12 Dicembre 2014 | 12:17

Così lontani così vicini, Al Bano e Paola Perego riuniscono le famiglie perdute

l titolo del programma «Così lontani così vicini» è perfetto per i due conduttori. Al Bano e Paola Perego, infatti, finora non si sono mai incontrati. Anzi, sono lontani più che vicini perché sono in giro per il mondo.

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Così lontani così vicini, Al Bano e Paola Perego riuniscono le famiglie perdute

l titolo del programma «Così lontani così vicini» è perfetto per i due conduttori. Al Bano e Paola Perego, infatti, finora non si sono mai incontrati. Anzi, sono lontani più che vicini perché sono in giro per il mondo.

12 Dicembre 2014 | 12:17 di

l titolo del programma «Così lontani così vicini» è perfetto per i due conduttori. Al Bano e Paola Perego, infatti, finora non si sono mai incontrati. Anzi, sono lontani più che vicini perché sono in giro per il mondo. Uno a incontrare chi ha chiesto aiuto al programma, l’altra a rintracciare persone che la vita ha portato chissà dove. La trasmissione, che riapproda su Raiuno dal 13 dicembre, non ha uno studio. E, anche questa volta, racconta storie di familiari, soprattutto fratelli e sorelle o genitori e figli, separati dalla vita per i più svariati motivi che tornano a cercarsi dopo tanti anni.

Chi cerca, chi trova

Al Bano presenta chi ha scritto per chiedere aiuto, mentre Paola si mette in viaggio, sulle tracce della persona da ritrovare. «La cosa più importante che ho capito lavorando a questa trasmissione è che il legame di sangue esiste. Ed è fortissimo» spiega la conduttrice. «Razionalmente pensavo che due persone che non si sono mai viste nel corso della loro vita fossero estranee. Invece appena si incontrano, si riconoscono come se si appartenessero in qualche modo».

Detective giramondo

La vita prende spesso pieghe impensabili e ti porta a cambiare città, Stato o addirittura nome. E in questi casi la ricerca si fa più complicata. «Abbiamo girato l’Italia e l’Europa. E siamo andati anche oltreoceano: in Cile, in Perù e negli Stati Uniti. Spesso partendo da un semplice indirizzo» prosegue la Perego. Un lavoro da detective. «La nostra squadra di redazione è straordinaria. Io li chiamo “angeli in terra”, per tutti i sogni che hanno fatto realizzare finora» incalza Al Bano da Montpellier, in Francia, dove sta raccogliendo una delle testimonianze.

Spazio ai sentimenti

«Le vicende di queste persone sono toccanti e il coinvolgimento emotivo è fortissimo» prosegue Al Bano. «È facile per chiunque immergersi nelle storie che raccontiamo e così capire ancora meglio la propria». Poi si fa serio: «E ora la sparo grossa, ma apro e chiudo subito la parentesi: io sono portatore di ottime notizie in questo programma. Sarebbe bello che qualcuno ne portasse una anche a me… Ma la vita è così». Probabilmente il pensiero corre alla figlia Ylenia, misteriosamente scomparsa nel 1994, ma Al Bano non aggiunge nulla di più e torniamo a parlare del programma.

Tutte storie a lieto fine…

«Quando finalmente le persone si incontrano, mi commuovo sempre. Sono istanti di intensità emotiva incredibile» dice la Perego, che continua: «Questo lavoro, dal punto di vista umano mi ha dato moltissimo, ma è stato faticoso. Mi è capitato di dormire ogni notte in una città e in un albergo diverso e la mattina  aprire gli occhi, non avere punti di riferimento e non capire dove fossi. Ma sono onorata e felice di aver portato gioia a tante persone. Perché la forza del programma è di raccontare storie vere e tutte con un lieto fine». Magari vi state domandando se c’è stato qualcuno che non avrebbe voluto farsi trovare. «Be’, qualcuno è rimasto incredulo, ma poi al momento dell’incontro il legame di sangue ha prevalso».

…ma quante lacrime!

Otto nuove puntate, con quattro storie ciascuna. Tanti casi, tante persone da cercare e da rendere felici. «Ma se mi dovessero proporre una nuova stagione direi di no» chiarisce Al Bano, alla sua seconda edizione (la prima l’aveva condotta con Cristina Parodi). «Mi sono appassionato, ma meglio chiudere qui perché ogni storia è una freccia nell’anima e nel cuore che non riesco a togliere. Non mi fa bene un coinvolgimento così forte». E continua a spiegare: «Le storie hanno tutte un lieto fine, è vero, ma il passato non si cancella ed è segnato dal dolore della separazione. Il momento dell’incontro, poi, con quel pianto sconvolgente, toccante…». Insomma, vedremo un Al Bano commosso? «Non aspettatevi di vedermi piangere, i miei occhi le lacrime le rimandano indietro. Mio padre diceva: “Un uomo forte non deve piangere”». Ma l’occhio lucido ci scappa.