14 Settembre 2013 | 06:10

Gerry Scotti su Italia’s Got Talent: Noi tre giurati siamo come la Nutella…

«Cinque anni e non sentirli: non mi sembra vero. Ognuno di noi continua a lavorare alle sue cose, fa la sua vita, e quando ci ritroviamo seduti dietro a quel tavolo ci guardiamo in faccia e sembra che ci siamo lasciati il giorno prima».

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Gerry Scotti su Italia’s Got Talent: Noi tre giurati siamo come la Nutella…

«Cinque anni e non sentirli: non mi sembra vero. Ognuno di noi continua a lavorare alle sue cose, fa la sua vita, e quando ci ritroviamo seduti dietro a quel tavolo ci guardiamo in faccia e sembra che ci siamo lasciati il giorno prima».

Foto: Foto Virginia Farneti / LaPresse 20-12-2011 Roma Italia's Got Talent - I giudici

14 Settembre 2013 | 06:10 di

«Cinque anni e non sentirli: non mi sembra vero. Ognuno di noi continua a lavorare alle sue cose, fa la sua vita, e quando ci ritroviamo seduti dietro a quel tavolo ci guardiamo in faccia e sembra che ci siamo lasciati il giorno prima».

Come sarà il «giurato Gerry anno quinto»?
«Esattamente come è Gerry nella vita: scherzo, divento serio, mi commuovo, mi diverto… Noi non ci siamo mai dati dei ruoli, contrariamente a quello che succede in altri talent, dove i giurati vengono “istruiti” dagli autori. Nel nostro caso, tra me, Maria e Rudy c’è stata subito una chimica che non si può spiegare. Come quando è nata la Nutella!».

La prima cosa che nota di un concorrente?
«Se corteggia la benevolenza della giuria e del pubblico mi dà fastidio. Se invece è imbarazzato, come sarei io al suo posto, allora scatta la solidarietà».

L’errore che un concorrente non deve commettere?
«Cercare di fare il brillante più di me, o il severo più di Rudy, o il nazional popolare più di Maria: questo non serve. Anzi. Siate voi stessi!».

Cosa pensa quando arrivano personaggi improbabili?
«Tanti sono veramente convinti di essere bravi, al punto che fino a metà esibizione noi pensiamo che scherzino. Invece poi, quando se ne vanno con tre no, si lamentano e non si capacitano. È dura far loro capire che non hanno talento. E io, Rudy e Maria ci prendiamo spesso dei “cornuti”».

Cosa succede tra voi giurati dietro le quinte?
«Durante le audizioni stiamo seduti per ore, alzandoci solo per fare la pipì. Tra un concorrente e l’altro abbiamo appena il tempo di fare un commento, o di prenderci in giro per il giudizio dato. Il primo giorno, dopo quattro concorrenti sono riuscito a chiedere a Maria dove fosse andata al mare quest’estate. E lei dopo, altri sei concorrenti, mi ha risposto e mi ha chiesto se vado al matrimonio di Belen…».

Quali esibizioni preferisce?
«Quelle familiari. Mi piace che un genitore sia riuscito a trasmettere la propria passione a un figlio. Io ci sono riuscito solo con il Milan. Tu pensa se mi veniva interista…».

Cosa la annoia invece?
«Maria conduce il più grande programma per ragazzi di talento: “Amici”. Io conduco “Io canto”. E allora ragazzi o bambini molto bravi a cantare che ci stanno a fare sul palco di “Italia’s Got Talent”?».

Si metterà ancora in gioco?
«Certo. Quando ci sono specialità a cui non resisto mi lancio. L’ho fatto con il biliardo. O con gli aeroplanini telecomandati. Ma ognuno di noi tre si mette in gioco a modo suo. Vorremmo che Rudy, per esempio, si cimentasse di più nelle cose pericolose… ma è restio. Maria invece ha paura di cose tipo il fachiro o il mangiatore di coltelli, ma se le metti una tarantola sulla mano non fa una piega».

Il talento di Gerry?
«L’ottimismo. Che nella vita aiuta sempre».

Se salisse su quel palco?
«Canterei “Diamante” di Zucchero con la certezza, se non di vincere, di arrivare almeno in finale!».

Qual è il segreto di «Italia’s Got Talent»?
«Ci divertiamo. Questo è il vero segreto. Per noi tre è una camera di decompressione per quello che facciamo durante l’anno. Per l’Italia, almeno qui, un sorriso e una lacrima di emozione ci scappano».