06 Febbraio 2015 | 14:51

Il mistero Majorana risolto grazie a «Chi l’ha visto»

Intervista a Pino Rinaldi, l'autore del programma tv che da dieci anni segue il caso del fisico scomparso

 di Barbara Mosconi

Il mistero Majorana risolto grazie a «Chi l’ha visto»

Intervista a Pino Rinaldi, l'autore del programma tv che da dieci anni segue il caso del fisico scomparso

06 Febbraio 2015 | 14:51 di Barbara Mosconi

Ettore Majorana, uno dei più grandi fisici di tutti i tempi, scomparve nel marzo del 1938 all’età di 31 anni. Da allora  solo avvistamenti, teorie, ipotesi, nulla di concreto. Finché dopo 77 anni, lo scorso 4 febbraio, la Procura di Roma ha convalidato l’ipotesi che Majorana fra il ’55 e il ’59 era ancora vivo e si trovava in Venezuela sotto falso nome. Le indagini sono partite da una segnalazione giunta alla trasmissione «Chi l’ha visto» e il caso è stato seguito dal 2005 a oggi da Pino Rinaldi, autore e inviato storico del programma tv.

Rinaldi, come è iniziato tutto?
«A “Chi l’ha visto”  ci occupiamo delle persone che chiedono aiuto, ma siamo anche un mezzo per risolvere dei grandi misteri, come per l’appunto quello di Ettore Majorana. Così nel 2005 ci siamo chiesti che fine avesse fatto: suicida, ammazzato, morto di malattia, ritirato in monastero...».

Perciò cosa avete fatto?
«Io personalmente sono partito e andato in Cile e in Argentina seguendo alcune tracce che davano Ettore Majorana a Buenos Aires negli anni 50, ho intervistato la moglie di un fisico argentino, lanciato appelli con l’aiuto di un grande quotidiano locale. Ma onestamente di prove concrete non c’era una. Sembrava di inseguire un fantasma».

Come siete arrivati a Francesco Fasani, il testimone chiave?
«Alcuni mesi dopo la messa in onda del servizio su Majorana, ci chiama in redazione Francesco Fasani, un italiano emigrato in Venezuela dal ’55 al ’59. Lo vado a trovare a Nettuno, dove vive, e mi racconta che negli anni in cui era emigrato a Valencia, in Venezuela, aveva conosciuto un tale signor Bini e qualcuno gli aveva rivelato che quel signor Bini era uno scienziato molto importante, Ettore Majorana, arrivato in Venezuela dall’Argentina dopo la caduta del regime peronista».

Perché il signor Fasani ha chiamato voi dopo tanto tempo?
«Perché prima non trovava la fotografia che aveva scattato assieme a Bini. Ci disse che era stato difficilissimo fare quella foto perché Bini non voleva farsi fotografare e non voleva parlare della famiglia. Aveva il comportamento di chi nasconde qualcosa».

Le indagini della Procura di Roma cominciano grazie a voi.
«La Procura di Roma ci chiama e li mettiamo in contatto con il signor Fasani e così cominciano le indagini, vanno avanti con una perizia affidata al Ris che mette in relazione il padre di Majorana e il Bini della foto. Alla fine, due giorni fa, c’è stata l’archiviazione del fascicolo e la dichiarazione che Bini è Majorana».

I parenti di Majorana contraddicono questa versione.
«I dubbi che hanno i familiari forse li avrei anch’io, non abbiamo il dna di Majorana, ma l’analisi antropometrica fra il papà di Majorana e il Bini della foto danno risulati identici. Tra l’altro il signor Fasani era a detta di tutti una persona per bene e seria,  non un millantatore».

Lei alla fine che idea si è fatta?
«Che sia verosimile che Bini e Majorana siano la stessa persona. A ogni modo “Chi l’ha visto” tornerà a parlare di Ettore Majorana cercando ulteriori elementi e riscontri, vorremmo intervistare i familiari, fare approfondimenti, andare in Venezuela. Bisogna rispondere ad altri interrogativi, cosa ha fatto Majorana/Bini dal ’38 al ’55, l’Argentina negli anni 50 aveva un programma nucleare sviluppatissimo...».