22 Ottobre 2017 | 19:15

Torna «Report» su Rai3 con Sigfrido Ranucci

Da lunedì 23 ottobre torna il programma d'informazione su Rai3 alle 21:05. Nella prima puntata temi vari e interessanti sviluppati da giovani.

 di Angelo De Marinis

Torna «Report» su Rai3 con Sigfrido Ranucci

Da lunedì 23 ottobre torna il programma d'informazione su Rai3 alle 21:05. Nella prima puntata temi vari e interessanti sviluppati da giovani.

22 Ottobre 2017 | 19:15 di Angelo De Marinis

Il direttore generale Mario Orfeo, il direttore di rete Stefano Coletta, il conduttore Sigfrido Ranucci e tutta la squadra che dal prossimo lunedì tornerà su Rai 3 con Report in prima serata. La sala degli Arazzi di viale Mazzini fa quasi fatica a contenere i tanti che presenziano alla conferenza stampa di una trasmissione che ha segnato la storia della Rai ed è anche la trasmissione d’informazione più seguita su Facebook e Twitter di tutta la televisione italiana.

La passata stagione a far discutere fu soprattutto la puntata sugli effetti avversi del vaccino contro il Papilloma virus. Quest'anno, secondo il conduttore di Report Sigfrido Ranucci, c'è già almeno un'inchiesta a rischio polverone, quella su imprenditori e politici con società e conti all'estero. Andrà in onda più avanti, ma già nella serata d'esordio, lunedì 23 ottobre su Rai3, sono previsti servizi che faranno discutere: Socialmente umiliati scopre il velo su dipendenti di pubbliche amministrazioni che lavorano senza contributi; Per un soffio mette l'accento sul funzionamento degli etilometri; Cioccolato amaro indaga, invece, sul settore industriale del cioccolato. "Determinate inchieste si possono fare solo se alle spalle si ha un'azienda grande", ha sottolineato Ranucci.

Il pensiero della redazione va ovviamente alla storica conduttrice Milena Gabanelli, che a fine mese rientrerà dall'aspettativa non retribuita e dovrà trovare un accordo con l'azienda sulsuo futuro per rimanere in Rai.

Nell'episodio di lunedì: Lavorano “a nero” nei comuni da 22 anni. Dovevano essere di supporto, invece il blocco del turn over li ha resi indispensabili, si tratta dei lavoratori “socialmente utili”. Non hanno contributi perché percepiscono un sussidio dal ministero del Lavoro e una piccola integrazione dagli enti, anche quella priva di contributi previdenziali. All’Inps trasecolano! Non lo sapevano e manderanno un’ispezione in tutti i comuni che li utilizzano... Lavorano “a nero” per lo Stato e non sono i soli: al ministero della Giustizia con vari escamotage i “tirocinanti”, persone cinquantenni, già da otto anni sopperiscono alla carenza di personale per 400 euro lordi, anche loro senza contributi. Al ministero della Sanità sfruttano i “borsisti” per decenni senza garanzie e senza lo status di lavoratore, eppure in alcuni Istituti sono diventati indispensabili. Poi ci sono i “somministrati”, che lavorano negli uffici pubblici appaltati dalle agenzie interinali: sono diecimila. Intanto i Centri per l’Impiego dopo il referendum costituzionale del 4 dicembre sono nel caos, sballottati tra province, regioni e ministero del Lavoro. Il decreto Madia ha lasciato nell’incertezza questi lavoratori, anzi alcuni sono stati espressamente esclusi dalla stabilizzazione, mentre nel settore privato lo sfruttamento avanza, peggiorano le condizioni e si calpestano i diritti sindacali: basta vedere i turni a cui sono sottoposti i lavoratori “in somministrazione” per il 187 di Tim e i trasportatori di Mondo Convenienza, anche loro inquadrati in cooperative “spurie”.