01 Marzo 2011 | 00:58

Piero Pintucci: «Grazie a Insinna mi sento Sean Connery»

Il conduttore Flavio Insinna lo chiama Sean Connery. Lui, impeccabile nel suo smoking, l’espressione sorniona e la parlata toscana, sta al gioco e non perde mai l’aplomb, neanche quando per l’ennesima volta interrompe l’orchestra e si dirige pazientemente verso il concorrente che proprio non riesce a cominciare a tempo o a imbroccare la tonalità giusta. Piero Pintucci è il nuovo direttore d’orchestra de «La Corrida», lo show campione d’ascolti del sabato sera di Canale 5...

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Piero Pintucci: «Grazie a Insinna mi sento Sean Connery»

Il conduttore Flavio Insinna lo chiama Sean Connery. Lui, impeccabile nel suo smoking, l’espressione sorniona e la parlata toscana, sta al gioco e non perde mai l’aplomb, neanche quando per l’ennesima volta interrompe l’orchestra e si dirige pazientemente verso il concorrente che proprio non riesce a cominciare a tempo o a imbroccare la tonalità giusta. Piero Pintucci è il nuovo direttore d’orchestra de «La Corrida», lo show campione d’ascolti del sabato sera di Canale 5...

01 Marzo 2011 | 00:58 di

Piero Pintucci (foto Iwan Palombi)

Il conduttore Flavio Insinna lo chiama Sean Connery. Lui, impeccabile nel suo smoking, l’espressione sorniona e la parlata toscana, sta al gioco e non perde mai l’aplomb, neanche quando per l’ennesima volta interrompe l’orchestra e si dirige pazientemente verso il concorrente che proprio non riesce a cominciare a tempo o a imbroccare la tonalità giusta. Piero Pintucci è il nuovo direttore d’orchestra de «La Corrida», lo show campione d’ascolti del sabato sera di Canale 5.
Piero, lei ha raccolto un’eredità pesante, quella del maestro Pregadio, figura storica e amatissima del programma.
«È vero, è un testimone importante. Il maestro Pregadio lo conoscevo e tra di noi c’era un rapporto di stima reciproca. Soprattutto mia, doverosa nei suoi confronti. La sua scomparsa mi ha toccato sinceramente. Poi, come tutte le cose della vita, si deve andare avanti. Spero di essere degno di prendere il suo posto».
Lui giocava con le espressioni, lei su cosa punta?
«Ho troppo rispetto per lui per pensare di rifarmi ai suoi atteggiamenti, mi sentirei a disagio. Cerco semplicemente di essere me stesso. E regalo un sorriso a tutti i concorrenti, che sono degni del massimo rispetto».
Ce n’è stato qualcuno bravo?
«Bravo sì. Bravissimo non ancora. Ma è nello spirito del programma: quelli bravissimi non vengono da noi, vanno ai talent show!».
La maggior parte dei cantanti in effetti sbaglia tutto quello che si può sbagliare: l’attacco, il tempo, la tonalità…
«Fa parte del gioco. Io provo a correggerlo due, al massimo tre volte, dopodiché siamo costretti a continuare. Non è facile. Via via riduco la quantità dell’orchestra con dei cenni perché con meno strumenti è più facile andare dietro al concorrente. I primi a tacere sono gli archi, poi i fiati… alla fine rimangono la ritmica e il pianoforte. E se la situazione è proprio disperata, resta solo il piano».
I concorrenti provano prima dell’esibizione?
«Io li vedo il venerdì: facciamo una prova veloce solo con il pianoforte. L’esibizione con tutta l’orchestra la fanno dal vivo il sabato sera».
La pazienza è una sua dote…
«A 23 anni avevo già tre figli, ora ho i nipoti: la pazienza non la perdo quasi mai. Solo la violenza e l’arroganza mi fanno davvero innervosire… alla toscana! E poi, ho sempre avuto a che fare con artisti dal carattere faticoso».
Con chi ha lavorato?
«Gabriella Ferri, Patty Pravo, Renato Zero, Amedeo Minghi, Mia Martini hanno tutti cominciato con me. Bei caratterini no? Perfino Loredana Berté fece il suo primo provino con me: le dissi di cambiare mestiere, perché all’inizio aveva una voce troppo acerba, quasi sgangherata. Riconosco il mio errore di valutazione. Meno male che non mi ha dato retta!».
I concorrenti della Corrida le danno del filo da torcere più dei professionisti?
«Non c’è dubbio: è più difficile suonare per qualcuno che non sa cantare. Il programma è gratificante ma anche faticoso. Ogni settimana prepariamo gli stacchetti, l’accompagnamento per i balletti di Flavio, gli arrangiamenti per i concorrenti, che propongono ogni tipo di musica, dalla leggera alla lirica. C’è davvero tanto lavoro».
Come è nato il suo sodalizio con Flavio Insinna?
«Mi ha visto duettare con Renato Zero sul palco del concerto per i suoi 60 anni. Flavio non aveva il mio numero, allora mi ha chiamato Renato per dirmi: “A nì, devi fa’ la Corrida!”».
Con lo smoking Insinna si definisce un pinguino mentre di lei dice che somiglia a Sean Connery…
«Flavio è generoso, scherzoso, tiene su il morale di tutti. Un grande professionista e una bellissima persona. Quanto allo smoking, io in genere indosso tuta e scarpe da ginnastica. Alla “Corrida” invece ho uno stile più elegante. Ma che somiglio a Sean Connery non me l’aveva mai detto nessuno!».