11 Marzo 2015 | 11:01

Dietro le quinte di «Quarto grado»

Ecco come nasce una puntata del programma in onda su Rete 4

 di Barbara Mosconi

Dietro le quinte di «Quarto grado»

Ecco come nasce una puntata del programma in onda su Rete 4

Foto: Dietro le quinte di «Quarto grado»  - Credit: © Stefano G. Pavesi / Contrasto

11 Marzo 2015 | 11:01 di Barbara Mosconi

Sono più o meno le cinque del pomeriggio di venerdì quando viene stampata la scaletta della puntata di «Quarto grado». Una delle tante a cui si lavora da giorni. Perché nella cronaca, si sa, tutto può succedere, anche all’ultimo minuto e anche durante la diretta. E le scalette vengono stampate e ristampate. Gianluigi Nuzzi appare nei corridoi alle otto e mezzo di sera. Ha passato le ultime ore in redazione a leggere le oltre 500 pagine di atti processuali delle indagini preliminari sull’omicidio di Yara Gambirasio. Sono state depositate proprio oggi. Tanto per rifare un’altra volta la scaletta... 

Nuzzi entra in camerino, si rade la testa, si cambia ed è già ora di andare in onda. La cronaca non aspetta. Per tutto il pomeriggio Alessandra Viero ha ripassato gli interventi che farà con gli esperti scientifici, dentro e fuori gli studi 14 e 15 di Mediaset a Cologno Monzese. Fuori è parcheggiato un furgone identico a quello di Massimo Bossetti (accusato di aver ucciso Yara) e dietro l’angolo è stato ricostruito il garage della casa del piccolo Loris Stival, assassinato il 29 novembre nel ragusano.

Infine, dall’ottavo piano di uno degli edifici intorno agli studi scende pure Siria Magri, la curatrice del programma, colei che lo ha inventato cinque anni fa. «Sono io la mente malata» dice scherzando. Poi, facendosi seria, chiarisce: «Qui la prima regola è che stiamo parlando di persone vere e drammi veri. Quando qualcuno eccede, io vado a guardare la foto della vittima». E si riparte.