03 Febbraio 2015 | 17:17

Alvin: «Io, inviato dell’Isola dei famosi»

Ieri sera è andata in onda la prima (vera) puntata del reality di Canale 5. Ecco cosa ci ha raccontato prima del suo debutto ufficiale…

 di Solange Savagnone

Alvin: «Io, inviato dell’Isola dei famosi»

Ieri sera è andata in onda la prima (vera) puntata del reality di Canale 5. Ecco cosa ci ha raccontato prima del suo debutto ufficiale…

03 Febbraio 2015 | 17:17 di Solange Savagnone

Finalmente ieri sera lo abbiamo visto in veste di inviato ufficiale, dove ha dimostrato tutto il suo talento, e non di "primo naufrago" come era accaduto nella prima "non puntata" de «L'isola dei famosi», sospesa causa nubifragio il 26 gennaio scorso. Alvin, infatti, era rimasto bloccato sull'isola, in condizioni al limite. Come ci ha raccontato lui stesso, a poche ore dopo quella disavventura, nell'intervista uscita oggi su Sorrisi e che vi riproponiamo qui di seguito.

«Ti comunico che ha appena ricominciato a piovere a dirotto. Pronto, mi senti?». E cade la linea. Richiamiamo e questa volta Alvin riesce a mantenere la conversazione senza ulteriori intoppi. «Scusa ma qui è un altro mondo, viviamo in condizioni al limite, siamo isolati,  non c’è niente e abbiamo dovuto portare tutto, perfino i ripetitori per internet, che funziona male e a sprazzi.». In Honduras sono le 10 del mattino e l’inviato de «L’isola dei famosi» è già al lavoro nonostane sia passata solo una manciata di ore dalla prima “non puntata” , sospesa a causa di un uragano che ha devastato le strutture, impedito ai 12 naufraghi di sbarcare a Cayos Cochinos.

Tu però sull'isola ormai eri sbarcato. Hai dovuto dormire lì, in mezzo alla tempesta?
«No, questa volta no. Eravamo bagnati fradici e non potevamo nemmeno asciugarci. Per fortuna due o tre ore dopo il collegamento un elicottero ha riportato una parte di noi alla base, ma è stato l’unico volo che il pilota si è sentito di fare. Poi li ha sospesi perché rischiava la vita. Non è stata un’esperienza piacevole, c’erano raffiche di vento fotissime. Però abbiamo ho dormito al caldo. È stato un battesimo del fuoco!».

Nel collegamento mi ricordavi Jim Carrey nel film «Una settimana da Dio» quando trasmette in diretta dalle cascate del Niagara in mezzo alla bufera.
 «Pensa che l’ombrellino che porta sulla testa in quella scena l’ho anche io, ma avevo previsto di usarlo sotto il sole! (ride, ndr)».

Come ti sei preparato per questa avventura?
«Psicologicamente ero pronto. Fisicamente, come si è visto, meno. Ma è niente rispetto a quello che dovranno sopportare i naufraghi verso i quali c’è un atteggiamento militaresco. Nessuno può avere rapporti con loro. I cameraman non possono nemmeno guardarli negli occhi. L’unico che può interfacciarsi con loro sono io, che li incontro solo durante la diretta, quando devo spiegare le prove. Con l’andare del tempo e della fame si incattiviscono. So che dovrò tenere duro e mantenere le distanze per non compromettere le dinamiche del programma. Ma essere cattivo  e imparziale fa parte del gioco».

Ti sei candidato tu al ruolo di inviato?
«Mi è arrivata la proposta prima di Natale e ho fatto i salti di gioia perché sono un fan del programma. L’unico dubbio che ho avuto nell’accettare è stata l’idea di separarmi dalla mia famiglia, con la quale vivo in simbiosi».

Inoltre per due mesi dovrai lasciare un altro nido: «Verissimo».
«Fa parte della sfera affettiva. Dopo sei anni sono diventati una famiglia. Ma comunichiamo sempre, nei limiti del possibile, e li sento vicini».

E Silvia Toffanin come l’ha presa?
«È stata contenta, non lo considera un tradimento. Anzi, mi dà forza ed è con me».