Home TvReality e talentRudy Zerbi su Italia’s Got Talent: I miei no? Quest’anno sarò ancora più severo!

14 Settembre 2013 | 06:13

Rudy Zerbi su Italia’s Got Talent: I miei no? Quest’anno sarò ancora più severo!

«Quest’anno mi succede qualcosa di strano: è come se avessi un rinnovato entusiasmo. I talenti sono talmente straordinari che hanno un effetto sorprendente».

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Rudy Zerbi su Italia’s Got Talent: I miei no? Quest’anno sarò ancora più severo!

«Quest’anno mi succede qualcosa di strano: è come se avessi un rinnovato entusiasmo. I talenti sono talmente straordinari che hanno un effetto sorprendente».

14 Settembre 2013 | 06:13 di Redazione

«Quest’anno mi succede qualcosa di strano: è come se avessi un rinnovato entusiasmo. I talenti sono talmente straordinari che hanno un effetto sorprendente».

Sarà ancora «il No più veloce del west»?
«Certo! Sarà che sto crescendo ma… dirò ancora più no!».

Invecchiando si diventa più buoni e generosi, in genere
«E invece chi mi ha inventato non mi ha messo dentro nemmeno un goccio di bontà! Seriamente, in questa edizione sarò più severo, ma sento la responsabilità dei no e mi impegno a motivarli. Perché al di là della battuta facile, penso che spiegare i motivi di un no sia utile per chi lo incassa».

Cosa nota subito di un concorrente?
«Appena sale sul palco cerco di indovinare l’esibizione che farà. È un retaggio della mia famiglia di albergatori. Da sempre, quando un nuovo cliente entra, cerco subito di capire la nazionalità, che tipo di persona è… E lo stesso faccio con i concorrenti».

Indovina?
«No. Ne azzecco in media tre su dieci. Ma risentiamoci a “Italia’s Got Talent 20”. Magari la percentuale sarà salita…».

Che consiglio dà ai concorrenti?
«Avere talento significa essere unici. Questa frase me la farò tatuare sulla testa, che lì c’è spazio… Io penso che ognuno di loro, già solo per il fatto di essere venuto su quel palco a mettersi in gioco, sia speciale rispetto a tutti quelli che non hanno avuto il coraggio di farlo. E per questo mi piacerebbe che i concorrenti affrontassero con un po’ più di coraggio il momento della presentazione, che è importante tanto quanto quello dell’esibizione. A noi piace scoprire il mondo interiore di chi abbiamo davanti».

Si fa influenzare dal giudizio del pubblico?
«Per carità! Anzi, più il pubblico mi viene contro, più io mi impunto. Sembro il vecchietto acido del “Muppet’s Show”! Io ho grande stima del giudizio del pubblico, ma vado per la mia strada. Anche perché tanto sono sempre quello antipatico, brutto e cattivo…».

Che tipo di esibizioni preferisce?
«Mi piacciono i comici. Quando c’è un talento comico vero, impazzisco».

Quelle che la annoiano?
«L’hip hop. In realtà io amo l’hip hop, il fatto è che è diventato come il sushi: tutti lo fanno. Ma quello vero lo sanno ballare solo in pochi perché è una disciplina difficilissima».

Si metterà in gioco?
«Se me lo chiedessero, perché no? Ma sono tutti più portati a coinvolgere lo zio Gerry. E a me chiedono di partecipare solo alle cose più pericolose!».

Qual è il suo talento?
«Fare il papà, almeno lo spero, e vedere sempre il bicchiere mezzo pieno».

Se dovesse salire sul palco cosa farebbe?
«Cucinerei uova strapazzate: sono convinto che le mie siano le migliori d’Italia».

Qual è il segreto di questo show?
«Su quelle tre sedie incarniamo lo spirito delle famiglie che ci guardano da casa. C’è la mamma saggia e seria coma Maria, c’è il papà buono come Gerry e poi… c’è la pecora nera, che sono io!».