07 Gennaio 2015 | 09:00

Donnavventura ad Agadir: Guardo dal basso all’alto e vedo con chiarezza!

Guardo in giù, sulla strada asfaltata, e vedo un uomo, letteralmente sdraiato, che pedala con le braccia, lui è Sergio Anfossi, e il suo mezzo è una handbike. Accostiamo le nostre auto e scendiamo a parlare con lui

 di Lorena Antonioni

Donnavventura ad Agadir: Guardo dal basso all’alto e vedo con chiarezza!

Guardo in giù, sulla strada asfaltata, e vedo un uomo, letteralmente sdraiato, che pedala con le braccia, lui è Sergio Anfossi, e il suo mezzo è una handbike. Accostiamo le nostre auto e scendiamo a parlare con lui

07 Gennaio 2015 | 09:00 di Lorena Antonioni

Mi sporgo dal finestrino della nostra auto e vedo una bandiera del Marocco, sostenuta da un’asticella, sventolare all’altezza del mio braccio.

Guardo in giù, sulla strada asfaltata, e vedo un uomo, letteralmente sdraiato, che pedala con le braccia, lui è Sergio Anfossi, e il suo mezzo è una handbike. Accostiamo le nostre auto e scendiamo a parlare con lui.

Scopro subito che è piemontese come me, che vive gran parte dell’anno qui, al caldo, per potersi allenare e che sin da piccolo aveva grandi sogni, uno tra i quali: vivere il deserto e le dune con le moto da enduro.

Cresciuto con il mito della Parigi-Dakar, nel 1993, aveva già organizzato il suo viaggio e comprato il biglietto quando un incidente sul lavoro l’ha reso paraplegico. Ma lui non ne voleva sapere di rinunciare a quel sogno, e la sua impresa voleva “farla in grande” e così è stato! Ha preso la sua tuta da enduro e si è spinto fino alle dune del deserto del Sahara in auto, poi è sceso e con solo la forza delle braccia si è trascinato sino alla vetta più alta.

Mentre lo racconta con il sorriso sulle labbra, io sento le lacrime bagnarmi gli occhi. È un onore ascoltare la storia di un uomo che nonostante le difficoltà, nonostante un impedimento fisico così estremo, abbia avuto la costanza e la forza di portare avanti un sogno, di superare i limiti, di seguire solamente ciò che sentiva.

Lo salutiamo e saliamo sulle macchine, il nostro hotel è vicino e noi siamo qui per scoprire i diversi volti di Agadir.

Un luogo dai mille volti, con le nuove costruzioni alberghiere, i resort di lusso, i locali fronte mare e le grandi catene di abbigliamento, questa città stupisce per la sua modernità e la sua atmosfera europea.

Agadir però non è solo questo, anzi, il suo mercato municipale può stupire i turisti capitati lì per caso, perché è una vera e propria esplosione di colori e profumi, racchiuso all’interno delle antiche mura.

Abbiamo fatto diverse così qui, conosciuto tante persone, ma per me, Agadir rimarrà indissolubilmente legato a quella bandierina rossa che sventola all’altezza del mio braccio, e all’immensa e incommensurabile forza di volontà di quel gran uomo che è Sergio.