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10 Aprile 2013 | 09:32

Pablo Espinosa, a tu per tu con il bello di «Violetta» e «Altrimenti ci arrabbiamo»

Il sogno di Pablo Espinosa, il Tomàs di «Violetta», resta la musica. È lui stesso ad anticipare a Sorrisi il suo grande progetto: «Sto preparando il mio primo disco» rivela. E su «Altrimenti ci arrabbiamo» dice: «È un onore e un’occasione per imparare tante cose che non so».

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Pablo Espinosa, a tu per tu con il bello di «Violetta» e «Altrimenti ci arrabbiamo»

Il sogno di Pablo Espinosa, il Tomàs di «Violetta», resta la musica. È lui stesso ad anticipare a Sorrisi il suo grande progetto: «Sto preparando il mio primo disco» rivela. E su «Altrimenti ci arrabbiamo» dice: «È un onore e un’occasione per imparare tante cose che non so».

10 Aprile 2013 | 09:32 di Redazione

A dargli la notorietà è stata la televisione. E lo straordinario successo in Italia di «Violetta», la serie targata Disney Channel (ora anche in chiaro su Rai Gulp) dove è Tomàs, il protagonista maschile, lo ha catapultato dritto dritto nel cast dei vip del programma di Milly Carlucci «Altrimenti ci arrabbiamo». Una partecipazione che lui definisce «un onore. Sarà l’occasione per imparare tante cose che non so».

Eppure il sogno di Pablo Espinosa, spagnolo, classe 1992, rimane la musica. È lui stesso ad anticipare a Sorrisi il suo grande progetto: «Sto preparando il mio primo disco» rivela. «Stavo per finirlo quando è arrivata la proposta di “Altrimenti ci arrabbiamo” e così ho dovuto interrompere il lavoro. Ma appena torno a casa ricomincio subito».

In «Altrimenti ci arrabbiamo» lei è alle prese con i Funkyds, un gruppo di otto ragazzini tra i nove e i 16 anni che devono insegnarle a ballare l’hip hop.
«Sono bravissimi e molto severi (sorride, ndr). Da loro ho solo da imparare. So cantare e recitare ma ballare… mai prima d’ora. Però mi sto sforzando e sono convinto di farcela».

Serve saper ballare l’hip hop?
«Nel mio lavoro serve tutto. E qui potrò imparare tutto quello che ancora mi manca dopo “Violetta”».

Forse non le avrà insegnato a ballare, ma «Violetta» le ha regalato un bel successo.
«È lo spartiacque tra il prima e il dopo della mia carriera. Un’esperienza straordinaria, grazie anche ai compagni di lavoro che ho avuto. Mi ha cambiato la vita. Considero “Violetta” un regalo che mi è stato fatto».

A proposito di regali, lo sa che grazie a Tomàs un sacco di ragazzine sono innamorate di lei?
«Questa cosa mi fa piacere anche se mi imbarazza un po’».

Sicuramente vorrebbero che le chiedessi se è fidanzato.
«No, non lo sono».

Si è fatto un’idea sui motivi del successo di «Violetta»?
«Credo sia una combinazione ben riuscita tra una tipica serie per bambini e il canto, il ballo, la musica».

E Martina Stoessel, la Violetta della serie?
«Martina è una grande lavoratrice e ha un grande talento. È stato bello lavorare insieme a lei».

Tre anni fa lei ha recitato nella serie di Antena 3 Tv «Fisica o Chimica». Quella serie in Italia ha avuto una vita piuttosto difficile ed è stata sospesa perché affrontava argomenti delicati come la droga, l’omosessualità o i problemi alimentari.
«A me non sembrava male però, onestamente, devo ammettere che non ho avuto un grande ruolo e il mio copione era abbastanza limitato».

Nel suo futuro, a parte il disco a cui sta lavorando, che cosa c’è? La musica o la televisione?
«Forse ci sono tutte e due. Anche se la mia passione rimane la musica: canto e suono la chitarra da sempre».