04 Ottobre 2010 | 08:22

Polemiche sulla fiction «La leggenda del bandito e del campione», questa sera su Raiuno

«Temo che si voglia tracciare una figura un po’ diversa da quello che è stato mio nonno. Nella fiction ci sono degli episodi, a quanto ho letto (e vorrei essere smentita), che non sono reali e che nello stesso tempo sono molto gravi. Non permetterò che la memoria di mio nonno venga infangata» dice Costanza Girardengo a proposito della fiction in onda questa sera e domani su Raiuno...

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Polemiche sulla fiction «La leggenda del bandito e del campione», questa sera su Raiuno

«Temo che si voglia tracciare una figura un po’ diversa da quello che è stato mio nonno. Nella fiction ci sono degli episodi, a quanto ho letto (e vorrei essere smentita), che non sono reali e che nello stesso tempo sono molto gravi. Non permetterò che la memoria di mio nonno venga infangata» dice Costanza Girardengo a proposito della fiction in onda questa sera e domani su Raiuno...

04 Ottobre 2010 | 08:22 di

Beppe Fiorello

«Temo che si voglia tracciare una figura un po’ diversa da quello che è stato mio nonno. Nella fiction ci sono degli episodi, a quanto ho letto (e vorrei essere smentita), che non sono reali e che nello stesso tempo sono molto gravi. Non permetterò che la memoria di mio nonno venga infangata».
Probabilmente non è mai andata in bici, Costanza Girardengo, nipote del grande Costante Girardengo, che invece della bicicletta tra il 1912 e il 1936 fu il primo Campionissimo. E di certo non ha mai pedalato in salita sul Pordoi o sul pavé del Giro delle Fiandre, ma non è una che molla, questa ex insegnante di matematica. Dal 1993, anno in cui Francesco De Gregori incise «Il Bandito e il Campione», bellissimo brano che narrava l’amicizia fra il bandito e anarchico Sante Pollastro e Girardengo, si è scatenato un effetto domino: De Gregori ha venduto 500.000 copie, il fratello, Luigi Grechi, autore del pezzo, ha vinto il premio Tenco, il giornalista Marco Ventura ha scritto un libro «Il Campione e il Bandito. La vera storia di Costante Girardengo e Sante Pollastro», grande successo editoriale diventato una fiction Rai con Beppe Fiorello, in onda oggi e domani su Raiuno.

Il rinato interesse per l’antenato, però, anziché inorgoglire la signora Costanza, l’ha allarmata. «Leggendo l’intervista di Beppe Fiorello a “Sorrisi”» ci spiega nella sua bella casa di Albissola «apprendo che il nonno avrebbe dato addirittura una copertura a Pollastro per espatriare in Francia: una cosa grave! In un altro articolo, pubblicato su “La Stampa”, leggo che c’era una donna in comune fra i due. Si rende conto? Lo stesso Marco Ventura, nel suo libro ha scritto un capitolo intitolato “Il campione e il suo angelo” ovvero la storia di mio nonno e mia nonna che è una storia d’altri tempi. E poi l’amicizia tra i due… nella piccola Novi Ligure di inizio Novecento tutti si conoscevano e una persona che aveva fatto fortuna, come Girardengo, per Pollastro poteva essere un mito, anzi sicuramente lo era. Ma l’amicizia, le pedalate insieme, i giochi da ragazzi non sono mai esistiti, anche perché il bandito era più giovane di sei anni! Quando mio nonno già vinceva gare importanti l’altro era ancora un bambino. Ho ricevuto parecchie telefonate da vecchi novesi che hanno conosciuto bene il nonno e mi hanno detto: “Signora, vada avanti, non lasci che ne infanghino la figura”. Non voglio che i giovani conoscano Girardengo in maniera distorta. Un atleta che per “doping” usava una bottiglietta di caffè con il Fernet dentro e che donò tutte le sue medaglie alla patria». Nel mirino della signora soprattutto il produttore Mario Rossini della Red Film: «Durante la realizzazione la produzione non ci ha mai contattati. Abbiamo saputo tutto dai giornali. Dopo  le mie prime lamentele ho ricevuto una telefonata di Rossini che ha voluto tranquillizzarmi. Quando ho chiesto di poter vedere il progetto, però, mi ha risposto che avrebbe dovuto chiedere alla Rai ed è sparito nel nulla».

«Sorrisi» ha a lungo cercato di ottenere una dichiarazione da parte della produzione, ma Rossini ha ritenuto di non dover fornire alcuna spiegazione e non ha accettato di parlare. Peccato. Decisamente più disponibile, invece, Marco Ventura, ex inviato de «il Giornale» e oggi coordinatore dell’area stampa estera di Palazzo Chigi: «Ho ceduto i diritti del libro, ma non partecipo alla sceneggiatura, che è di Andrea Purgatori e Debora Alessi» ci spiega. «Una sceneggiatura che non ho ancora visto. Confermo però che nel mio libro non ho mai parlato di una copertura di Girardengo all’espatrio del bandito e questa“donna in comune” mi giunge nuova, anche se ritengo normale che gli sceneggiatori abbiano “colorato” certi episodi per renderli più appetibili in tv. Che tra i due vi fosse una conoscenza è invece inoppugnabile. Avevano un amico in comune, il massaggiatore Biagio Cavanna, e oltre al celebre incontro del 1932 al Velodromo parigino, durante la latitanza di Pollastro, vi fu quasi di sicuro una cena». Insomma, le biografie, quando si parla di quasi contemporanei, sono per la fiction un terreno scivoloso. Basti citare due casi recenti. Nel 2007 «Ma il cielo è sempre più blu», biografia del cantante Rino Gaetano, aveva fatto arrabbiare la sorella Anna. Il caso più clamoroso, però, rimane quello, nello stesso anno, de «Il capo dei capi». Nella trama venne inserita una situazione del tutto inventata, e cioè il sequestro della moglie e del figlio di un poliziotto per ottenere che la misura di prevenzione chiesta nei confronti della Bagarella venisse respinta. «La situazione rappresentata» disse l’avvocato Cianferoni «è gravissima e lesiva dell’immagine della signora. Ma soprattutto non è vera». Risultato, lady Riina chiede il risarcimento.