14 Settembre 2016 | 16:21

Uomini e Donne: il trono gay e l’emozione della normalità

È finalmente partito il 14 settembre il primo trono omosessuale con Claudio Sona. Ecco com'è andata

 di Alessandro Alicandri

Uomini e Donne: il trono gay e l’emozione della normalità

È finalmente partito il 14 settembre il primo trono omosessuale con Claudio Sona. Ecco com'è andata

14 Settembre 2016 | 16:21 di Alessandro Alicandri

Dopo le prime due puntate dedicate al Trono Over è finalmente arrivato il momento del primo trono gay della storia di «Uomini & Donne». Siamo qui per parlare e analizzare questa prima puntata, per capire com'è andata e cosa è successo. Claudio Sona, 29 anni il 29 settembre, ha inaugurato il primo trono con una presentazione davvero interessante, molto incentrata sul suo coming out, il momento in cui si dichiara apertamente il proprio orientamento sessuale. 

Ecco cosa ha raccontato:

«Il giorno più bello della mia vita è stato quando ho confidato ai miei genitori il mio orientamento sessuale. Quel giorno ho detto loro che sono gay. L'abbraccio di mia madre mi ha fatto provare delle emozioni che fino ad allora non avevo provato. Mio padre mi ha detto: "Claudio, se tu sei felice, io lo sono per te". Questo mi ha fatto capire che la loro felicità sarebbe stata la mia felicità e questo avrebbe superato qualsiasi tipo di giudizio». 

Sulle note di «In viaggio» di Fiorella Mannoia, racconta cos'è per lui l'amore: «L'amore è condivisione, per me l'amore è costruire e mettere in pratica dei progetti. Assieme si affrontano sia i momenti belli che i momenti tristi. Per me l'amore è costituito da due persone a prescindere da qualsiasi identità».

Il modo in cui è stato presentato Claudio e accolto poi in studio, il modo in cui sono stati mostrati i suoi corteggiatori (divisi dai corteggiatori di Clarissa per ovvi motivi): tutto ha evidenziato un allineamento totale al trono "classico" che abbiamo sempre visto. L'assenza di clamore e quel sensazionalismo che a volte viene portato in tv quando si parla di amore tra persone dello stesso sesso, qui non c'è. Non si è trovato un modo diverso o "eccezionale" di parlarne, ma un modo uguale a tutti gli altri. Stupendamente normale.

Mi ha colpito Mario da Anzio, che nel raccontarsi nel primo "speed date", ha condiviso con noi l'emozione nel parlare della propria sessualità in tv, davanti a tutti. Ha raccontato di essere dichiarato con i suoi genitori, ma che nella sua passione calcistica i compagni di squadra non lo sapevano e "ora lo sapranno". Si è emozionato nel parlare di se stesso in modo sincero, tenero e onestamente bellissimo.

Come ha spiegato Maria de Filippi nell'intervista in esclusiva per Witty Tv e Sorrisi.com al direttore Aldo Vitali, l'aspetto più interessante di questo "upgrade" non è tanto il mostrare l'omosessualità in tv, ma arrivare nelle case di quelle persone e in quelle realtà geografiche dove ci sono ancora pochi strumenti per capire l'amore gay e le sue dinamiche. La vera sorpresa per loro (e per tutti gli spettatori che conoscono poco o in modo distorto il mondo gay) sarà scoprire che non c'è niente di eccezionale, niente di stupefacente. È "solo" amore.

Se ci saranno degli scontri, delle rivalità, delle inimicizie e degli arrivismi (per mostrarsi alle telecamere e non per cercare autenticamente un rapporto) sarà ribadito lo stesso concetto. In più, c'è la bellezza di vedere un format con una storia lunghissima alle spalle e tanto radicato nel pubblico che racconta un'altra "formulazione dell'amore", raccogliendone le emozioni senza coltivarne gli stereotipi. Sono sicuro che darà coraggio (indirettamente, ma con forza) a tanti ragazzi e ragazze nel vivere il proprio orientamento sessuale alla luce del sole.

Magari con più o meno timidezza, ma senza alcuna paura.