01 Giugno 2013 | 00:03

Benedetta Parodi entra nel mondo delle fiabe: «Cucinare è bello ma scrivere di più»

Approfittiamo della sua gioia per l’uscita di «Le fate a metà e il segreto di Arla» per mettere nero su bianco, una volta per tutte, il Parodi-pensiero in fatto di gastronomia. Benedetta si presta di buon grado...

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Benedetta Parodi entra nel mondo delle fiabe: «Cucinare è bello ma scrivere di più»

Approfittiamo della sua gioia per l’uscita di «Le fate a metà e il segreto di Arla» per mettere nero su bianco, una volta per tutte, il Parodi-pensiero in fatto di gastronomia. Benedetta si presta di buon grado...

Foto: © pigi cipelli 592012 Benedetta Parodi nel nuovo studio de " I Menu di Benedetta " in onda su La Sette

01 Giugno 2013 | 00:03 di

Intercettiamo Benedetta Parodi, che sabato 1° giugno sarà ospite con la sorella Cristina a «La prova del cuoco» di Antonella Clerici, sulla strada per il supermercato.

Benedetta, pensa a cucinare anche adesso che il suo programma quotidiano su La7 si è fermato per la pausa estiva?
«Veramente sto andando a vedere come hanno esposto sugli scaffali il mio ultimo libro: sono emozionatissima».

Approfittiamo della sua gioia per l’uscita di «Le fate a metà e il segreto di Arla» per mettere nero su bianco, una volta per tutte, il Parodi-pensiero in fatto di gastronomia. Benedetta si presta di buon grado.

Il suo piatto preferito in assoluto?
«Gnocchi alla bava, con la fontina».

Quello che le riesce meglio?
«Sono parecchi. Per gli amici amo preparare la pasta alla Norma. E per far colpo scelgo il cous cous di pesce».

In casa cosa chiedono più spesso?
«Naturalmente polpette».

Dolce o salato?
«Salato, senza dubbio».

Carne o pesce?
«Cerco di limitare la carne. Ma fra l’una e l’altro scelgo… il formaggio».

Il piatto che non le riesce mai?
«Le crêpes mi vengono storte. E ho un conto aperto con i vol-au-vent».

Il suo chef di riferimento?
«Gordon Ramsay: comunicativo, magnetico, odioso, generoso».

Il programma di cucina prediletto?
«Cucine da incubo».

La cucina regionale?
«Siciliana».

Cucina straniera?
«Quella indiana. La adoro. Mi ricorda uno dei primi appuntamenti con mio marito (Fabio Caressa, telecronista di Sky, ndr)».

Il piatto che non sopporta?
«La carne di cavallo».

Il dolce di cui è più golosa?
«La torta di mele, secondo la ricetta di mia nonna. L’ho ritrovata scritta di suo pugno, su un foglietto gualcito, un suo regalo da lassù».

Da bambina cosa rifiutava?
«Sembra assurdo: i pomodori».

Il menù più romantico?
«La paella: dentro c’è tutto, zafferano, carne, pesce. Lo prepari insieme alla persona che hai invitato, magari bevendo un bicchiere di vino. Si crea l’atmosfera giusta. Io la cucino molto bene».

Vino bianco o vino rosso?
«Birra. Sempre».

Il ricettario irrinunciabile?
«I miei. Li ho sempre a portata di mano, tutti macchiati di ingredienti vari».

Per chi sogna di cucinare?
«Per Luciana Littizzetto: a volte mi cita, sarebbe un bel modo per conoscersi».

La cosa più difficile in cucina?
«Combinare il lavoro ai fornelli e il ruolo di padrona di casa».

L’attrezzo indispensabile?
«Il frullatore a immersione. Me lo porto anche in viaggio».

Il trucco che le ha aperto un mondo?
«La panatura in forno. Rende i cibi deliziosi, senza la pesantezza del fritto».

Aprirebbe un suo ristorante?
«Mai nella vita. Però mi piace andarci».

Cosa non manca mai nel suo frigo?
«Il prosciutto».

Il cibo bandito dalla sua cucina?
«Le merendine confezionate».

Cucinerebbe per Silvio Berlusconi o per Urbano Cairo (attuale proprietario de La7, ndr)?
«Per Cairo. È alessandrino come me, apprezzerebbe la mia cucina. E intanto, lui che è proprietario del Torino, potrebbe parlare di calcio con mio marito…».

… e lei affronterebbe l’argomento  del suo futuro a La7.
«Sono sicura che a settembre partiremo con la nuova edizione del programma. Magari con qualche ritocco».

E le voci che ipotizzano un suo ritorno a Mediaset?
«Le ho sentite anch’io. Ma non ho avuto alcun contatto. E non penso che a Mediaset puntino molto sulla cucina».

Andrebbe ospite nel programma di Antonella Clerici, magari ricambiando l’invito?
«Sarei felicissima. Ci scambiamo complimenti a distanza, ma non ci siamo mai incontrate. Sarebbe carino…».

E di questa proliferazione di programmi di cucina cosa pensa?
«Non se ne può più. Lo trovo davvero eccessivo. È un po’ come i reality dopo il Grande Fratello, una moda inarrestabile. Poi i reality sono quasi tutti spariti».