25 Luglio 2011 | 16:01

Patrick Duffy racconta a Sorrisi il nuovo «Dallas»

«Ma se lo ricorda il finale di “Dallas”? Orribile, il più brutto nella storia della tv. Con questa nuova serie riusciremo a farlo dimenticare». Patrick Duffy è soddisfatto. Il 62enne interprete di Bobby Ewing ha da poco finito di girare in Texas il primo episodio del nuovo «Dallas», che debutterà negli Usa l’estate prossima, 21 anni dopo l’infelice conclusione dell’originale. Il suo entusiasmo, mentre parla con Sorrisi, è incontenibile...

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Patrick Duffy racconta a Sorrisi il nuovo «Dallas»

«Ma se lo ricorda il finale di “Dallas”? Orribile, il più brutto nella storia della tv. Con questa nuova serie riusciremo a farlo dimenticare». Patrick Duffy è soddisfatto. Il 62enne interprete di Bobby Ewing ha da poco finito di girare in Texas il primo episodio del nuovo «Dallas», che debutterà negli Usa l’estate prossima, 21 anni dopo l’infelice conclusione dell’originale. Il suo entusiasmo, mentre parla con Sorrisi, è incontenibile...

25 Luglio 2011 | 16:01 di

Patrick Duffy nei panni di Booby Ewing nella nuova serie di "Dallas"

«Ma se lo ricorda il finale di “Dallas”? Orribile, il più brutto nella storia della tv. Con questa nuova serie riusciremo a farlo dimenticare». Patrick Duffy è soddisfatto. Il 62enne interprete di Bobby Ewing ha da poco finito di girare in Texas il primo episodio del nuovo «Dallas», che debutterà negli Usa l’estate prossima, 21 anni dopo l’infelice conclusione dell’originale.

L’entusiasmo di Patrick, ospite del Festival della Televisione di Montecarlo, è incontenibile. Anche perché sul set della nuova serie l’attore, che continuerà a recitare in «Beautiful» nel ruolo di Stephen Logan, ha ritrovato gli altri vecchi protagonisti: Larry Hagman (il mitico J.R. Ewing, che nell’«orribile finale» tentava il suicidio dopo aver ricevuto la visita di un angelo) e Linda Gray (Sue Ellen, la prima moglie di J.R.).

«In realtà non c’eravamo mai persi di vista» rivela Duffy. «Siamo sempre rimasti amici, abbiamo partecipato a tutte le convention organizzate dai fan della serie, ma ora possiamo tornare a essere complici sul set. È divertente vedere i giovani attori del cast arrivare alle riunioni con i copioni pieni di appunti e di osservazioni. I nostri invece sono sempre puliti perché dei personaggi che interpretiamo sappiamo tutto, non dobbiamo fare i compiti a casa».

I giovani attori di cui parla Duffy sono i veri protagonisti del nuovo «Dallas», che è incentrato sulle vicende dei rampolli di casa Ewing. Le leve del comando, all’interno della famiglia di petrolieri texani, sono infatti passate a John Ross (Jesse Metcalfe), figlio di J.R., e a suo cugino Christopher (Josh Henderson), figlio adottivo di Bobby e di Pamela Barnes.

Proprio come i loro padri, i due hanno idee diverse su come gestire il futuro della Ewing Oil, reso incerto dalla crisi finanziaria globale. «Non voglio che diventino come noi» dice Bobby a J.R. in una delle scene più intense dell’episodio pilota. Poi, in un’altra sequenza, urla al nipote John Ross: «Sono stanco di vedere questa famiglia autodistruggersi per colpa dei soldi». In gioco c’è anche la proprietà di Southfork, il mitico ranch (teatro della serie fin dal primo episodio) che ancora oggi è visitato da migliaia di fan in arrivo a Dallas da ogni parte del mondo.

Oltre a Linda Gray, il cast femminile di «Dallas» può contare su Brenda Strong, la casalinga suicida di «Desperate Housewives», chiamata a interpretare Ann, terza moglie di Bobby. Ma ci sono anche due attrici emergenti: Jordana Brewster (la sorella di Vin Diesel nei film della serie «Fast and Furious») è l’intrigante Elena, contesa dai cugini Ewing, mentre Julie Gonzalo è Rebecca, fidanzata ufficiale di Christopher.

La nuova incarnazione di «Dallas», prodotta per il network via cavo Tnt, non ambisce a bissare i successi della serie madre, che rimane il telefilm americano più visto negli ultimi 40 anni (l’episodio che rivelò il colpevole del tentato omicidio di J.R. ottenne una media di oltre 90 milioni di spettatori): oggi, nell’era dei mille canali e della visione differita, sarebbe un obiettivo impossibile da raggiungere. E non a caso per ora sono stati messi in cantiere solo dieci episodi.

«Da diversi anni tentavamo di realizzare una versione moderna di “Dallas”» ha dichiarato Michael Wright, direttore di Tnt. «Finalmente abbiamo trovato l’idea giusta e la sceneggiatura adatta per costruire una grande serie con un cast da sogno». Sarà davvero così? Lo scopriremo solo fra un anno, quando Southfork Ranch riaprirà i cancelli al pubblico televisivo. n