23 Febbraio 2009 | 12:04

Puccini: ha inventato lui la vera musica popolare

«Per due mesi ho preso lezioni di piano e studiato a fondo la sua vita» racconta l’attore Alessio Boni che in tv veste i panni del celebre compositore. «Era un genio, avanti con i tempi. Voleva che le sue melodie arrivassero a tutti». E con Sorrisi, dal 2 marzo, arrivano in edicola sei dvd con la grande musica di Puccini.

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Puccini: ha inventato lui la vera musica popolare

«Per due mesi ho preso lezioni di piano e studiato a fondo la sua vita» racconta l’attore Alessio Boni che in tv veste i panni del celebre compositore. «Era un genio, avanti con i tempi. Voleva che le sue melodie arrivassero a tutti». E con Sorrisi, dal 2 marzo, arrivano in edicola sei dvd con la grande musica di Puccini.

23 Febbraio 2009 | 12:04 di

dvd-puccini
Con «Sorrisi», dal 2 marzo, arrivano in edicola sei dvd con la grande musica di Puccini. Prima uscita: «La Bohème» (euro 12,90, più la rivista).

Dopo Caravaggio, «Puccini». Alessio Boni aggiunge un altro vigoroso ritratto alla sua galleria di personaggi inquieti e temperamentosi. Baffi, sigaro e lobbia, ed ecco redivivo il compositore di «Tosca» e «Bohème», un’intera vita compressa in due prime serate di Raiuno, l’1 e il 2 marzo.

Come si è preparato al ruolo di Puccini?
«Intanto vedendo “La vita di Puccini”, lo sceneggiato con Alberto Lionello del ’72. E comunque attingendo a tante cose: ho letto libri, ascoltato opere, recuperato incisioni radiofoniche. Cerco sempre di immergermi nel ruolo, me ne faccio assillare, per mesi. Parlo fino alla nausea solo di quello. Dopodiché metto da parte tutto e cerco di fare il mio Puccini».
Che idea se ne è fatto?
«Prima lo conoscevo poco, e per luoghi comuni, tipo “genio e sregolatezza”, come tanti. Ho scoperto molte cose: che da piccolo era una specie di Giamburrasca, capace di rubare le canne d’argento dall’organo della chiesa; che fondò un club aperto solo a chi beveva, ma soprattutto che con le sue opere voleva emozionare dal contadino all’intellettuale. Pretendeva che la sua musica arrivasse a tutti, alla platea come alla “piccionaia”, e per questo lo additavano come nazional-popolare. E come tutti i geni era avanti rispetto ai tempi: oggi le sue arie sono le più eseguite al mondo».

Alessio Boni nei panni di Puccini
Alessio Boni nei panni di Puccini

Come lo avete raccontato?
«Facendogli rievocare i suoi 66 anni di vita, durante una lunga intervista a Vienna, dove si trovava negli ultimi giorni. Raccontiamo l’uomo che ha scritto dodici opere, il successo e le disillusioni, il legame con la moglie e le avventure extraconiugali: una vita piena di alti e bassi».
Siete rimasti fedeli alla storia?
«Assolutamente sì. La sceneggiatura è stata letta da Simonetta Puccini, sua nipote ed erede, che ne è rimasta entusiasta».
Artisti come Puccini e Caravaggio vissero impetuosamente; alcuni pensano che la qualità delle loro opere sia dovuta proprio all’intensità delle loro vite.
«Io penso di no. Personaggi come Mozart o Orson Welles erano evidentemente artisti già da bambini. Il talento ce lo hai già dentro o non ce lo hai affatto. È molto importante la personalità. Caravaggio rischiava il carcere perché dipingeva i santi senza aureola. Anche Puccini ha seguito la sua strada, ignorando chi voleva farne l’erede di Verdi. Ci vuole una grande personalità per non curarsi delle critiche o delle contestazioni. Certo, Puccini era figlio di musicisti, perciò aveva già il pianoforte in casa. Se fosse nato da un panettiere avrebbe fatto più fatica…».
Lei sa suonare qualche strumento?
«A 14 anni ho studiato un po’ di chitarra classica, ma oggi non saprei neanche accordarla. Per “Puccini” ho preso due mesi di lezioni di piano, in modo da non dover ricorrere quasi mai a una controfigura».
Che musica ascolta?
«Sono onnivoro. Eagles, Pink Floyd, Springsteen. Mi piace moltissimo “Breakfast in America” dei Supertramp. Fra gli italiani Battiato, Mina, Gaber, il grande De André. Seguo pure “X Factor” in tv. Ma poi torno sempre alla classica, a Bach, a Monteverdi, a Chopin, alla seconda sonata di Rachmaninov. E quando mi sento giù di morale ascolto il “Requiem” di Mozart, ha il potere di tirarmi su».

di Alberto Anile

Tv Sorrisi e Canzoni n.9 – 2009