19 Gennaio 2013 | 16:14

Gerry Scotti racconta a Sorrisi la sua vita da giurato di «Italia’s got talent»

Gerry, dopo aver condotto «The winner is...» torna a sedersi dietro il tavolo della giuria di «Italia’s got talent». Insomma, ci sta prendendo gusto, con i talent show: «La tv, si sa, va a ondate. E negli ultimi tre o quattro anni sono stati una tendenza forte e costante. Neanch’io avrei mai detto di trovarmi così a mio agio nel ruolo di giurato. Credo che Maria De Filippi possa dire lo stesso»...

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Gerry Scotti racconta a Sorrisi la sua vita da giurato di «Italia’s got talent»

Gerry, dopo aver condotto «The winner is...» torna a sedersi dietro il tavolo della giuria di «Italia’s got talent». Insomma, ci sta prendendo gusto, con i talent show: «La tv, si sa, va a ondate. E negli ultimi tre o quattro anni sono stati una tendenza forte e costante. Neanch’io avrei mai detto di trovarmi così a mio agio nel ruolo di giurato. Credo che Maria De Filippi possa dire lo stesso»...

19 Gennaio 2013 | 16:14 di

Gerry, dopo aver condotto «The winner is…» torna a sedersi dietro il tavolo della giuria di «Italia’s got talent». Insomma, ci sta prendendo gusto, con i talent show…
«La tv, si sa, va a ondate. E negli ultimi tre o quattro anni sono stati una tendenza forte e costante. Neanch’io avrei mai detto di trovarmi così a mio agio nel ruolo di giurato. Credo che Maria De Filippi possa dire lo stesso. In “Italia’s got talent” io avrei dovuto condurre e Maria neppure voleva comparire in onda. Poi nella “puntata pilota” ci siamo seduti dietro il banco dei giurati e non ci siamo più alzati. È un ruolo strano, lo detesti o te ne innamori».

E lei se ne è innamorato.
«Sì. Perché non devi interpretare un ruolo. Puoi essere te stesso, con la tua storia e la tua personalità. Ma va detto: i giudici di “Italia’s got talent” sono diversi da tutti gli altri».

E perché mai?
«Non abbiamo copione, è tutto improvvisato. Noi stessi non sappiamo nulla dei concorrenti che ci troviamo davanti».

Mentre altrove…
«Non mi piace parlare degli altri programmi ma la mia esperienza mi dice che altrove si stabiliscono dei ruoli tra i giurati e in qualche modo si costruisce una sorta di sceneggiatura intorno a loro e ai concorrenti. Io posso prendermi il lusso di andare lì ed essere semplicemente Gerry Scotti».

Qualcuno su Internet ha scritto che lei ha la lacrima facile.
«Sono le cose che girano sui blog. Vediamola dal punto di vista statistico: in qualità di giurato ho pianto tre volte in quattro anni e nelle audizioni di questa nuova edizione mi è successo una volta. Direi che sono nella perfetta media di un uomo di 56 anni che abbia un cuore. Se invece la mettiamo sul piano umano, allora io non mi vergogno affatto di commuovermi ancora e non intendo giustificarmi per questo. Anzi, sono grato a chi riesce a toccarmi così nel profondo. Quest’anno temevo il contrario: di non essere più capace di emozionarmi, di essere assuefatto al ruolo».

Quattro anni di talent avranno cambiato il suo modo di giudicare, però.
«Tutti noi di “Italia’s got talent” siamo diventati un po’ più rigidi con i furbi e con i ruffiani. Molti aspiranti concorrenti hanno imparato a conoscerci e arrivano con un piano per fare colpo su di noi. Preferisco i personaggi umili, introversi».

Si stancherà mai di stare in giuria?
«Io e Maria facciamo i salti mortali per continuare, pur tra i mille impegni televisivi che dobbiamo portare avanti. Siamo innamorati del programma nel vero senso della parola. Ma un anno o l’altro anche la giuria cambierà. Come tutto».

E chi potrebbe prendere il vostro posto?
«È un’idea troppo lontana, non ci ho mai pensato. Magari Piero Chiambretti, che è un po’ una sintesi di me, Maria e Zerbi. Oppure Geppi Cucciari».

E tra i giurati degli altri talent?
«Continua a piacermi Simona Ventura. Lei “è” la Ventura, non “fa” la Ventura. Da noi devi sapere rappresentare il pubblico, interpretarne la curiosità e la sensibilità. Non puoi essere come quelli di “MasterChef” e dire: “Quel che hai preparato mi fa schifo”».

Come sta andando la preparazione di «Paperissima»?
«Bene, andremo in onda dopo Sanremo. Ci stiamo lavorando da mesi, ogni volta è come girare un kolossal di Hollywood».

A marzo tornerà «The Money Drop».
«Sì. L’idea è quella di andare avanti per due o tre mesi e poi preparare un altro gioco preserale».

Inedito?
«Ci sono dei format interessanti, ma non escludo nulla. Sto pensando anche al “Milionario” con una nuova formula, a riprendere “Uno contro cento” (che nel 2007 e nel 2008 aveva condotto Amadeus, ndr). E resto convinto che la ruota finale di “Passaparola” sia irresistibile. Ci stiamo pensando».

È sempre convinto di restare in onda anche a luglio?
«L’ho promesso sulle pagine di Sorrisi e lo confermo. La tv non può continuare a chiudere per ferie in estate, quando in tanti hanno più bisogno di compagnia. Ma non dipende solo da me, Mediaset deve essere d’accordo».