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07 Dicembre 2017 | 11:00

Carlo Conti: «Ecco i migliori anni dello Zecchino d’Oro»

Come direttore artistico ha preso in mano la gara vera e propria (la finale è sabato 9 dicembre) e l’ha resa ancora più a dimensione di famiglia, raddoppiando gli ascolti del sabato pomeriggio di Raiuno

 di Solange Savagnone

Foto: Carlo Conti
Credit: © Iwan Palombi

Per i 60 anni dello «Zecchino d’oro» Carlo Conti si è... sdoppiato. Come direttore artistico ha preso in mano la gara vera e propria (la finale è sabato 9 dicembre) e l’ha resa ancora più a dimensione di famiglia, raddoppiando gli ascolti del sabato pomeriggio di Raiuno. Come conduttore, l’8 dicembre presenterà in prima serata un grande speciale: «Avremo tanti ospiti e filmati per celebrare la storia dello Zecchino. Ricorderemo il Mago Zurlì, Richetto e Topo Gigio, a cui farò un’intervista come faccio di solito in “I migliori anni”. Inoltre fra le 12 canzoni più famose di questi 60 anni sceglieremo la più bella».

Cosa rende intramontabile lo «Zecchino d’Oro»?
«Ha una formula vincente che è stata mantenuta nel tempo. È un’istituzione come Sanremo, solo che lo Zecchino è una gara di canzoni dedicata ai più piccoli».
Sono più capricciosi loro o i cantanti di Sanremo?
«Per i bimbi è solo un gioco. Non c’è competizione, anche se imparano la disciplina. Invece Sanremo è una gara, anche se oggi i cantanti pensano più a cantare bene un bel brano che alla classifica».
Da bambino lo seguiva?
«Certo, sono cresciuto con le sue canzoni e il Mago Zurlì. Lo guardavo a casa, nella tv in bianco e nero. Era uno degli appuntamenti fissi che aspettavo oltre a Sanremo, “Rin Tin Tin”, Carosello e tutta la tv dei ragazzi».
Da piccolo le sarebbe piaciuto cantare in tv?
«Ero timido e se guardavo lo Zecchino era perché mi piacevano le canzoni e la musica, non perché sognassi di essere al posto dei giovani cantanti».
Lei com’era da bambino?
«Molto tranquillo, giocavo da solo per ore, anche se con gli amici mi divertivo a giocare a calcio. Ma visto che non ero un campione per riuscirci dovevo portare io il pallone. Infatti lo chiesi in regalo per la prima comunione».
Cos’è rimasto del bambino di allora?
«Sono sempre una persona tranquilla. Non litigo, non mi arrabbio, vivo e lascio vivere, non mi agito mai. Mi piace anche stare per conto mio e ritagliarmi dei momenti di solitudine e tranquillità».
Adesso che è papà lo «Zecchino» lo guarda con il suo Matteo che ha 3 anni?
«Sì, anche se ha una scarsa capacità di attenzione e come me sta diventando un campione di zapping. Però le canzoni gli piacciono molto ed è attratto anche da quelle per i grandi. Da un anno la sua preferita è “Occidentali’s karma” di Francesco Gabbani. La ascoltiamo quando lo porto all’asilo perché dura esattamente quanto il viaggio in auto. Ogni mattina mi dice: “Metti scimmia nuda”. Ma ancora non mi è venuta a noia: è un gran pezzo».
Cosa significa per lei la famiglia?
«Il centro di tutto, lo scopo della mia vita, oltre che una fonte di grandi responsabilità. Averla cambia tutte le priorità. L’ho fatta tardi proprio perché era importante. Ho aspettato tanto finché ho trovato la persona giusta».

Una parata di ospiti canterÀ i grandi classici del passato e tre giurie speciali eleggeranno il più amato di sempre

Lo show di prima serata dell’8 dicembre andrà in diretta dagli studi di Roma e sarà presentato da Carlo Conti: «Abbiamo selezionato le 12 canzoni più rappresentative di queste 60 edizioni. Saranno votate le esibizioni originali, anche se abbiamo invitato diversi ospiti che rifaranno quelle canzoni da soli o accompagnati dal coro dell’Antoniano. Per esempio, Marco Masini canterà “Lettera a Pinocchio”, Patty Pravo “Fammi crescere i denti davanti”. “Il valzer del moscerino” è appannaggio di Cristina D’Avena, l’interprete originale. Friscia, Lopez e Solenghi si esibiranno con “Il lungo, il corto e il pacioccone”».

A giudicare sarà il pubblico da casa con il televoto che varrà il 60%. Il 20% dei voti verrà da una giuria di vip in studio formata da Christian De Sica, Enrico Brignano, Platinette e Giovanni Allevi. Mentre il restante 20% sarà affidato ai 16 bambini in gara quest’anno (sopra) in collegamento dall’Antoniano di Bologna, dove il giorno dopo si disputerà la finale, in occasione della quale Conti sarà intervistato dai bambini.