22 Gennaio 2015 | 16:55

Donnavventura, il reportage di Lorena da Essaouira

Sono sul bastione Sqala du Port e da qui posso ammirare gli incredibili scorci di questa cittadina sull’oceano: Essaouira.

 di Lorena Antonioni

Donnavventura, il reportage di Lorena da Essaouira

Sono sul bastione Sqala du Port e da qui posso ammirare gli incredibili scorci di questa cittadina sull’oceano: Essaouira.

22 Gennaio 2015 | 16:55 di Lorena Antonioni

Chiudo gli occhi e lascio che questo senso di assoluta libertà mi pervada. Sono sul bastione Sqala du Port e da qui posso ammirare gli incredibili scorci di questa cittadina sull’oceano: Essaouira.

Meta di turisti incuriositi dalle leggende che vi aleggiano intorno, dai surfisti in cerca di onde perfette per essere cavalcate, o semplicemente di famiglie di paesi vicini che cercano un po’ di relax nella suggestiva spiaggia.

La mattina usciamo dalla medina e ci dirigiamo verso questa distesa infinita di sabbia, è presto e il tempo è brutto, ma nonostante ciò, io mi sento terribilmente bene.

Vorrei prendere uno di questi cavalli che ogni tanto vedo passare, e cavalcare sulla riva, sentendo l’aria fresca che mi scompiglia i capelli.

Qui incontro una coppia di francesi, Lionel e Joe, sono in viaggio con il camper e hanno in previsione di raggiungere la Mauritania entro aprile. Sono fidanzati da un po’ di tempo, non hanno perso però quella complicità del primo innamoramento, gli sguardi d’intesa, i gesti d’affetto e a tratti di gelosia che si vedono nelle coppie ai primi mesi.

È bello vederli insieme, mi fa sorridere. Non sono più dei ragazzini loro, ma d’altronde l’amore non è solo a vent’anni. Li salutiamo e continuiamo la nostra scoperta di Essaouira.

Con il suo porto punteggiato da piccole imbarcazioni blu, ormeggiate alla banchina che ondeggiano per via del mare mosso e la sua medina, così ricca di colori e negozietti di artigianato tipico e di donne pronte a decorare le mani con l’henne.

Sono solo le prime ore qui, ma è bastato scendere dal pick up e respirare i primi profumi di questa città perché la mia curiosità fosse stimolata!

Mi perdo nella medina, attorno al riad dove alloggiamo e resto attratta dal souq, dalle forme curiose degli oggetti, dalla particolarità delle loro lavorazioni, dai colori della pelle, mi fermo a parlare con gli artigiani del legno e con i commercianti delle varie botteghe…. Non voglio essere una turista, voglio sentirmi parte di questa città, entrare a contatto con la loro cultura e le loro tradizioni.

Basta poco, dopo qualche chiacchera chiunque ti invita a bere un thè sui comodi pouf di pelle; qui sembrano amare molto l’Italia, e non è raro incontrare persone che parlino correntemente la nostra lingua, o che addirittura vivano nel nostro paese.

Nonostante i giorni di pioggia, c’è una luce particolare che permea ogni vicolo, di un fascino incredibile.

L’arte è ovunque, nelle gallerie che espongono enormi tele dai colori vivaci, nei retrobottega dove i ragazzi sperimentano i tipici strumenti arabi prima di venderli; nella cura e nella passione dei pasticceri che decorano i loro dolci di mandorla.

È in un pomeriggio di pioggia che, grazie a Nora, chef d’eccezione, impariamo a fare i corni di gazzelle, dolcetti a forma di luna con un ripieno a base di mandorle e aroma d’arancio. Inutile dirlo, ma tutta la nostra dedizione nelle ore di preparazione ci autorizza ad assaggiare il risultato finale! E con umile modestia possiamo ritenerci soddisfatte, infondo è la prima volta!

Ma come non parlare dell’argania spinosa?... cosa?? Si, è proprio quello che stai pensando: ARGAN!

Il suo habitat specifico è compreso fra la regione di Essaouira e la regione di Goulimine, e noi non potevamo di certo fermarci ai negozietti che vendono i prodotti estetici e alimentari a base del prezioso olio. Ed è cosi che decidiamo di visitare una cooperativa di donne a circa 50 km da Essaouira. Decine di donne sedute sul pavimento, che con una piccola macina di pietra, spaccano il nocciolo. Ritmate e metodiche, ma l’imprevisto capita anche alle più esperte, e infatti non è raro vedere alcune di loro con le dita fasciate. Dal nocciolo tostato viene ricavato l’olio commestibile che viene usato a scopo alimentare o cosmetico per le sue innumerevoli proprietà. Solo ora, dopo aver seguito tutto il processo, capisco perché è così pregiato, dietro ad esso c’è una manodopera incredibile, basti pensare che per ottenere un litro d’olio sono necessari 100 kg di frutti maturi! Certo che dopo aver assistito al lavoro di questa incredibile squadra, comprare i prodotti della loro cooperativa ha un altro valore. Ogni volta che assaporerò il dolce sapore dell’amlou, una crema di mandorle, olio d’argan e miele, penserò a queste donne, sostegno della famiglia, che per anni e anni hanno svolto un mestiere così faticoso.

Curiosità ed entusiasmo, restare mi affascina, ma scoprire l’ignoto è una prospettiva troppo allettante e allora salgo su Africa, (il mio fido pick up) colui senza il quale niente di tutto ciò sarebbe stato possibile, e via…

Perché come diceva Robert Louis Stevenson: «Io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. La gran cosa è muoversi, sentire più acutamente il prurito della nostra vita, scendere da questo letto di piume della civiltà e sentirsi sotto i piedi il granito del globo».