14 Dicembre 2010 | 08:00

Michelle Hunziker e Gerry Scotti: «Non fermiamoci all’età della pietra!»

Che cosa fanno Michelle e Gerry travestiti da cavernicoli? «Con Paperissima portiamo il buon vecchio varietà nella tv del futuro», dichiarano i conduttori. Per la quarta volta consecutiva la Hunziker e Scotti sono alla guida dello show comico di Canale 5 ideato da Antonio Ricci...

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Michelle Hunziker e Gerry Scotti: «Non fermiamoci all’età della pietra!»

Che cosa fanno Michelle e Gerry travestiti da cavernicoli? «Con Paperissima portiamo il buon vecchio varietà nella tv del futuro», dichiarano i conduttori. Per la quarta volta consecutiva la Hunziker e Scotti sono alla guida dello show comico di Canale 5 ideato da Antonio Ricci...

14 Dicembre 2010 | 08:00 di

Michelle Hunziker e Gerry Scotti (foto Massimo Sestini)
Michelle Hunziker e Gerry Scotti (foto Massimo Sestini)

Tutte le volte che c’è da presentare una nuova edizione di «Paperissima», ci si trova nell’imbarazzo di giustificare qualche grottesco travestimento dei conduttori. Questa volta, però, è meno complicato del solito. Perché Gerry Scotti e Michelle Hunziker in versione «cavernicola» rappresentano alla perfezione l’essenza di un programma magnificamente artigianale, uguale a se stesso da 12 edizioni, esempio inossidabile di successo in una televisione in cui tutto cambia alla velocità della luce. «Siamo l’anello mancante» scherza Gerry. «Paperissima è l’ideale ponte di congiunzione tra la vecchia televisione in bianco e nero e quella digitale, che offre decine di canali, inizia quando vuoi tu, poi viene fatta a pezzi, messa su Internet, guardata sui telefonini. Siamo la televisione dell’era di mezzo, prodotta con un lavoro di mesi e destinata a tutta la famiglia». «Fare “Paperissima” è un po’ come tornare a casa» aggiunge Michelle. «Condurla per me è prima di tutto una questione di affetto. È televisione pulita. Anche se, come diceva Gerry, è complicatissima da realizzare. Per le dieci puntate di quest’edizione siamo al lavoro da maggio. E ogni volta la sfida è più avvincente: ormai usiamo più effetti speciali di “Avatar”». «Ma resta il fatto che, alla fine, l’intuizione di Antonio Ricci è legata alla fonte di divertimento più efficace della storia: la buccia di banana.
Un’intuizione che hanno coltivato tutti i grandi, da Stanlio e Ollio a Franco e Ciccio» spiega Gerry. «Di fatto “Paperissima” è il più grande sforzo produttivo al quale abbia partecipato in tv. Eppure la pressione non si avverte. Si lavora in allegria, con il gusto di mettersi un travestimento assurdo e di fare un po’ di cagnara».

Eppure, spiando le registrazioni tra le quinte, colpisce la cura dietro ogni minimo dettaglio: per girare pochi minuti in studio occorrono ore. Giorni, talvolta. «Ma al pubblico a casa arriva solo una sensazione di lievità, di freschezza. In fondo tutti sono sempre lì a dire quant’erano belli i varietà del passato, ma dimenticano che per una puntata di due ore si lavorava l’intera settimana. E i conduttori erano gente come Mina, Walter Chiari, Johnny Dorelli» riprende Gerry. «Solo uno come Ricci poteva avventurarsi in un’impresa del genere. Credo lo faccia per divertimento, per esorcizzare la stanchezza. Lui si sveglia alle sette, alle otto ha già letto tutti i giornali, alle nove ha analizzato tutte le querele del giorno e alle dieci è in riunione per inventare “Striscia”».

«Ciò che rende speciale “Paperissima”, poi, è il fatto di essere un programma davvero pensato per le famiglie, uno degli ultimi» riprende Michelle. «Ricci in questo è scrupolosissimo: a “Paperissima” non devono esserci parolacce, puzze o altre volgarità».

E nel ruolo di spettatori Gerry e Michelle sono entrati nella nuova era digitale o sono fermi all’età delle caverne? Com’è andata con il temuto «switch off» milanese? «Non nascondo che l’ho sofferto» ammette Michelle. «È stata una fatica: a ogni sintonizzazione perdevo per strada un canale. Ora però è tutto a posto. Giorni fa i colleghi della Zdf (la tv di Stato tedesca dove Michelle conduce “Scommettiamo che?”, ndr) mi chiedevano qualche dritta, perché loro devono ancora affrontare il problema. E io ho solo risposto: “Preparatevi…”. Non sarà una passeggiata neanche da quelle parti».

«Io invece mi ero preparato. Conosco i trucchi, anche quelli da tecnomaniaci. Ed è stato utile, perché al supermercato mi hanno fermato molte signore sconsolate in cerca di consigli. Credo di aver risolto un buon numero di casi. Ma più in generale dico a tutti: telespettatori, non fermiamoci all’età della pietra! La nuova tv offre molto di più. Io, per esempio, sui nuovi canali gratuiti di sport ho scoperto discipline appassionanti come le bocce scozzesi e il pattinaggio su pista corta. Dico sul serio». Il silenzio che segue dura solo pochi secondi. «Sia chiaro: se davvero fossi vissuto in una caverna con Michelle, di certo non avrei sentito la mancanza della tv…».