11 Marzo 2013 | 12:51

Gerry Scotti, per «The Money Drop» sto cercando proprio te!

Benvenuti nell’incredibile mondo di «The Money Drop» o, meglio, nell’albergo del centro di Milano dove Gerry Scotti e i suoi autori stanno scegliendo i concorrenti della seconda edizione del gioco preserale al via l’11 marzo.

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Gerry Scotti, per «The Money Drop» sto cercando proprio te!

Benvenuti nell’incredibile mondo di «The Money Drop» o, meglio, nell’albergo del centro di Milano dove Gerry Scotti e i suoi autori stanno scegliendo i concorrenti della seconda edizione del gioco preserale al via l’11 marzo.

11 Marzo 2013 | 12:51 di

Ci sono marito e moglie capitreno che non s’incontrano mai perché su ogni convoglio può starcene solo uno; le inseparabili amiche motocicliste; la suocera cartomante con il genero finanziere; due timidissimi cantanti di liscio. E due vigili urbani che temono rappresaglie: «Ci odiano tutti. Sicuramente ci darete la domanda più difficile!». Insuperabile un ingegnere scozzese, accompagnato dal cognato italiano, che sembra il sosia in versione celtica di Gerry Scotti. Ha scelto di vivere in Italia perché non ne poteva più della pioggia e perché «un Paese in cui si può parcheggiare sul marciapiede è un posto fantastico».

Benvenuti nell’incredibile mondo di «The Money Drop» o, meglio, nell’albergo del centro di Milano dove Gerry Scotti e i suoi autori stanno scegliendo i concorrenti della seconda edizione del gioco preserale al via l’11 marzo. I candidati non si aspettano di trovarselo di fronte e qualcuno di loro nel vederlo sobbalza. Una signora getta la maschera: «Voglio giocare perché tu sei la mia grande passione, Gerry!».

Madre e figlia, armate di fotocamera digitale, si immortalano con lui a futura memoria. Gerry ci sa proprio fare: gigioneggia, fraternizza, provoca, mette alla prova i suoi futuri compagni di viaggio. «Quest’anno è tutto più facile: la gente conosce il gioco, non dobbiamo spiegare nulla» racconta. E aggiunge: «Chi è il concorrente ideale? Lo scaltro, il disincantato, quello che vive l’esperienza per quello che è, un gioco, senza lasciarsi prendere dal panico di maneggiare soldi veri. Sicuramente è avvantaggiato su chi, vedendo un milione di euro in contanti, va nel pallone e finisce per commettere delle sciocchezze».

Una cosa, in particolare, sta a cuore a Scotti: «Voglio che la gente capisca che tutti possono partecipare al mio programma. Non occorre necessariamente essere geni o avere due lauree. Anche le persone più umili, anche quelle che non hanno chissà quali titoli, possono farcela benissimo. È un treno che passa e dentro c’è un milione di euro. Ci vogliono sangue freddo e istinto, cultura generale e fortuna».

Il format è basato su quello di «The Million Pound Drop Live», trasmesso con successo in oltre 30 Paesi in tutto il mondo. «Sicuramente piace la dinamica del rapporto a due, lo spostamento fisico del denaro e, soprattutto, il fatto che il milione di euro sia materialmente presente in studio (suddiviso in 40 blocchetti da 25.000 euro, ndr). Anzi, per contratto all’inizio del gioco quel denaro appartiene ai concorrenti.Tutti loro, alla fine, possono dire di essere stati per qualche minuto milionari: a quanta gente è capitato di avere avuto un milione in contanti davanti agli occhi? Comunque i più bravi a realizzare “The Money Drop” siamo noi italiani, fidatevi. Ho visto altre edizioni e alcune sono davvero noiose. Se “The Money Drop” sarà longevo come “Chi vuol essere milionario”, che ho condotto per oltre 2.500 puntate? Difficile prevederlo. A me per adesso basterebbe poterlo prolungare fino a luglio. In questi tempi di “spending review” sarebbe già un ottimo risultato!».