30 Marzo 2013 | 23:58

Emma e Miguel Bosé raccontano a Sorrisi la nuova edizione serale di «Amici», al via il 6 aprile

Lui è il coach della squadra Blu, lei guiderà quella dei Bianchi. «Ma ci esibiremo sul palco» assicurano. «Magari in duetto. E coinvolgeremo pure Maria!»...

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Emma e Miguel Bosé raccontano a Sorrisi la nuova edizione serale di «Amici», al via il 6 aprile

Lui è il coach della squadra Blu, lei guiderà quella dei Bianchi. «Ma ci esibiremo sul palco» assicurano. «Magari in duetto. E coinvolgeremo pure Maria!»...

30 Marzo 2013 | 23:58 di

Lui è il coach della squadra Blu, lei guiderà quella dei Bianchi. «Ma ci esibiremo sul palco» assicurano. «Magari in duetto. E coinvolgeremo pure Maria!».

Miguel Bosé

Nel 2002 faceva il conduttore di «Operazione trionfo» su Italia 1. Ora torna in tv, ma con tutt’altro titolo: direttore artistico di «Amici»

Nuovo talent, nuovo ruolo.
«Sono un coach. Maria da tempo mi aveva lanciato l’esca per vedere se me la sentivo, io ho molta paura di fare il coach».

Che cosa la spaventa?
«Essere il giudice di ragazzi che ti mettono in mano le loro speranze. È una grossa responsabilità, non me la sentivo».

E ora se la sente?
«Gli anni sono passati, uno si fa grande, arriva la sicurezza, vanno via le paure. E poi l’anno scorso ho fatto il talent “La Voz Mexico” (la versione messicana di “The Voice of Italy”, in onda in questi giorni su Raidue, ndr) e ho capito tante cose».

Quindi stavolta ha accettato l’invito della De Filippi.
«Difficile dire di no a Maria quando ti propone qualcosa: oltre alla sua visione della tv e alla capacità di costruire cose efficaci, c’è sempre un grande rispetto per ogni persona, l’ho visto quando sono andato ospite a “C’è posta per te”».

Perché Maria ha voluto proprio lei?
«Secondo me ha visto che avevo la capacità di farlo. Queste formule si basano sui ragazzi, ma anche i coach devono avere “argomenti”».

Sarà più amico o più maestro?
«Inevitabilmente un’amicizia nasce, una parte emozionale viene fuori dal coinvolgimento stretto fra allievo e maestro».

E come maestro cosa insegnerà?
«La cosa bella di questi programmi è che trovi della gente che non devi assolutamente cambiare, ma devi potenziare e “ottimizzare”. Molti di questi ragazzi sono ignari delle loro dimensione».

La sua dimensione, invece, è quella di una popstar: oltre 20 milioni di dischi venduti nel mondo.
«I ragazzi devono capire che questo è un concorso, ci saranno delle perdite per strada, ma qui hanno la possibilità di essere in vetrina e dimostrare la loro crescita. Io lotterò per il loro atteggiamento, una carriera si può fare se uno ha l’atteggiamento giusto».

Qual è l’atteggiamento giusto?
«Lavoro, lavoro, lavoro e lavoro».

Lei ha iniziato a cantare a 18 anni: allora i talent non esistevano.
«A me i talent piacciono, tutto quello che riguarda la musica è salutare, premi, festival, concerti. Visto che oggi le case discografiche non hanno più soldi…».

I ragazzi del 2013 cosa sanno di Miguel Bosé, un ragazzo del ’56?
«Se sei nella musica e ti piacciono gli “oldies” conosci anche Miguel. E comunque tutti loro hanno delle mamme, delle zie e nell’infanzia saranno stati accompagnati da una colonna sonora con qualche “momento Miguel Bosé”».

Farà cantare qualche suo pezzo?
«A priori no».

Lei canterà?
«Canterò con loro, con Emma, con Maria…».

Emma

Tre anni fa era una semplice allieva di «Amici», poi ha vinto quell’edizione e l’anno scorso è stata fra i concorrenti «Big». Ora è caposquadra dei Bianchi. Del talent ha fatto tutti i gradini. Ovviamente in ascesa.

Nessun dubbio quando le hanno proposto questo ruolo?
«Io non ho mai dubbi su Maria, quando mi propone una cosa mi fido completamente, come una bambina alle prime armi».

E ha accettato senza indugi.
«Ho sempre bisogno di fare delle cose per sentirmi viva e questo lo riverso anche nella musica. La vita è una sola e me la godo».

Perché Maria De Filippi ha scelto proprio lei?
«Perché è pazza, è una matta. Io ogni volta le chiedo: “Sei sempre convinta? Guarda che puoi ancora trovare qualcun altro…”».

Invece è proprio convinta.
«Ha molta stima di me EMMA e questa cosa mi rende orgogliosissima. Io so di poterle dare ancora tanto».

Come ci si sente a sedere dall’altra parte del banco di «Amici»?
«Io non mi sento dall’altra parte, è come se avessi la tuta bianca dei miei ragazzi, non sarò né direttore né giudice. Anzi, sarò sottoposta a un doppio giudizio, perché se ragazzi non faranno bene qualcosa sarà per colpa mia».

Più maestra o più amica?
«Io sono per i rapporti paritari, il che non significa che se ci saranno delle cose che non andranno bene non li bacchetterò. Un po’ di esperienza l’ho fatta. Certo, non ho l’esperienza di Bosé…».

Tra lei e Miguel Bosé ci sono quasi 30 anni di differenza.
«Non lo conosco benissimo, sicuramente siamo un po’ all’opposto: 30 anni di carriera contro tre miseri anni di prime esperienze…».

Farà cantare qualche suo brano?
«Sì, se me lo chiederanno. I brani li sceglieremo insieme. Io non sono nessuno per dire: “‘Questo non lo canti”. Devono sentirsi liberi di esprimersi».

Lei canterà?
«Certo».

È più importante lo spirito di squadra o la voglia di emergere?
«Sicuramente il vincitore è uno, ma lo spirito di squadra è fondamentale. Perché le squadre sono due. Un po’ di sano altruismo rende la tua squadra più forte e così in tanti arrivano alla fine».

Cosa serve per vincere «Amici»?
«Ognuno di noi ha un destino, io credo che ci sia sempre un predestinato. Però è necessario avere passione, tenere duro, mettere cura e rispetto in ogni cosa».

Dodicesima edizione: perché «Amici» resiste dopo tanti anni?
«Perché la mente che l’ha partorito (Maria, ndr) ascolta e sa quello che il pubblico vuole. E si è circondata di persone all’altezza e professionali».