03 Dicembre 2014 | 09:00

Donnavventura, a passeggio per Gibilterra con il reportage di Lorena

di Lorena Antonioni Passeggiare per i tortuosi vicoli di Gibilterra è una piacevole sorpresa sebbene confonda le idee. Poche ore fa eravamo a Tarifa, tra surfer professionisti e intere vie dedicate agli amanti di questo sport. Qua svolto l’angolo e mi trovo di fronte una tipica cabina telefonica londinese, abitazioni dallo stile british dai colori […]

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Donnavventura, a passeggio per Gibilterra con il reportage di Lorena

di Lorena Antonioni Passeggiare per i tortuosi vicoli di Gibilterra è una piacevole sorpresa sebbene confonda le idee. Poche ore fa eravamo a Tarifa, tra surfer professionisti e intere vie dedicate agli amanti di questo sport. Qua svolto l’angolo e mi trovo di fronte una tipica cabina telefonica londinese, abitazioni dallo stile british dai colori […]

03 Dicembre 2014 | 09:00 di

di Lorena Antonioni

Passeggiare per i tortuosi vicoli di Gibilterra è una piacevole sorpresa sebbene confonda le idee. Poche ore fa eravamo a Tarifa, tra surfer professionisti e intere vie dedicate agli amanti di questo sport. Qua svolto l’angolo e mi trovo di fronte una tipica cabina telefonica londinese, abitazioni dallo stile british dai colori pastello e insegne rigorosamente in lingua inglese. Decine di bambini si riversano sulle stradine, tutti con la medesima divisa, i maschi in blu e bianco, le femmine in viola e bianco; ordinati e sorridenti raggiungono i genitori che li attendono fuori dalla scuola. Con i nostri pick up raggiungiamo il punto più meridionale di Gibilterra, l’Europa Point, dove sono situati alcuni dei simboli di questa particolare cittadina: la moschea Ibrahim-al-Ibrahim, il Santuario cattolico della Nostra Signora dell’Europa e il meraviglioso faro.

L’unicità di questo posto è proprio questo; la commistione di tradizioni e culture in uno spazio così ristretto. Sembra essere consuetudine qui dialogare in inglese e dopo qualche minuto rispondere in spagnolo, ordinare fish & chips nella piazza principale e ascoltare qualche parola in italiano. E le scimmie che ormai sono parte di questo luogo, giocano con i turisti e gli abitanti dicono di riconoscerle per nome.

Affascinata, confusa e felice lascio questo posto così contraddittorio con l’intenzione di tornarci.

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