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23 Ottobre 2016 | 09:47

Speciale Tg1, “Cose Nostre” nelle terre del boss Messina Denaro

Nell'approfondimento sulla guerra senza fine alle mafie anche l'intervista alla cugina del superlatitante. Un viaggio a Castelvetrano, dove il boss ha fan ragazzini anche su Facebook

 di Simone Gorla

Speciale Tg1, “Cose Nostre” nelle terre del boss Messina Denaro

Nell'approfondimento sulla guerra senza fine alle mafie anche l'intervista alla cugina del superlatitante. Un viaggio a Castelvetrano, dove il boss ha fan ragazzini anche su Facebook

Foto: Speciale Tg1  - Credit: © Rai

23 Ottobre 2016 | 09:47 di Simone Gorla


Una puntata di “Speciale Tg1” per parlare di mafie e di una guerra senza fine che coinvolge le quattro regioni del sud. “Cose Nostre”, di Maria Grazia Mazzola, va in onda domenica 23 ottobre, alle 23.20, su Rai1.

In apertura l’intervista in esclusiva a Rosa Filardo, cugina del boss latitante Matteo Messina Denaro, che per la prima volta parla davanti a una telecamera e rivolge un appello ai giovani: «Basta con la mafia che non dà futuro – dice– proteggiamo i nostri figli e diamo loro un avvenire legale». Rosa Filardo testimonia come il marito Lorenzo Cimarosa - condannato come uno dei fiancheggiatori del latitante - abbia deciso di collaborare con la giustizia rimanendo nel loro paese, a Castelvetrano, senza programma di protezione. Il racconto di una famiglia spaccata con il j’accuse dei figli – Giuseppe e Michele Cimarosa- che condannano i parenti mafiosi e impongono ai genitori di pagare il conto perché possano dirsi orgogliosi di loro.In esclusiva anche una delle ultime, rarissime immagini di Matteo Messina Denaro.

Sono 258 i comuni italiani sciolti per mafia in 25 anni, dal sud al nord. A “Cose Nostre” il racconto porta gli spettatori dai quartieri di Napoli a San Luca in Aspromonte, dalla Puglia a Castelvetrano dove il superlatitante Matteo Messina Denaro è considerato da molti ragazzi un eroe con migliaia di fan su Facebook.

Il presidente del tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, Roberto Di Bella, racconta la lotta per sottrarre alle famiglie mafiosi i minori più a rischio. I procuratori Gratteri, Colangelo, Motta, spiegano come stanno cambiando le mafie, organizzazioni con affari in tutto il mondo, con flotte, aerei ed eserciti paramilitari in sudamerica. Se gli affari si fanno ormai da Roma in su, in Europa e oltreoceano, rimangono però le regioni del sud i serbatoi del reclutamento della manovalanza, con oltre il 50% di disoccupazione.