30 Ottobre 2016 | 16:34

Report, la puntata del 31 ottobre su continenti della rete e disabilità

Milena Gabanelli e la sua squadra tornano con una puntata ricca di inchieste

 di Chiara Baldi

Report, la puntata del 31 ottobre su continenti della rete e disabilità

Milena Gabanelli e la sua squadra tornano con una puntata ricca di inchieste

Foto: Milena Gabanelli  - Credit: © Facebook

30 Ottobre 2016 | 16:34 di Chiara Baldi

Torna lunedì 31 ottobre alle 21.30 su Rai3 "Report", con una puntata dedicata ai "nuovi continenti" non rappresentati sulle carte geografiche: si tratta di confini virtuali e lo spazio è quello della rete globale delle città connesse. Un viaggio da Nairobi, attraverso Milano, Torino e Genova, passando per la Francia e la Germania verso New York per tracciare la mappatura di una nuova infrastruttura economica. La parte principale della ricchezza è prodotta negli spazi urbani che, grazie alle nuove tecnologie e a alle politiche di inclusione sociale, superano confini, distanze e aggregano anche coloro che vivono nei posti più svantaggiati del globo. Una rivoluzione che passa sopra la testa della politica che ragiona ancora per trattati economici tra nazioni. Ora il gioco passa nelle mani di chi amministra gli enti locali. Si sta costruendo una sorta di arca virtuale, e chi non riuscirà a salire a bordo rimarrà tagliato fuori dalle grandi relazioni economiche. Solo gli amministratori più illuminati lo capiscono, si inseriscono nel flusso mettendo in piedi le infrastrutture adeguate, trovano le risorse e favorendo la crescita, quella che serve a tutti.

Mentre l'Europa continua a dividersi sul "migration compact" e a tirare su i muri tra nazioni, chi investe davvero in Africa sono i cinesi: dai grandi contractor di proprietà dello stato, ai piccoli imprenditori privati. È un nuovo modello di cooperazione che decreta la fine del vecchio e superato modello delle ong. L'occidente li accusa di politiche neocoloniali, mentre loro costruiscono strade, ferrovie, porti, aree industriali e intere città. È parte della nuova via della seta, il megaprogetto lanciato tre anni fa dal presidente Xi Jinping che vede nella costruzione di infrastrutture praticamente ovunque tra l'Europa e la Cina la via cinese dell'uscita dalla crisi economica globale, e un contributo concreto al contenimento dei flussi migratori che dall'Africa investono l'Italia.

Per quanto riguarda la rubrica “Onore al merito”, invece, si torna su una notizia che due anni fa fece scalpore. Il direttore del quotidiano "L'Ora della Calabria" ricevette pesanti minacce dal suo editore quando provò a pubblicare la notizia delle indagini a carico di un giovane avvocato calabrese, finito nel mirino della Procura di Cosenza per una storia di consulenze false con l'Asl locale, Andrea Gentile, figlio di Antonio, parlamentare del Nuovo Centrodestra all'epoca fresco di nomina a sottosegretario alle Infrastrutture. Pur di non far pubblicare la storia, vennero bloccate le rotative. Ma nel momento in cui il direttore del giornale denunciò tutto, scoppiarono polemiche così pesanti da costringere il sottosegretario Gentile a dimettersi. Due anni dopo, il padre, Antonio, è stato nominato sottosegretario allo Sviluppo Economico, il figlio Andrea è stato indicato dal ministro Beatrice Lorenzin come membro del Cda dell’Istituto Nazionale dei Tumori, il quinto centro a livello europeo. Abbiamo sottoposto il suo curriculum a due luminari dell'oncologia italiana per sapere se il figlio del sottosegretario ha competenze sufficienti per ricoprire questo incarico.

Una sedia a rotelle. E le bombole di ossigeno. E una mamma che se le trascina insieme al figlio disabile per chilometri a piedi pur di portarlo in classe, perché manca lo scuolabus. "La scuola è aperta a tutti", recita l'articolo 34 della Costituzione, invece in provincia di Catanzaro, per un assurdo rimpallo di responsabilità tra istituzioni, a trenta ragazzi disabili è negato il diritto allo studio da due mesi. Tutto ruota sempre attorno ai finanziamenti. Gli enti locali piangono soldi, eppure il 30 agosto 2016 il Consiglio dei ministri ha stanziato settanta milioni di euro da destinare alle regioni per supportare le attività in favore dei disabili. Il paradosso è che la Regione Calabria ha dovuto restituire allo Stato più di due milioni e mezzo di euro, di cui 550.000 euro destinati proprio agli studenti con disabilità, perché, scrive la Corte dei Conti nella sua relazione, “non sono stati in grado di gestire le risorse”.