14 Giugno 2017 | 21:25

Il Cda Rai elimina il «tetto agli stipendi» per gli artisti

Il consiglio di amministrazione della tv pubblica ha approvato all'unanimità il piano che permetterà di derogare alla norma che fissa un tetto massimo di 240mila euro ai compensi  

 di Lorenzo Di Palma

Il Cda Rai elimina il «tetto agli stipendi» per gli artisti

Il consiglio di amministrazione della tv pubblica ha approvato all'unanimità il piano che permetterà di derogare alla norma che fissa un tetto massimo di 240mila euro ai compensi  

Foto: La sede della Rai, illuminata con il tricolore per il 2 giugno  - Credit: © Rai

14 Giugno 2017 | 21:25 di Lorenzo Di Palma | Guida Tv: Stasera in Tv

Salta il “tetto agli stipendi” per gli artisti della Rai e quindi dovrebbero rientrare anche i ventilati abbandoni delle reti pubbliche da parte di molti big della nostra tv. Il Consiglio d’amministrazione della Rai ha infatti dato il via libera all’unanimità al "Piano organico di criteri e parametri per l'individuazione e la remunerazione dei contratti con prestazioni di natura artistica" che possono superare il limite dei 240mila euro.

In altre parole con questo piano saranno definiti i programmi e le figure professionali che potranno contare su un compenso annuo superiore a quello fissato per legge. Il documento precisa che "possono considerarsi di natura artistica le prestazioni in grado di offrire intrattenimento generalista oppure di creare o aggiungere valore editoriale" e prevede però una riduzione dei compensi in misura almeno pari al 10% che andrà ad aumentare progressivamente con il salire degli importi.

Il Piano - si legge in una nota di Viale Mazzini - nasce dalla necessità “di tutelare il futuro aziendale. Nello stesso tempo l'obiettivo è quello di salvaguardare la necessità di stare sul mercato continuando a svolgere al meglio la missione di servizio pubblico come testimoniano, solo per citare recentissimi esempi, programmi quali il ricordo di Falcone e Borsellino o Stanotte a Venezia”, con un chiaro riferimento a Fabio Fazio e Alberto Angela. E la tutela del futuro del servizio pubblico "passa necessariamente anche attraverso la possibilità di continuare ad avvalersi di grandi professionalità che contribuiscano a creare prodotti autorevoli e riconoscibili".

Secondo il nuovo direttore generale della Rai, Mario Orfeo, il piano “consente alla Rai di avere ancora delle eccellenze e di conservare il valore di grandi professionisti che si sono formati con la Rai e nella Rai” e nello stesso tempo “si è riusciti ad andare incontro alle indicazioni del governo sul contenimento dei costi delle prestazioni artistiche”.