novembre 2010 | 07:41

Milly Carlucci: «E ora vi faccio cantare con le stelle»

La conduttrice torna su Raiuno il 4 dicembre con «Millevoci», uno show ispirato al telefilm americano «Glee», e rivela a Sorrisi i segreti dell'inedito talent per gruppi corali: «Vedrete che ospiti!».

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Milly Carlucci: «E ora vi faccio cantare con le stelle»

La conduttrice torna su Raiuno il 4 dicembre con «Millevoci», uno show ispirato al telefilm americano «Glee», e rivela a Sorrisi i segreti dell'inedito talent per gruppi corali: «Vedrete che ospiti!».

11 Novembre 2010 | 07:41 di

Milly Carlucci (foto Massimo Sestini)
Milly Carlucci (foto Massimo Sestini)

Ci fa ballare con le stelle dal 2005, ma adesso Milly Carlucci è pronta per una nuova sfida catodica: far cantare l’Italia. Il 4 dicembre debutta «Millevoci», nuovo talent show di Raiuno dedicato ai gruppi corali, e la padrona di casa racconta in anteprima a Sorrisi i segreti dello show.

Milly, come le è venuto in mente di portare in scena i gruppi corali?
«Osservando il fenomeno “Glee” (serie americana di culto in onda su Sky e presto su Italia 1, ndr). Volevamo portare anche in Italia questa realtà, tutta speciale, dei gruppi che cantano e ballano contemporaneamente».

Come mai è così entusiasta?
«Perché è un mondo incredibile che non pensavamo esistesse. Un’aggregazione spontanea di tante persone che, per passione, si riuniscono con l’unico obiettivo di far musica. Per loro non c’è uno sbocco discografico, ma tutt’al più raduni o feste di piazza. Nella prima puntata presenteremo i gruppi con le loro storie proprio perché non vivono di culto della personalità, ma è fondamentale lo spirito di squadra. Uno dei cori che prenderà parte al programma, per esempio, arriva da Bari, capitanato da un professore di matematica, e si è presentato ai provini con una delle componenti in dolce attesa, pronta a partorire a Roma “assistita” dal resto del gruppo (proprio come in una puntata di “Glee”, ndr). Racconteremo, quindi, anche la nascita di un nuovo elemento del gruppo che, nel frattempo, avrà visto la luce».

Qual è il concorrente più giovane e quale il più vecchio?
«In un gruppo ci sono due pensionati, ma sono in forma perché devono anche ballare. I più giovani, invece, sono dei liceali che arrivano dal Lazio».

Quali saranno le prove?
«Dopo una prima esibizione che rappresenterà il biglietto da visita del gruppo, ci saranno delle sfide a tema: per la seconda, per esempio, entrerà in scena l’ospite musicale della puntata e ci si focalizzerà sui suoi successi».

Che genere di musica ascolteremo?
«Quasi tutti i gruppi arrivano dal gospel. Poi si sono evoluti: c’è chi punterà sul genere Anni 20, chi sul pop internazionale, chi sul genere napoletano in stile “arboriano”. Tra l’altro andremo in onda da Napoli».

Sa che in Inghilterra «Don’t Stop Believing», format simile a «Millevoci», non è andato benissimo?
«Ha fatto l’8%, ma la rete satellitare sulla quale è andato in onda fa, in media, il 4%. Loro poi hanno strizzato l’occhio al pop, perché la rete sulla quale viene trasmesso ha un target di pubblico giovane».

Chi giudicherà i concorrenti?
«Tre esperti. Se ci si affida ai vip ci si può lasciar andare anche a giudizi pindarici. Ma in questi gruppi il livello artistico è straordinario, meritano professionalità assoluta».

Qualche nome?
«I contratti per i giurati e gli ospiti non sono ancora chiusi, ma stiamo “corteggiando”, tra gli altri, Baglioni, Renato Zero, Laura Pausini, Eros Ramazzotti e Gigi D’Alessio».

Cosa vincerà chi arriverà primo?
«Un riconoscimento professionale. Tramite Bibi Ballandi cercheremo di garantire ai vincitori la presenza in un evento prestigioso».