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22 Aprile 2013 | 17:02

Paolo Del Debbio al posto di Chuck Norris ogni giorno su Rete 4, l’intervista

Chuck Norris con il suo «Walker Texas Ranger» è stato bruscamente prepensionato. Su Rete 4 alle 20.30 è stato soppiantato da un altro paladino dei deboli: Paolo Del Debbio, che alla puntata settimanale del lunedì di «Quinta colonna» ha aggiunto la striscia quotidiana dalle 20.30 alle 21.15...

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Paolo Del Debbio al posto di Chuck Norris ogni giorno su Rete 4, l’intervista

Chuck Norris con il suo «Walker Texas Ranger» è stato bruscamente prepensionato. Su Rete 4 alle 20.30 è stato soppiantato da un altro paladino dei deboli: Paolo Del Debbio, che alla puntata settimanale del lunedì di «Quinta colonna» ha aggiunto la striscia quotidiana dalle 20.30 alle 21.15...

22 Aprile 2013 | 17:02 di Redazione

Chuck Norris con il suo «Walker Texas Ranger» è stato bruscamente prepensionato. Su Rete 4 alle 20.30 è stato soppiantato da un altro paladino dei deboli: Paolo Del Debbio, che alla puntata settimanale del lunedì di «Quinta colonna» ha aggiunto la striscia quotidiana dalle 20.30 alle 21.15.

Del Debbio, ha mai visto «Walker Texas Ranger»?
«Come no! Nello spirito un po’ mi somiglia, solo che io non porto il cappello».

Com’è la nuova edizione quotidiana: una versione condensata di quella settimanale?
«Diciamo che è lo stesso “genere letterario”. Vorrei continuare su quella linea. Dar voce alla gente, senza filtri: le persone devono avere la possibilità di esprimersi, sempre e comunque».

Stessi temi, dunque: disoccupazione, tasse, carovita, paura di non arrivare a fine mese…
«Le puntate sono più legate ai fatti quotidiani, alla stretta attualità. Che non vuol dire prendere spunto dalla prima pagina dei giornali: seguiamo quello che interessa di più il popolo minuto. Abbiamo una redazione in gamba, che annusa la realtà e prova a capire i fatti: il nostro pubblico è quello che si alza la mattina e ha tanti problemi concreti da affrontare».

Lei è stato da più parti accusato di fare del populismo: la piazza ha sempre ragione?
«Per carità, la piazza può avere torto marcio. Del resto anche la maggioranza spesso ce l’ha. Ma io intervengo, modero, indirizzo. Gestisco la piazza. E se far parlare la gente senza filtri vuol dire essere populisti, allora sono contento di essere considerato tale».

Cosa pensa degli altri suoi colleghi Santoro, Floris, Formigli, Vespa, Gruber, Lerner?
«Tutti bravi, tutti professionisti. Per fortuna il telespettatore può scegliere. Io non godo se loro vanno male. Godo se vado bene io».

Nei talk show ultimamente si vedono facce nuove fra i politici, facce giovani. È un segno?
«La famosa Alessandra Moretti del Pd l’abbiamo avuta noi per primi, “Quinta colonna” fu il suo debutto in tv. È certo un segno positivo. Sempre che le facce nuove non siano dei cretini, sennò è meglio una faccia vecchia ma intelligente».

Secondo lei si riuscirà a formare un governo o si dovrà tornare al voto?
«Molto dipende dal nuovo Presidente della Repubblica. Bisogna vedere se ci sarà un accordo tra le due forze maggiori. Ma a me non interessano le formule o le alleanze: da sempre mi interessa un’Italia liberale. Che tuttavia sembra un infinito parto podalico fin dai tempi di Luigi Einaudi».

Che obiettivi di ascolti si pone? «Walker Texas Ranger» era intorno al 5% di share, Lilli Gruber su La7, alla stessa ora, oscilla tra il 6 e l’8%.
«Partiamo con pazienza e umiltà, io non sono una grande star… Il quotidiano ha bisogno di tempo per affermarsi».

Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente Mediaset, in un’intervista a La Stampa ha dichiarato: «Rete 4 sarà sempre più ricca di informazione, talk show e approfondimenti». Quando lo diceva pensava a lei?
«Sì, anche a me. È una bella responsabilità. Del resto non si deve mai restare fermi. Per raggiungere gli obiettivi bisogna sempre alzare un po’ l’asticella. Altrimenti si va indietro».

Per uno come lei che lavora a Mediaset ed è stato tra i fondatori di Forza Italia quanto è difficile sottrarsi ai condizionamenti politici?
«Bisognerebbe chiederlo ai politici e agli opinionisti di area non berlusconiana che ho ospitato. La loro risposta direbbe tutto».

Ha dovuto passare a Claudio Brachino la conduzione di «Mattino cinque»: le è dispiaciuto lasciare?
«Mi dispiace moltissimo abbandonare Federica Panicucci. È una grande professionista, abbiamo condotto insieme 600 puntate senza mai uno screzio».

Che cosa c’è nel suo futuro: carriera tv, carriera accademica o carriera politica?
«Politica no. All’università sono professore a contratto e mi interessa soprattutto scrivere i miei libri. Quanto alla tv, speriamo che mi tengano…».