14 Settembre 2013 | 06:14

Maria De Filippi su Italia’s Got Talent: Largo alla fantasia e non siate presuntuosi

«Non credo al detto che nella vita non si cambia. Penso che le esperienze ci trasformino un po’ alla volta. E quindi quest’anno sarò un giurato un po’ diverso».

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Maria De Filippi su Italia’s Got Talent: Largo alla fantasia e non siate presuntuosi

«Non credo al detto che nella vita non si cambia. Penso che le esperienze ci trasformino un po’ alla volta. E quindi quest’anno sarò un giurato un po’ diverso».

14 Settembre 2013 | 06:14 di

«Non credo al detto che nella vita non si cambia. Penso che le esperienze ci trasformino un po’ alla volta. E quindi quest’anno sarò un giurato un po’ diverso».

Come è cambiato il suo modo di giudicare?
«Quello non è cambiato nel profondo. Faccio passare sempre il talento fantasioso e creativo, premio l’idea semplice ed efficace. Invece non mi riesce di promuovere il presuntuoso».

Allora è la presunzione l’errore che i concorrenti devono evitare…
«Sì. E allo stesso tempo l’errore dei giurati è quello di ergersi a tecnici quando tecnici non sono. La bellezza di “Italia’s Got Talent” è che è aperto a tutto e a tutti: può vincere l’imbianchino o l’uomo-bandiera e un giurato non può essere onnisciente. Quello che mi piace di questo programma è che non necessariamente vincono le solite discipline e chiunque, pur facendo un altro lavoro nella vita per mantenere la famiglia, può esprimere un talento di qualsiasi genere, che senta di avere».

Come è nato il tris di giurati?
«Assolutamente per caso. Avevo deciso di produrre questo format perché mi piaceva, e abbiamo fatto un “numero zero”. Rudy lavorava con me ad “Amici” e gli ho chiesto la cortesia di sedersi al tavolo della giuria. Gerry l’ho coinvolto io, e c’erano due possibilità: in una lui era il conduttore, in un’altra era il giurato. Abbiamo scelto la seconda opzione. Io non avrei dovuto nemmeno essere lì. Invece poi mi sono seduta a quel tavolo e… è nata la giuria».

Come sono i suoi colleghi?
«Gerry è l’unico insieme al quale ho condotto un programma tv, ed era proprio una serata dei “Telegatti”. Sono sempre andata d’accordo con lui, perché è uno che si mette a disposizione del programma. In “Italia’s Got Talent” esce fuori un suo aspetto che non conoscevo: è un gran battutista e quando si lascia andare diventa irresistibile. Rudy, contrariamente a quello che dicono, non è cattivo né severo… piuttosto è un giudice attento».

La prima cosa che nota quando un concorrente sale sul palco?
«Lo sguardo. È una cosa che faccio sempre: guardo subito tutti negli occhi».

Quali sono le esibizioni che preferisce?
«I mimi, chi sa disegnare… tutto quello che non so fare io. Le piccole idee mi piacciono tanto, così come le performance sportive importanti».

Cosa la annoia invece?
«Non impazzisco per il canto perché di “Italia’s Got Talent” amo proprio l’aspetto originale. Poi certo, se uno è un bravo cantante lo faccio passare».

Il suo talento nella vita?
«Saper stare zitta piuttosto che dire banalità, il capire di non dover parlare per forza».

Se salisse su quel palco, che tipo di esibizione farebbe?
«Potrei giocare al videogioco “Zelda”».

Qual è il segreto di «Italia’s got talent»?
«Una giuria che non litiga, una grande varietà di esibizioni, un montaggio che non annoia. Il “fritto misto”, insomma. È un programma scacciapensieri che piace in modo trasversale ai bambini e agli adulti. Ogni esibizione dura tre minuti: se ti annoia finisce presto, e subito dopo ce n’è un’altra diversa. Il rischio di essere monotematici in tv è che se una cosa non ti piace, cambi canale. Nel nostro caso, le esibizioni sono così varie che non ti puoi proprio annoiare».

Cosa ci aspetta?
«Talenti straordinari, che fanno cose che non avevo mai visto prima in vita mia. Molte più esibizioni all’aperto, sempre più spettacolari. Cerchiamo continuamente di dare qualcosa di più al pubblico che ci segue».