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22 Luglio 2013 | 05:52

Max Pezzali racconta su Italia 1 come nascono i tormentoni

In «Nord Sud Ovest Est» Pezzali gira l’Italia per raccontare in cinque serate la storia di 12 canzoni che negli ultimi 30 hanno rinfrescato le nostre estati...

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Max Pezzali racconta su Italia 1 come nascono i tormentoni

In «Nord Sud Ovest Est» Pezzali gira l’Italia per raccontare in cinque serate la storia di 12 canzoni che negli ultimi 30 hanno rinfrescato le nostre estati...

22 Luglio 2013 | 05:52 di Redazione

A Max Pezzali la tv inizia a piacere, e non poco. Anche se si schermisce («Faccio solo cose che abbiano attinenza con il mio lavoro e le mie passioni»), le occasioni per ritrovare in video l’ex voce degli 883, con la sua curiosità e una certa attitudine affabulatoria, si stanno moltiplicando. Dal lunedì 22 luglio 2013 lo vediamo in prima serata su Italia 1 con «Nord Sud Ovest Est – Tormentoni on the road»: a bordo di un furgoncino Duplo, gira l’Italia per raccontare in cinque serate la storia di 12 canzoni che negli ultimi trent’anni hanno rinfrescato le estati degli italiani. I tormentoni della prima puntata sono «Vamos a la playa» dei Righeira (1983), «Easy Lady» di Spagna (1986), «Sotto questo sole» di Paolo Belli (1990) e «Lascia che io sia» di Nek (2005). Con Pezzali viaggiano Jake La Furia dei Club Dogo e Paola Iezzi.

Max, quali brani hanno le carte in regola per diventare tormentoni?
«Si devono verificare più condizioni, anche di natura “storica” e ambientale. Esistono alcune apparenti regole di base ma, quando ti sembra di individuarle, ecco che subito spunta l’eccezione».

Anche noi di Sorrisi cerchiamo ogni anno di indovinare il brano che dominerà la stagione estiva. Lei ci riesce?
«Ma sì, ho orecchio. Una volta bastava andare dietro le quinte del “Festivalbar” e sentire la folla in piazza: era la migliore cartina di tornasole. Oggi identifico una rosa di 3 – 4 pezzi e poi scelgo.
Quest’anno vedo bene i Daft Punk con “Get Lucky”».

A proposito di orecchio: come mai non è ancora tra i giudici di «X Factor»?
«Ci sono stati contatti informali, ma ho detto no. Non ho la necessaria competenza…».

Non faccia il modesto…
«Dico davvero: mi appassiono ai pezzi più che alla tecnica, che invece nei talent conta molto e va giudicata in modo appropriato, come fa Elio. Se lei mi parla di Dionne Warwick, per esempio, posso riconoscere che ha una voce straordinaria, ma mi appassiona meno dei Ramones, che magari cantano malissimo, ma per me hanno tanto da dire».

Eppure lei sarebbe un ottimo giudice.
«No, mi creda. Il 90 per cento degli interpreti in gara “rischia” di avere una vocalità migliore della mia. Sarei in imbarazzo…».

Intanto si gode il successo di «Max 20» con un inedito molto pezzaliano, «L’universo tranne noi», e la partecipazione di gente come Claudio Baglioni, Cesare Cremonini, Jovanotti…
«Il mio album è un “best of”, ma con cinque inediti: è un’operazione onesta, proiettata nel futuro. E non le dico la soddisfazione nel sentire le più grandi voci della musica italiana alle prese con i miei pezzi storici».

Di recente è uscita un’indiscrezione secondo cui nel 2014, dopo un album di inediti, si sarebbe ritirato.
«Chiariamo: l’anno prossimo inciderò l’ultimo cd con la mia attuale casa discografica. Poi, si vedrà. Il mio è un lavoro che può finire in qualsiasi momento, se il pubblico ti dimentica. Ora le cose vanno bene, ma non è detto che debba stare sempre sul palco solo perché sono noto. Potrei fare anche altro».

Per esempio?
«Il collaudatore di moto, oppure l’autore per altri artisti, se avrò l’estro giusto».

Insomma, non la vedremo a «I migliori anni» con Carlo Conti.
«Non farò mai il patetico, andando in tv a cantare la stessa canzone per 50 anni».

Con Mauro Repetto, l’altro membro degli 883, di recente vi siete risentiti.
«Sì, ma guardiamo al futuro, non al passato: ragioniamo via e-mail ogni settimana. Mauro ha una bella testa, e da alcuni suoi spunti credo possa nascere qualcosa di buono: non necessariamente canzoni ma forse un libro o un fumetto. Non dobbiamo ritrovarci per forza sul palco».