14 Giugno 2017 | 18:14

«Vai col liscio»: su Sky Arte una miniserie con Raoul Casadei

«L’epopea del liscio romagnolo» raccontata dai protagonisti e da Jovanotti, Vinicio Capossela, Goran Bregović ed Elio e le Storie Tese

 di Lorenzo Di Palma

«Vai col liscio»: su Sky Arte una miniserie con Raoul Casadei

«L’epopea del liscio romagnolo» raccontata dai protagonisti e da Jovanotti, Vinicio Capossela, Goran Bregović ed Elio e le Storie Tese

Foto: Jovanotti in "Vai col Liscio"  - Credit: © Sky

Documentari
Puntata 1 27 Ago, 05:00 Sky Arte

14 Giugno 2017 | 18:14 di Lorenzo Di Palma

Va in onda mercoledì 14 giugno alle 21.15 in prima visione su Sky Arte, il primo episodio di Vai col liscio - L’epopea del liscio romagnolo in tre atti, una mini serie dedicata al folklore romagnolo. A raccontare questa che è un’epopea sconosciuta ai più, sono direttamente i suoi grandi protagonisti: Raoul Casadei, Riccarda, la figlia di Secondo Casadei, insieme a tanti altri artisti come Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti, Vinicio Capossela, Italo Cucci, Goran Bregović, Elio e le Storie Tese e Andrea Mingardi.

Vai col liscio - L’epopea del liscio romagnolo in tre atti rende omaggio a un genere spesso relegato ai margini del mondo musicale e che invece è un fenomeno da mille sfaccettature, legato alla storia della terra che l’ha generato, ma capace di raccontare anche l’evoluzione culturale e sociale di un Paese.

Una storia che ha radici profonde e che ha inizio nell’Ottocento, con l’adozione da parte del popolo contadino delle musiche e dei balli provenienti dall’estero: il Valzer, la Polka e la Mazurka. Che vengono assorbiti e reinterpretati in terra romagnola trovando già a partire dagli anni Trenta con il maestro Secondo Casadei, musicisti in grado di proporli con grande successo ai ballerini che affollavano le aie e i “cameroni” adibiti a sale da ballo.

Secondo Casadei è stato l’autore di uno dei brani in assoluto più famosi della musica popolare italiana, Romagna Mia, mentre suo nipote Raoul, fu colui che a partire dagli anni Sessanta, e poi in modo massiccio dal decennio successivo, in contemporanea con il boom del turismo di massa nella riviera romagnola, contribuirà a rendere il liscio un genere di enorme successo.