09 Settembre 2016 | 15:43

Federica Sciarelli ci racconta il nuovo «Chi l’ha visto»

Nasce una nuova striscia quotidiana del programma. E la conduttrice spiega a Sorrisi come sia ormai un’esperta detective

 di Natalia Vantini

Federica Sciarelli ci racconta il nuovo «Chi l’ha visto»

Nasce una nuova striscia quotidiana del programma. E la conduttrice spiega a Sorrisi come sia ormai un’esperta detective

Foto: Federica Sciarelli nel nuovo studio  - Credit: © Rai

09 Settembre 2016 | 15:43 di Natalia Vantini

È difficile che cammini per strada senza che qualcuno le chieda aggiornamenti su un caso presentato a «Chi l’ha visto?». Ma Federica Sciarelli che da 12 anni è al timone della fortunata trasmissione che tratta casi di persone scomparse, ormai ci ha fatto l’abitudine. «Non solo: mi fermano i mariti e mi dicono: “Per colpa sua il mercoledì litigo con mia moglie: se c’è la partita non la posso vedere e comunque, con lei in onda, in casa non si può fiatare». Viene da chiedersi cosa succederà da lunedì 12 settembre quando il programma, oltre a confermare la diretta del mercoledì sera (che parte il 14), avrà anche una striscia quotidiana che andrà in onda dopo il Tg3 delle 12.

Federica, una bella novità.
«È una rivoluzione. Avremo un aggiornamento continuo dei casi che vengono segnalati al programma. Tutti confluiscono nel nostro sito ma molti, per svariati motivi, hanno scarsa possibilità di andare in video. In questo modo cerchiamo di dare a tutti la giusta visibilità».

Ci sarà lei a condurre?
«I primi giorni sì, ma poi la striscia sarà condotta a turno dai componenti della redazione».

«Chi l’ha visto?» fa ascolti da record. Come lo spiega?
«Io stessa, quando abbiamo superato Raiuno o Canale 5 ho chiesto: “Ragazzi, ma come abbiamo fatto?”. Forse, semplicemente, siamo simpatici alla gente. Il nostro telespettatore ci vuole bene, interagisce ed è in sintonia con noi. E poi facciamo un racconto dell’Italia. È come se parlassimo di qualcosa che succede ai nostri vicini di casa. E se il racconto è fatto bene, con una certa grazia e misura, il pubblico te lo porti dietro settimana dopo settimana».

Un caso che l’ha colpita?
«Quello di Daniele Potenzoni. Un ragazzo che fino a 17 anni era normalissimo. Poi l’ha colpito una strana malattia. E un anno fa, mentre si recava a un’udienza dal Papa, è letteralmente scomparso nel nulla. In quel caso qualcosa non ha funzionato con le istituzioni. Gli unici che in realtà si sono occupati della sua scomparsa siamo stati noi».

La più grande soddisfazione?
«Quella di aver fatto riaprire il processo per la morte di Ilaria Alpi. Dopo averci lavorato un anno intero, una delle nostre inviate è riuscita a rintracciare il supertestimone Ahmed Ali Rage, soprannominato Jelle, che ha ammesso di aver dichiarato il falso indicando in Omar Hashi Hassan il responsabile dell’omicidio. In base a questa testimonianza Hassan venne condannato in tutta fretta all’ergastolo e si è fatto più di dieci anni di carcere da innocente. Dopo un risultato simile, posso anche andarmene contenta».

Perché? Dodici anni al timone di «Chi l’ha visto?» sono troppi?
«Non sono troppi, perché è una trasmissione importante e sono orgogliosa di condurla. Ma possono essere tanti, un po’ perché come giornalista vorrei anche cambiare, un po’ perché stare sempre in mezzo a tanti drammi è duro».

Luciana Littizzetto la propone a capo della Cia o di Scotland Yard.
«Luciana è meravigliosa. Ma è vero che negli anni ho sviluppato una mia tecnica di indagine. È quella della casalinga: molto pratica, che parte dalla lista della spesa. Perché se una ragazza come Elisa Claps sparisce davanti a una chiesa è da lì che voglio iniziare a cercare. E infatti, il corpo della povera Elisa è stato trovato proprio in chiesa, anche grazie alle nostre ricerche. Confesso che a volte, in senso ironico e non certo spregiativo, mi dico che nella prossima vita dovrei fare lo sbirro».