12 Settembre 2016 | 09:00

«Tale e quale show», Carlo Conti presenta l’edizione 2016

Oltre a una giuria rinnovata vedremo 12 concorrenti agguerritissimi: «Piaceranno al pubblico di ogni età»

 di Stefania Zizzari

«Tale e quale show», Carlo Conti presenta l’edizione 2016

Oltre a una giuria rinnovata vedremo 12 concorrenti agguerritissimi: «Piaceranno al pubblico di ogni età»

Foto: Carlo Conti conduce «Tale e quale show»  - Credit: © UfficioStampaRai

12 Settembre 2016 | 09:00 di Stefania Zizzari

Un cast pieno di sorprese, una giuria rinnovata per due terzi, il comico Gabriele Cirilli alle prese con le trasformazioni più amate dal pubblico: Carlo Conti torna con la sesta edizione di «Tale e quale show».

Carlo, quest’anno ci sono delle novità importanti.
«Sì. Oltre ai 12 meravigliosi protagonisti che ci sorprenderanno con le loro trasformazioni, ci saranno due nuovi giudici. Accanto all’insostituibile Loretta Goggi troveremo Enrico Montesano e Claudio Amendola. Enrico ha fatto la storia dello spettacolo italiano: con i suoi personaggi e le sue caratterizzazioni ha la patente per giudicare i nostri artisti. Claudio è un grande attore, vissuto accanto a  un padre, Ferruccio, che ha fatto della voce e delle sue sfumature un elemento fondamentale. Non soltanto:  Claudio è anche una persona brillante, e la nostra giuria non deve essere cattiva o polemica...».
Cosa intende?
«“Tale e quale” è uno show, un varietà, non un talent. E infatti i protagonisti si divertono e sono i primi a stupirsi per quello che riescono a fare».
E lei chi si divertirebbe a imitare?
«Zucchero e Fred Bongusto».
Ci stupirebbe?
«Eccome: credo che in gara  potrei arrivare forse penultimo. Sai che risate?».
A proposito di risate, Gabriele Cirilli sarà sempre  impegnato nelle sue missioni impossibili?
«Ormai ne abbiamo fatte 56: non ne esistono più! Stavolta sarà il pubblico a decidere di puntata in puntata “a grande richiesta” quale imitazione Cirilli dovrà rifare».
Ci anticipa qualche trasformazione dei protagonisti?
«Mi piacerebbe stare sull’attualità e proporre per esempio Rovazzi, l’indiscusso fenomeno dell’estate 2016».
Quest’estate ci sono state polemiche per alcune decisioni che lei ha preso come direttore artistico di Radio Rai.
«Mi viene in mente Shakespeare: “Molto rumore per nulla”. Anzi, per meno di nulla. Tutti i programmi sono stati confermati tranne due: quello di Max Giusti e quello di Giovanni Vernia. E non c’è stata marcia indietro perché non avevo neanche ingranato la marcia in avanti...».
Sarà il suo primo anno senza «L’eredità»…
«Per la prima volta non ricomincerò io a condurlo dopo l’estate, ma ci sarà Fabrizio. Io però rimango autore del programma. Poi, dopo Sanremo, vedremo se la rete avrà bisogno di me su “L’eredità” o su una prima serata. Certo, a quel programma sono legato: è quello che ha creato, giorno dopo giorno, il legame tra me e il pubblico».