22 Settembre 2016 | 15:57

«Bring the Noise», Alvin in prima serata su Italia 1

Arriva uno show inedito nel quale personaggi famosi si cimentano in prove di canto e ballo, da mercoledì 28 settembre

 di Solange Savagnone

Foto: Il vero nome di Alvin (38 anni) è Alberto Bonato
Credit: © Mediaset

Alvin freme, vorrebbe raccontarci tutto di questa nuova avventura, ma non vuole rovinare la sorpresa ai telespettatori. Dal 28 settembre sarà infatti alla guida di «Bring the Noise», sei puntate in prima serata su Italia 1 in cui due squadre composte da personaggi famosi si sfideranno in una serie di prove bizzarre a sfondo musicale. Un gioco che si annuncia molto divertente.

Alvin, quanto ti spaventa questo debutto in prima serata?
«La paura non è una delle emozioni che mi appartiene, anche perché in questo momento è superata dall’entusiasmo. Finalmente torno a mettermi in gioco 18 anni dopo il mio debutto in tv con Disney Channel. Lo stiamo preparando e testando su noi stessi. Ci divertiamo come matti insieme con l’autore Max Novaresi, che è anche capo progetto di “Verissimo” e con il quale si è ricreata subito la stessa atmosfera familiare».
Come ti stai preparando?
«Nel migliore dei modi, non preparandomi. Ho trascorso alcuni giorni a Roma, dove stiamo lavorando sulla sigla. Mi vedrete ballare e cantare, anche se in playback. Sarà un assaggio di quello che vedrete poi nel programma».
Spiegaci qualcosa di più.
«In ogni puntata due squadre composte da quattro star dello spettacolo si sfideranno in bizzarre prove a sfondo musicale. Registriamo a Roma in uno studio molto moderno e luminoso con un grande palco al centro. Tutto attorno, modello arena, ci sarà il pubblico che canterà e ballerà con noi. Inoltre avremo una band che suonerà dal vivo: i Kutso, che sono stati anche a Sanremo. E un corpo di ballo».
Puoi anticiparci il nome di qualcuno degli artisti in gara?
«Ancora non sappiamo come saranno composte le squadre. Ma tra i nomi già confermati ci sono Fabio Rovazzi, Jake La Furia, Paola Barale e Francesco Facchinetti. Inoltre avremo diversi ospiti, tra cui Giulio Berruti, che canteranno e balleranno come gli artisti in gara».
Cosa piacerà di questo programma ai telespettatori italiani?
«La spensieratezza che trasmette, così importante in questo periodo per alleggerire tutto quello che si sente nei notiziari. Anch’io ho iniziato questo mestiere per “distrarmi”. Da piccolo non guardavo la tv, i miei genitori non volevano. Così la sera quando ero stanco andavo in camera mia e a letto ascoltavo la radio con le cuffie. In questo modo ho scoperto un mondo meraviglioso, fatto di musica, divertimento e gag».
Da fan della radio come sei finito a lavorare in televisione?
«Per caso. Quando ero uno studente di Economia e commercio all’Università Cattolica di Milano, per sostenere le mie piccole spese entrai in un’agenzia sperando di fare qualche pubblicità. Non mi chiamarono mai, se non una volta per propormi un provino televisivo. A me non interessava la tv, però visto che il posto dove si faceva il casting era di strada per andare all’università, ci provai. Su circa 300 persone arrivai tra i primi quattro. Così ho iniziato a fare il conduttore per Disney Channel, dove sono rimasto per due anni (dal 1998 al 2000, ndr). I miei volevano che studiassi, ma poi ho lasciato l’università. Fare ogni giorno due ore e mezza di diretta è stata una grande scuola, come tutte le esperienze che ho fatto in seguito, inclusi “Verissimo” e “L’isola dei famosi”».
Deejay, regista, compositore, conduttore. Quando i tuoi figli ti chiedono che lavoro fai cosa rispondi?
«Per fortuna ancora non me l’hanno chiesto, non saprei cosa rispondere (ride). Diciamo che mi limito a descrivere quello che faccio».
Tua moglie invece che cosa dice di questa nuova esperienza?
«Lei è la mia prima fan. Mi ha sempre detto che dovevo tornare a fare quello che facevo ai tempi di Disney Channel, con lo stesso entusiasmo. Mi vede felice e lo è anche lei».
 Dopo «Bring the Noise» cosa farai?
«Non penso che tornerò a “Verissimo”. Non so neanche se avrò ancora il tempo di fare “L’isola” come inviato. Da novembre, quando finiremo di registrare il programma, si vedrà».