27 Settembre 2016 | 13:33

Claudio Sona, intervista al tronista gay di «Uomini e Donne»

La versione estesa e ufficiale dell'intervista pubblicata il 27 settembre su Tv Sorrisi e Canzoni

 di Alessandro Alicandri

Claudio Sona, intervista al tronista gay di «Uomini e Donne»

La versione estesa e ufficiale dell'intervista pubblicata il 27 settembre su Tv Sorrisi e Canzoni

27 Settembre 2016 | 13:33 di Alessandro Alicandri

Claudio Sona è il primo tronista gay della storia di «Uomini e Donne». Proprietario di un bar a Verona, a 28 anni (29 il 29 settembre) non vuole solamente trovare l'amore, ma costruire un progetto serio di vita. Un rapporto, per lui, è piena condivisione.

Cosa ti ha spinto a partecipare?
«L'incoscienza, la stessa con la quale ho preso la gestione di un bar a 22 anni, quasi per caso. Amo mettermi in gioco e in questi mesi metterò alla prova i miei sentimenti».

C'erano delle polemiche prima di cominciare.
«Erano polemiche che non vedevo l'ora di spegnere con i fatti (ride)».

Ti piace la scelta di non aver separato il suo trono da quello storico eterosessuale?
«Non ho mai immaginato un'opzione diversa. Frequento compagnie miste dove etero e gay vivono la quotidianità senza separazioni».

È bello vedere le vostre timidezze nel corteggiamento.
«Sono tante, per ora. Sono sicuro che questo programma mi insegnerà a sciogliere la parte di me più insicura verso i ragazzi. Mi sono sempre sentito tanto spigliato nel lavoro quanto glaciale nei rapporti. Il sentirmi continuamente stimolato a parlare di me, dei miei sentimenti, mi aiuterà certamente per il futuro».

Nell'era dei rapporti nati su app e sui social, alcuni hanno notato che è più bello conoscersi così.
«Incontrandosi direttamente, saltano tutte le sovrastrutture che spesso si creano nel virtuale. Ci si conosce da zero, senza pre-pensieri e in modo diretto, del tutto umano e basato sul dialogo».

Cosa ti affascina dei corteggiatori che stai conoscendo in queste settimane?
«È presto per raccontare questi ragazzi perché li conosco più o meno quanto li conoscete voi attraverso la tv. Mi affascina un dato comune: il fatto che seppur diversi, hanno tutti molto da raccontare, delle storie belle da condividere».

Maria De Filippi è venuta da te per rompere il ghiaccio quando l'ha vista fermo sul trono mentre gli altri ballavano un lento. Raccontaci com'è andata.
«Di base il motivo è che sono un pezzo di legno! Però è vero, è arrivata e mi ha sussurrato nell'orecchio "Stai tranquillo!". Non me lo aspettavo, mi sono sentito come un bambino immerso nell'acqua che qualcuno ti tira fuori dal pericolo. Maria è straordinaria: ho sentito il suo calore materno e mi ha aiutato a vedere questa esperienza con tutta un'altra ottica. Senza imbarazzo o paura».

Abbiamo visto che nelle esterne si parla molto di «coming out», il momento in cui si rivela la propria sessualità. Come mai?
«È molto naturale il confronto su questo tema, perché è la condivisione di un passaggio importante nella vita di un ragazzo gay. Parlandone, ci si aiuta. Secondo me tutti i ragazzi omosessuali vogliono dichiarare la propria sessualità, ma spesso c'è tanto timore e paura. La differenza la fa spesso la famiglia...e le persone che circondano i genitori. Spesso il momento più complesso per loro non è sapere che proprio figlio è gay, ma affrontare i feedback che arrivano dall'esterno».

Maria De Filippi balla con Claudio Sona, ecco perché

So che hai una famiglia che ti ha supportato fin da subito.
«Mia madre e mio padre mi hanno ascoltato e non hanno messo davanti alcun muro, anzi. Oggi renderli partecipi della mia vita, sia per loro che per me, è un tesoro prezioso».

Cos'è cambiato nella tua vita dopo la messa in onda del programma?
«Sai che non è cambiato niente? Vedo attorno a me solo gente più curiosa. Nel mio quartiere mi fanno domande, qualcuno mi dice "mi raccomando, rimani con i piedi per terra", ma non immagino una vita in cui sono diverso da come sono adesso. Sono sempre stato con i piedi ben piantati al suolo e lì rimarranno».

Quindi tornerai alla tua vita di sempre dopo «Uomini e Donne»?
«Non tornerò alla mia vita normale semplicemente perché non l'ho mai abbandonata! (ride) Il lavoro che faccio è il lavoro che ho scelto e sono così felice di farlo che lo faccio anche in questo periodo in cui sono meno a Verona».

Sono certo che grazie a te tanti ragazzi faranno «coming out».
«Il mio obiettivo è portare un messaggio di normalità a chi ci guarda. Non voglio essere un baluardo, ma sarò felice se avrò portato nelle case, tra le mamme, le nonne è tra i papà, la normalità e le consapevolezze che vivo nella mia vita. La figlia di una mia cliente ha 6 anni, mi conosce e mi ha visto in tv perché segue il programma. Non ha posto alcuna domanda perché ha visto una cosa bella che non deve turbare nessuno: l'amore».

Il trono gay e l'emozione della normalità