22 Dicembre 2014 | 11:18

Costantino Della Gherardesca torna a condurre «Boss in incognito»: l’intervista

Dieci «boss» di altrettante aziende italiane si camuffano e per una settimana vanno a lavorare fianco a fianco con i propri ignari dipendenti. Da questo confronto (filmato dalle telecamere) escono le dieci nuove puntate di «Boss in incognito», in partenza lunedì 22 dicembre su Raidue alle 21.10. Narratore del programma, Costantino della Gherardesca. Un «boss» […]

 di

Costantino Della Gherardesca torna a condurre «Boss in incognito»: l’intervista

Dieci «boss» di altrettante aziende italiane si camuffano e per una settimana vanno a lavorare fianco a fianco con i propri ignari dipendenti. Da questo confronto (filmato dalle telecamere) escono le dieci nuove puntate di «Boss in incognito», in partenza lunedì 22 dicembre su Raidue alle 21.10. Narratore del programma, Costantino della Gherardesca. Un «boss» […]

22 Dicembre 2014 | 11:18 di

Dieci «boss» di altrettante aziende italiane si camuffano e per una settimana vanno a lavorare fianco a fianco con i propri ignari dipendenti. Da questo confronto (filmato dalle telecamere) escono le dieci nuove puntate di «Boss in incognito», in partenza lunedì 22 dicembre su Raidue alle 21.10. Narratore del programma, Costantino della Gherardesca.

Un «boss» che si traveste lo fa per curiosità o per esibizionismo?
«Il boss si mette in incognito per passare inosservato in mezzo agli operai della sua azienda. Così scopre cose che altrimenti non saprebbe».

E se lo riconoscono?
«A volte, ahimè, cade la copertura. Allora il boss deve convincere chi l’ha scoperto a reggere il gioco. Per il bene di tutti. Perché, entrando in contatto con i dipendenti da “amico” e “apprendista”, il boss cerca di risolvere i loro problemi».

Il travestimento più riuscito?
«Ne vedremo delle belle: ragazzi  eleganti si trasformano in hipster barbuti e signore con il filo di perle diventano delle “malandrine” con jeans e trucco sfacciato».

Il problema maggiore di questi boss è l’articolo 18 o la crisi economica?
«È la mancanza di comunicazione con le persone che lavorano all’interno della propria azienda. Poi, ovviamente, anche la crisi economica ha un forte impatto».

Perché è stato definito un programma «sovversivo»?
«Perché il boss inizialmente è motivato da interessi personali, ma finisce per avvicinarsi ai dipendenti e ascoltarli».

Tre boss che vorrebbe vedere nel programma.
«Luca Cordero di Montezemolo, neopresidente di Alitalia: sicuramente risolverebbe la situazione. La stilista Miuccia Prada che va nelle sue fabbriche per scoprire i problemi degli operai. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano in mezzo ai poliziotti impegnati contro la mafia».

Perché non fare anche un «Operaio in incognito»?
«Perché solitamente sono i boss, i più ricchi, che tendono a perdere il contatto con la realtà».

Lei quanto è stato coinvolto dal programma?
«Be’, durante le riprese mi è uscita un’ernia. Ma è nulla in confronto ai danni fisici e ai batteri che mi regala “Pechino Express”!».

Ecco: nel 2015 tornerà a condurre «Pechino Express»?
«Eh, credo proprio di sì».