04 Maggio 2013 | 10:05

Luca Argentero, l’intervista al giudice di «Amici»: «Non sono perfetto ma ci arrivo vicino»

Sogna di stare tutta la vita con la stessa donna. È sempre gentile, educatissimo e disponibil. Però perde le staffe davanti alla maleducazione e al disservizio. E di Maria De Filippi dice: «Più la conosco e più sono colpito dalla semplicità con cui gestisce un apparato così complesso»...

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Luca Argentero, l’intervista al giudice di «Amici»: «Non sono perfetto ma ci arrivo vicino»

Sogna di stare tutta la vita con la stessa donna. È sempre gentile, educatissimo e disponibil. Però perde le staffe davanti alla maleducazione e al disservizio. E di Maria De Filippi dice: «Più la conosco e più sono colpito dalla semplicità con cui gestisce un apparato così complesso»...

Foto: © Massimo Sestini

04 Maggio 2013 | 10:05 di

Se raccontassi alle mie amiche di essere stata in una stanza d’albergo da sola con Luca Argentero mi direbbero che non è il solito calo di pressione, ma che questa volta devo farmi vedere da un medico (bravo). E invece… Ora vi spiego.

Raggiungo Luca a Bolzano, sul set della nuova commedia di Luca Miniero. Dopo una giornata di riprese sotto un sole che nemmeno ad agosto, ci incontriamo in albergo. Luca è in piedi dall’alba, stanchissimo, accaldato. L’idea di uscire per fare qualche foto lo attira come una ragazzino impreparato a raggiungere la cattedra per l’interrogazione. Ma dopo pochi minuti di resistenza ritrova l’aplomb sabaudo che, scoprirò, fa parte del suo Dna. Quindi, saliamo in camera con due valigie zeppe di abiti Gucci.

Ed è lì che, mentre il fotografo armeggia con le luci, lui resta in boxer, per indossare in pochi minuti una camicia bianca, pantalone blu e quel suo sorriso che ferma le ragazze per strada, come scopriremo tra poco. E ne approfitto per parlare della sua esperienza ad «Amici».

Come sta andando?
«Pensavo fosse più semplice, invece la responsabilità è enorme. Il futuro di questi ragazzi in parte dipende da te».

Lei, poi, è stato concorrente del «Grande Fratello», sa cosa si prova…
«Ma le aspettative erano diverse. Io credevo che avrei fatto qualche serata e sarebbe finita lì. Per loro invece questo è “il sogno”, e ci mettono tutto l’impegno possibile».

Per questo nei suoi giudizi è sempre buono?
«Lo sono perché il livello delle performance è altissimo».

Ma lei se ne intende di musica, ballo, canto?
«Tecnicamente no, ma capisco se una persona trasmette emozioni. E poi non spetta a me dare un giudizio tecnico, per quello ci sono i coach. Io valuto l’esibizione».

Conosceva già Maria?
«Ero stato ospite a “C’è posta per te”. Ora, più la conosco e più sono colpito dalla semplicità con cui gestisce un apparato così complesso. Non sale mai sul piedistallo, mette tutti a proprio agio».

Massimo Sestini, il fotografo, è pronto. Raggiungiamo l’uscita e non riusciamo a fare più di 20 passi consecutivi senza che signore e ragazzine armate di iPhone fermino Luca. Una scolaresca in gita lo intercetta e tornano alla memoria le fan dei Beatles. Un’elegante signora in bici quasi finisce in un’aiuola. E perfino l’austerità di una mamma tedesca vacilla davanti al fascino dell’attore che, con tutti, sorride, si ferma, saluta e si sottopone a scatti e abbracci con gentilezza rara.

Ma lei non perde mai il suo aplomb sabaudo?
«Guardi che io sono un tormento! La mia apparente serenità è frutto di una riflessione. Se mi guardo attorno e penso che ho una moglie, una casa, un lavoro che amo, non posso certo permettermi di essere triste, arrabbiato, scostante».

Ci sarà pur qualcosa che le fa perdere la pazienza…
«La maleducazione, mi fa diventare una iena! E il disservizio: sono il tipo che a uno sportello non perdona. La scortesia in un negozio… Per me il detto “piemontese falso e cortese” ha un’accezione positiva».

Può spiegarci meglio?
«La forma è importantissima. Se tu per primo non sei efficiente, educato e gentile perché dovrebbero esserlo gli altri o chi ti rappresenta nelle istituzioni? Il cambiamento parte da ciascuno di noi».

Rientriamo in stanza, Luca inizia a riporre ordinatamente gli abiti nelle buste. Intanto squilla il telefono, è la moglie Myriam. Il tono si fa tenero e chiude con un «Ti chiamo appena finito, amore mio». Più lo osservo e più mi convinco che se non è l’uomo perfetto, ci va molto, molto vicino.

Mi dica che almeno anche lei lascia i calzini per casa!
«Ma certo, a casa mi rilasso, sprofondo sul divano con i piedi sul tavolino. Mia moglie e io siamo tipi semplici. Lei viene a letto con la maschera di bellezza che sembra Tutankhamon e io con la canotta. Stiamo insieme da dieci anni, siamo più attenti ad altre cose».

Quali sono queste cose?
«La comunicazione, il dialogo, la seduzione…».

Con la maschera sul viso?
«Guardi che quando mia moglie decide di sedurre, seduce! E anche io se decido che è la serata giusta…».

Gran sfoggio di intimo?
«Non io! Ma apprezzo moltissimo se viene sfoggiato».

Lei è sempre stato così o lo è perché è innamorato?
«Sono così perché Myriam mi ha reso migliore. Per le donne, noi uomini siamo superficiali, chiusi e insensibili. Lei mi aiuta a non esserlo».

Immagino, però, non le mancheranno le occasioni.
«Sono stato single fino a 25 anni e, mi creda, mi sono divertito parecchio! So cosa c’è lì fuori e non mi interessa, preferisco condividere la vita con la persona che amo. Affrontare la vita in coppia è più facile. E poi il quarantenne che fa ancora serata in discoteca mi fa tristezza».

Si è fatto tardissimo. Ci salutiamo. Da vero gentiluomo, mi porta le borse in ascensore.