16 Agosto 2013 | 10:01

Antonella Clerici doppia un cartoon e si prepara al ritorno della «Prova del cuoco»

«Per la prima volta dopo anni, alla ripresa della stagione non ho trasmissioni serali. Parto il 9 settembre con "La prova del cuoco”. Posso anticipare che ci sarà il ritorno di Beppe Bigazzi. Al cinema presto la voce a una “lumachina da corsa”»...

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Antonella Clerici doppia un cartoon e si prepara al ritorno della «Prova del cuoco»

«Per la prima volta dopo anni, alla ripresa della stagione non ho trasmissioni serali. Parto il 9 settembre con "La prova del cuoco”. Posso anticipare che ci sarà il ritorno di Beppe Bigazzi. Al cinema presto la voce a una “lumachina da corsa”»...

Foto: 2c_@Sc33_COP Clerici_Naz.indd

16 Agosto 2013 | 10:01 di

Maelle scalpita per uscire. Giustamente. È in vacanza con la mamma a Bruxelles, la città dove vivono i nonni, e non le va di stare chiusa in casa in attesa che finisca l’intervista. Antonella Clerici, con un tono dolcissimo, la convince a pazientare ancora un po’. Sono vacanze tutte per loro, queste. «Contrariamente al mio solito, non sono rimasta nella mia casa di Ansedonia» spiega. «Ne ho approfittato per andare con la mia bambina a trovare amici che non vedevo da tempo. In Sardegna, in Toscana, e pure a Londra, dove c’era la comunione di un cuginetto. E ora siamo in Belgio per una settimana. Quest’estate la stiamo vivendo giorno per giorno. E sempre insieme».

Antonella, ha da poco finito di doppiare uno dei personaggi di «Turbo», il film di animazione della DreamWorks in uscita il 19 agosto. Un lavoro che ha dedicato a sua figlia?
«Sì, ma in generale a tutti i ragazzi. In questo film c’è un messaggio importantissimo: non conformatevi ai modelli mediocri e generali, ma rimanete voi stessi. E soprattutto, credete ai vostri sogni e siate tenaci. E il destino vi darà una mano a realizzarli».

Di cosa parla questo film?
«Il protagonista, Turbo, è una lumaca con un sogno: vincere una gara di velocità, la 500 Miglia di Indianapolis. A causa di questo desiderio, il gruppo lo deride e lo isola, credendolo matto. Un giorno, grazie a una specie di magia, casualmente e incredibilmente Turbo acquista dei superpoteri che lo portano prima a conoscere un gruppo di nuovi amici, lumache appassionate di corse come lui, e poi a vincere la gara di velocità e a realizzare il suo sogno».

Qual è il personaggio a cui ha dato la sua voce?
«Si chiama Fiamma, una “lumachina da corsa”, ma senza superpoteri, amica di Turbo. Ed è proprio il valore dell’amicizia un altro dei bei messaggi di questo film: senza amici non si va da nessuna parte, perché sono proprio loro a credere in Turbo e a incoraggiarlo nella realizzazione del suo sogno. Fiamma, con la sua aria da peperina, il chewing gum sempre in bocca, il suo “slang” diretto e la passione per le gare e la velocità, non è una da mezze stagioni. Di sicuro non si conforma».

E lei ci si riconosce in questo carattere fuori dagli schemi?
«Il vero successo sta proprio nella diversità. Se si è uguali agli altri, non si diventa mai nessuno. Io stessa ne sono un esempio. Con i miei ricci, i miei chili di troppo, i miei eccessi, il raccontare la mia vita nel bene e nel male. Insomma, non sono mica Wonder Woman! E meno male…».

Qual è il suo rapporto con la velocità?
«Mia nonna diceva “Chi va piano va sano e va lontano”. È un motto che ho fatto mio. Nel lavoro sono stata una lumachina, in effetti: in prima serata ci sono arrivata a 38 anni. Sono una maratoneta, più che una centometrista. Rispetto alla spavalderia di Fiamma poi, sono senz’altro più timida nei rapporti umani. Sensibilona, guardinga… ci vado piano, insomma. E poi sono fedele. All’azienda per la quale lavoro, ai miei amici, al mio compagno».

In amore ha dimostrato invece di essere passionale e istintiva.
«Beh certo, ogni tanto l’accelerata ci vuole. Nei sentimenti sono una dalle grandi passioni. E se prendo una decisione, è quella».

E alla guida?
«Sono prudente. Lo sono sempre stata. Mio papà già a 14 anni mi ha preso una Vespa: “Così guidi tu, che sei attenta, e non stai dietro a qualcun altro…” diceva. E poi non amo le macchine sportive, preferisco la sostanza, quelle solide che mi danno sicurezza».

Dopo le vacanze cosa l’aspetta?
«Per la prima volta dopo anni, alla ripresa della stagione non ho trasmissioni serali. Parto il 9 settembre con “La prova del cuoco”».

Novità?
«Posso anticipare che ci sarà il ritorno di Beppe Bigazzi. Non sarà in trasmissione tutti i giorni, ma avrà i suoi spazi. Ne sono felice perché mi sono sempre battuta per un suo rientro. Penso che la sua, tre anni fa, sia stata una gaffe, una battuta mal riuscita, perché conosco bene il suo amore per gli animali (il gastronomo parlò di come si cucinavano i gatti in tempo di guerra, suscitando polemiche, ndr). E poi ormai ha 80 anni e tutto cade in prescrizione, è giusto dargli un’opportunità. Anche perché lui e Anna Moroni sono personaggi simbolo della trasmissione».

E la prima serata?
«Nessun appuntamento per quest’anno. Probabilmente nel 2014, con “Ti lascio una canzone”. D’altronde, in un anno e mezzo ho sperimentato due format nuovi: “È stato solo un flirt” e “La terra dei cuochi”. Il primo era un programma sentimentale preparato in soli tre mesi, che ha fatto il 19% di share. Lavorandoci, sono certa che potrebbe diventare un grande appuntamento. L’altro era un talent di cucina secondo me fatto benissimo, con idee forti, che aveva un solo limite: l’eccessiva durata. Non si può parlare per quasi tre ore di cucina e di cibo in prima serata. Dopo che uno ha cenato, perdipiù».

Come si supera questo limite?
«Avrei un’idea: legarlo alla “Prova del cuoco”, facendo un talent per giovani chef, in modo di dare al pubblico il tempo di conoscerli e di affezionarsi. E poi fare tre puntate, le semifinali e la finale, in prima serata. Come succede ad “Amici”. Sto parlando comunque di due format originali. Questo va sottolineato. È facile prendere un programma straniero già collaudato, adattarlo alla tv italiana e proporlo. Ma quando si scrive una trasmissione ex novo c’è bisogno di sperimentarla, testarla e aggiustarla. E ci vuole tempo. Ad esempio, “The Voice” mi è piaciuto moltissimo, ma era già strutturato. Quando inizi da zero è più difficile».

Lei in tv ha condotto davvero tutto. Ce l’ha ancora un programma dei sogni?
«Certo! Una seconda serata in stile “Harem” di Catherine Spaak. Penso di avere l’età e la maturità giuste per farlo. Ho parlato pure con Catherine della possibilità di rimetterlo in piedi. Anche perché mai come adesso si parla di problemi delle donne. Per fortuna. E non è mai abbastanza».

A proposito di donne, in quale periodo della sua vita si trova Antonella?
«Sono tranquilla. Realizzata. Anche perché se una donna non raggiunge un equilibrio alla soglia dei 50 anni, ma quando lo raggiunge?».