26 Giugno 2017 | 13:04

«Chi l’ha visto?» non si ferma per l’estate

Federica Sciarelli fa il bilancio dell'ennesima stagione di successi «Ebbene sì, ho creato un popolo di detective». A luglio va in onda la versione estiva del programma

 di Antonella Silvestri

«Chi l’ha visto?» non si ferma per l’estate

Federica Sciarelli fa il bilancio dell'ennesima stagione di successi «Ebbene sì, ho creato un popolo di detective». A luglio va in onda la versione estiva del programma

Foto: Federica Sciarelli

26 Giugno 2017 | 13:04 di Antonella Silvestri

«Chi l’ha visto?» non chiude per ferie. Lo storico programma di Raitre, condotto con successo da Federica Sciarelli, sospende le trasmissioni alla fine di giugno. Ma dal 5 luglio al 2 agosto proseguirà nella versione estiva.

Federica, la sua trasmissione si è confermata una delle più seguite del mercoledì sera. Qual è il suo bilancio di questa edizione?
«Siamo soddisfatti. È un programma solido che resiste nonostante sia cresciuta l’offerta delle reti generaliste e dei canali tematici. E poi, più siamo visti e più problemi riusciamo a risolvere».

Avete trasformato i telespettatori in detective...
«Qualcuno ci scrive: “Non vedo mai nessuno, mannaggia...” (sorride). La verità è che il pubblico si sente partecipe perché viene coinvolto nelle storie».

C’è anche il popolo dei «social» che dà una mano.
«Sono in tanti. Con noi la gente è buona e disponibile perché veicoliamo certi messaggi, non ci capita mai di ricevere insulti, come invece è successo a Gianni Morandi soltanto perché faceva la spesa di domenica».

Anche la striscia quotidiana di 20 minuti ha dato i suoi frutti?
«Sono un soldatino, quindi l’ho fatta nonostante avessi il carico del programma serale. Avevo posto due condizioni: che la striscia andasse in onda non dallo studio ma dalla redazione, perché il senso della diretta lo può dare solo il luogo fisico dove nascono le notizie. Bisognava dare l’idea di fare tutto sul momento, come avviene realmente. La seconda condizione era di condurlo solo ogni tanto, dando visibilità a due brave colleghe della redazione. Il pubblico deve percepire che c’è un lavoro corale dietro ogni servizio».

Lei a sua volta ha imparato la lezione alla scuola di due giornalisti come Sandro Curzi e Corradino Mineo.
«I miei maestri sono stati loro. Lavorando 15 anni al Tg3 ho imparato che la notizia è adesso ma tra dieci minuti sarà già vecchia. Ho studiato il racconto, ho cercato di capire la logica dei settimanali ma ho portato il meglio del notiziario. Sono una conduttrice di prima serata, ma non mi sono mai montata la testa».

Che importanza dà al look?
«Non me ne frega niente. Sono una giornalista che va in studio anche con i jeans che indossava a casa e con un “trucco e parrucco” veloce. Io lavoro solo sulla notizia. E se ci sono aspetti importanti cambio in un battibaleno il copione anche in diretta».

Il capostruttura Stefano Coletta dice che lei è l’unica primadonna della tv immune da vanità.
«È un bellissimo complimento e non so quante altre donne saranno contente. In un mondo in cui la gente sgomita per stare in video, forse ho un modo di fare singolare».

Con la nomina di Mario Orfeo a direttore generale Rai ricomincia il valzer delle poltrone. E se le proponesse qualcosa?
«Assisto alle promozioni da spettatrice (sorride). Pur avendo molta esperienza, non so se sarei all’altezza di un ipotetico compito...».

Lei ha detto che è logorante condurre per tanto tempo un programma. Tornerà in autunno?
«Ogni volta che mi presento dal direttore e gli chiedo di farmi sperimentare qualche altro programma, lui si fa una risata. Le voci su possibili sostitute sono tutte bufale. Per il pubblico ormai io sono “Chi l’ha visto?”. E lo capisco perché anche a me è capitato...».

Cosa?
«Seguo la rassegna stampa di politica di Radio Radicale, condotta da Massimo Bordin, da oltre vent’anni. Ogni mattina, cascasse il mondo, mi sveglio solo con lui. E quando qualche volta viene sostituito, io mi incavolo. Ho litigato con molti fidanzati per lui».

Cosa farà quest’estate per disintossicarsi dalle sue storie?
«Con un gruppo di amici andremo a fare delle lunghe passeggiate in bicicletta sull’Etna e in alcuni comuni della Sicilia. Mi dicono di stare attenta, ma io non ho paura di niente. Fa più caldo in macchina. In bici ti viene il vento addosso e non avverti l’afa».

Si è ripresa dallo shock per la morte del suo pastore tedesco?
«Non ne parliamo. Stamattina ho aperto gli occhi e ho pianto». 

Stefano Coletta «Ecco perché non andiamo in vacanza

«Gli speciali in onda dal 5 luglio al 2 agosto sono degli esperimenti filmici di racconto» ci spiega Stefano Coletta, vicedirettore di Raitre e capostruttura di «Chi l’ha visto?»: «Non c’è una vera conduzione ma un “io“ narrante e tratteremo i casi non risolti che meritano un aggiornamento». Quali sono i nomi che risentiremo? «Daniele Potenzoni, il ragazzo autistico sparito sotto la metro di Roma mentre andava all’udienza papale. Patrizia Rognoni, la compagna di liceo di Enzo Iacchetti che più volte ha lanciato appelli. Ci occuperemo della scomparsa di Maria Chindamo e della morte di Isabella Noventa, ma anche dell’evoluzione delle indagini sul caso di Manuela Teverini, del processo d’appello ad Antonio Logli, degli sviluppi sul duplice omicidio dei fidanzati a Pordenone e della morte del calciatore Denis Bergamini». Coletta è anche un autore storico del programma («Venni chiamato per sostituire la mente di “Chi l’ha visto?”, Piero Murgia, e per curare il debutto della Sciarelli, con cui dal 2009 ho lavorato per il rilancio della trasmissione») e può raccontare come mai la conduzione è sempre stata affidata a donne: «È stato Piero Murgia che le ha volute» dice. «Probabilmente l’identità “chilavistiana” è femminile, è più accogliente perché tratta temi di pancia. Non escludo, però, che in futuro anche un uomo lo possa condurre».