20 Agosto 2017 | 20:26

Morto Jerry Lewis, leggendario comico hollywoodiano

L'attore, regista e comico americano si è spento a 91 anni per cause naturali nella sua dimora a Las Vegas.

 di Angelo De Marinis

Morto Jerry Lewis, leggendario comico hollywoodiano

L'attore, regista e comico americano si è spento a 91 anni per cause naturali nella sua dimora a Las Vegas.

 - Credit: © gettyimages

20 Agosto 2017 | 20:26 di Angelo De Marinis

E' morto l'attore americano Jerry Lewis, aveva 91 anni. Lo riferiscono diversi media negli Usa tra cui Hollywood Reporter e Variety. Al momento emerge che Jerry Lewis e' deceduto per cause naturali nella sua casa a Las Vegas, nella quale viveva con la seconda moglie, la ballerina Sandee Pitnick.

In assoluto il più grande attore comico del secolo precedente: Jerry Lewis, grazie alla straordinaria mimica facciale e alla sbalorditiva genialità di intrattenitore, è riuscito a segnare un epoca.
Ambizioso, esilarante, esplosivo, esagerato; un caleidoscopico vortice di aggettivi, non sarebbe sufficiente, per delineare il profilo di un'artista talmente grandioso e versatile. Il divo è stato inoltre un pioniere della cinematografia, nonché promotore di numerose iniziative benefiche.

Di origine ebraica, l’attore nasce nel 1926 a Newark nel New Jersey. La madre Rachel, pianista, ebbe un parto travagliato: i medici usarono talmente tanto etere che il bimbo appena nato rimase privo di sensi per oltre due giorni. La vita del piccolo fu salvata dalla nonna, che si oppose fermamente alla proposta dei medici di operare Jerry all’encefalo. 

L’infanzia del piccolo Jerry non proseguì felicemente a causa degli incessanti spostamenti dei genitori che non permisero all’attore di mantenere amicizie fisse. Fu grazie alla nonna Sarah che Lewis riuscì a stabilizzarsi emotivamente: iniziò proprio in questi anni a improvvisare delle gag umoristiche per la nonna.

Avanzando con l’età, il ragazzo provò a fare qualche soldo lavorando saltuariamente. Però, per colpa del suo temperamento irrequieto, non riuscì a mantenere alcun impegno per lunghi periodi. Anche a scuola, l’adolescente Jerry era fin troppo esuberante, tant’è che fu addirittura espulso da scuola dopo aver causato un’esplosione nell’aula di chimica e dopo aver dato un pugno al preside della scuola, in risposta ad un’osservazione anti-semita da parte di quest’ultimo.

Grazie all’aiuto del padre, il giovane Lewis riuscì a trovare un impiego come facchino. Tra una pausa di lavoro e l’altra si divertiva a rallegrare i colleghi con i suoi numeri folli, tant’è che uno dei colleghi che più lo ammirava, Irving Kaye, lo persuase a intraprendere la carriera nel mondo dello spettacolo: i due lasciarono quindi l’hotel per diventare rispettivamente star e manager.

Kaye fece scritturare Jerry nei night club di Brooklyn e ben presto il talento del giovane Lewis fu notato e quindi fu ingaggiato dai maggiori teatri di varietà della east-coast. Sempre sostenuto da Irving Kaye, Lewis nel 1944 (a soli 18 anni), si sposò con la cantante Patti Palmer, dalla quale ebbe 6 figli. Due anni dopo, Lewis si imbattè in un ancora sconosciuto Dean Martin, con il quale sancì un sodalizio che durò per più di un decennio. Il duo irresistibile conquistò ben presto tutti gli States e iniziarono a girare svariate pellicole come La Mia Amica Irma e Attente ai Marinai.

Il successo di Lewis proseguì anche quando i due si separarono. Lewis era ormai il re di Hollywood e girò nel 1960 il suo progetto più costoso e ambizioso fino ad allora: Il Cenerentolo di Frank Tashlin. Finché nel ’63 creò il suo unico e vero capolavoro: Le Folli Notti del Dottor Jerryl, qui il comico indossa i panni di un timido e impacciato insegnante di chimica, il Professor Julius Kelp, che grazie ad una pozione da lui ideata, si trasforma nel suo alterego: il sensuale Buddy Love.

Nonostante la sua fama non fu mai completamente felice, sia per l’invidia che provava il padre nei suoi confronti (geloso del suo successo), sia per i suoi problemi di salute che dal ’65 non lo avrebbero più abbandonato.

Il divo sarà ricordato per la sua bravura attoriale e per la sua sfacciataggine, ma non solo: fu molto impegnato nell’ambito della solidarietà. L’attore fu infatti l’ideatore del Telethon a favore dell’Associazione per la Distrofia Muscolare, iniziativa che gli è valsa, nel 1977, una nomination per il Premio Nobel per la Pace.