25 Febbraio 2011 | 22:43

Parlano i tre della Gialappa’s Band: «Un reality non ci bastava»

Undici edizioni di «Mai dire Grande Fratello» in undici anni, con ascolti sempre da record. Quaranta minuti di sberleffi sui concorrenti del «Grande Fratello» e due milioni di spettatori attaccati alla tv fino a tarda notte. Merito della Gialappa’s. O meglio delle voci rigorosamente fuoricampo di Marco Santin, Giorgio Gherarducci e Carlo Taranto. Comparsi in video nemmeno una volta in 25 anni di tv...

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Parlano i tre della Gialappa’s Band: «Un reality non ci bastava»

Undici edizioni di «Mai dire Grande Fratello» in undici anni, con ascolti sempre da record. Quaranta minuti di sberleffi sui concorrenti del «Grande Fratello» e due milioni di spettatori attaccati alla tv fino a tarda notte. Merito della Gialappa’s. O meglio delle voci rigorosamente fuoricampo di Marco Santin, Giorgio Gherarducci e Carlo Taranto. Comparsi in video nemmeno una volta in 25 anni di tv...

25 Febbraio 2011 | 22:43 di

Da sinistra, Carlo Taranto, Marco Santin e Giorgio Gherarducci

Undici edizioni di «Mai dire Grande Fratello» in undici anni, con ascolti sempre da record. Quaranta minuti di sberleffi sui concorrenti del «Grande Fratello» e due milioni di spettatori attaccati alla tv fino a tarda notte. Merito della Gialappa’s. O meglio delle voci rigorosamente fuoricampo di Marco Santin, Giorgio Gherarducci e Carlo Taranto. Comparsi in video nemmeno una volta in 25 anni di tv. Mai dire fine alla provvidenza dell’Auditel…
Il 30% di share in terza serata: fa impressione o abitudine?
«Abitudine mai, non sembra vero, ma la prima cosa che guardiamo non sono i dati di ascolto».
E cosa guardate per prima cosa?
«Cosa possiamo cambiare, quest’anno per esempio facciamo la diretta del “Grande Fratello” su Mediaset Premium, cerchiamo di non esser schiavi dell’ascolto».
È per cambiare che ora fate anche «Mai dire Amici»?
«Avevamo voglia di farlo da un po’ di tempo, fai una battuta un giorno, poi ne fai un’altra, ci piaceva commentare il talent show, e l’abbiamo proposto».
Avendo a che fare con dei giovanissimi siete più clementi?
«Ad “Amici” c’è tutto, ci sono anche i professori, e poi i ragazzi che sono lì, gareggiando per vincere, sanno fare qualcosa. È molto diverso dal Gf dove ci sono dei reclusi senza arte né parte, incapaci di farsi anche una minestrina».
Prendere in giro anche la De Filippi o lei è intoccabile?
«Noi ci basiamo sui filmati del giorno mentre lei compare solo in prima serata e lì c’è poco da prendere in giro… Comunque non sarebbe un problema, lo facciamo con la Marcuzzi in diretta!».
Cosa sbeffeggiate della Marcuzzi?
«Ogni tanto sbaglia a parlare in italiano, sbaglia i tempi dei verbi, fa strane consecutio temporum…».
Dopo quattro mesi cosa vi pare di questa edizione del «Grande Fratello»?
«È stata più faticosa. Il nostro commento dipende dal cast e in questa edizione i concorrenti sono tutti un po’ troppo simili: tutti bellocci, dai 22 ai 28 anni. Fanno i pierre, organizzano eventi».
Però c’era il gigolò…
«Il gigolò non ha fatto nulla! Abbiamo cercato di farne un personaggio ma lui se ne stava zitto in un angolo, l’abbiamo soprannominato “spennacchiottopuntoit” come fosse un sito, neanche un uomo».
Chi vi diverte di più tra i concorrenti?
«Guendalina è cattiva ma ironica, e anche Raoul e Jimmy Barba, sono gli unici un po’ diversi, non sono dei fighetti, fanno delle stupidaggini assurde».
Alla fine cosa fa divertire?
«Per noi gli anni d’oro restano quelli dove nella casa c’era gente diversa. Per noi è fondamentale un surfista, un Sergio Volpini o un Vittorio, che portano dentro quel clima di sana idiozia».
Perché dopo 11 anni «Mai dire Grande Fratello» ha ancora successo?
«Perché è diventato un’abitudine. Perché c’è il riassunto di quello che è successo nella casa in 40 minuti invece che in 3 ore e mezzo. Perché è divertente».
E voi perché, dopo 11 anni, lo fate ancora?
«Perché abbiamo iniziato e sembrerebbe strano non farlo. Te la vedi un’edizione del “Grande Fratello” senza che noi la commentiamo? Sarebbe come se dopo le partite di calcio non ci fosse il resoconto dei gol».
Per quanti altri anni farete «Mai dire Grande Fratello»?
«Il nostro contratto a Mediaset scade quest’anno, per il momento siamo in scadenza e non abbiamo ancora parlato di rinnovo».
Di quale trasmissione non vorreste «mai dire» niente?
«Di tutte quelle che parlano dei drammi quotidiani, degli omicidi. La cosiddetta tv verità non è una tv che ci rappresenta, sarebbe impossibile da commentare».