Home TvReality e talentMike Bird dopo «Amici»: «Il mio futuro è sul palco, non a firmare autografi»

22 Maggio 2017 | 17:47

Mike Bird dopo «Amici»: «Il mio futuro è sul palco, non a firmare autografi»

L'avventura per l'allievo della squadra bianca di Emma finisce in semifinale. Ecco le sue dichiarazioni a caldo

 di Alessandro Alicandri

Mike Bird dopo «Amici»: «Il mio futuro è sul palco, non a firmare autografi»

L'avventura per l'allievo della squadra bianca di Emma finisce in semifinale. Ecco le sue dichiarazioni a caldo

22 Maggio 2017 | 17:47 di Alessandro Alicandri

Mike Bird è senza dubbio uno dei personaggi che ha più distinto l'edizione numero 16 di «Amici». Come in un televisivo Hunger Games, è il nome che ha fatto leva per la «rivolta» rispetto al primo corso del Serale. È lui la persona che prima di tutte le altre ha espresso il suo malessere nei confronti di Morgan, sfociato poi nel caso televisivo che tutti conosciamo.

Ecco i contenuti della lunga chiacchierata fatta con il giovane artista.

Come ti senti adesso, fuori dall'isolamento delle casette?
«Bene, molto rigenerato. Devo dire che ho vissuto razionalmente questa fase del programma. Gli autori ci hanno raccomandato di non farci sopraffare troppo dalla gara e di vivere il più serenamente possibile queste settimane. Così ho fatto».

L'hanno fatto tutti?
«Dipende dal carattere di ognuno, io credo di essere stato uno di quelli con il carattere più forte, ma senza dimenticare la mia emotività, che comunque non riesco a trattenere. Sapevo che prima o poi sarebbe finita e quindi sto vivendo bene questa uscita dal programma, non sento nostalgia».

Hai visto in questi giorni le reazioni web a questo serale. È andata tutto come speravi, leggendo le opinioni delle persone?
«Credo di sì. Sento di aver seminato bene e cosa più importante le persone che si sono affezionate a me non l'abbiano fatto perché avevo il logo di Amici sulla maglietta. Il mio approccio è sempre stato uno solo: far capire che non c'è alcuna differenza tra me e chi mi ascolta».

A volte sei apparso come una persona molto orgogliosa.
«Mi sono sempre comportato come faccio nella vita reale. Credo che ognuno di noi abbia il diritto di dover far valere la propria opinione. Non credo nell'indottrinamento imposto e credo nella democrazia. Quando manca la comunicazione e non ci può essere il confronto ti ribelli e televisivamente appari arrogante. Mi sono preso il rischio, cercando di mostrare anche altri lati di me che smentissero queste sensazioni».

Che voto dai a Morgan come direttore artistico di «Amici»?
«10 dal punto di vista didattico e nozionistico, mentre è più difficile dare un numero nel ruolo che gli è stato affidato al serale. Sarebbe stata una persona adatta se avesse avuto più voglia di comunicare con noi. Ha dato molto, tantissimo sia a me che agli altri ragazzi della squadra bianca, ma sentivamo che stava frenando la nostra corsa verso la buona riuscita del serale».

Che voto dai a te stesso come alunno di «Amici»?
«Non riesco a dare voti, è difficile collocarsi in un numero. Di sicuro non credevo di essere un potenziale candidato a "Amici" in un ambiente così diverso da me. Però ho capito che questo programma è una buona palestra, non solo artistica ma anche per la gestione dell'emotività. Credo e spero di aver dato il mio meglio».

Cos'hai imparato da Morgan?
«Si può imparare tanto da una persona tanto colta quanto fragile. È il responsabile di un mio nuovo approccio alla scrittura e allo studio della musica. Conoscere il mondo delle canzoni d'autore, le band storiche, è un bagaglio che poi influenza il tuo sound e lo rende più consapevole e forte».

Cosa hai imparato da Emma?
«Che bisogna dare tutto ogni giorno. Anche se hai fatto un buon lavoro oggi, domani si ricomincia tutto da capo. È una ragazza costante, intensa che mi ha spiegato quanto la passione per la musica sia simile a una pianta da coltivare e da curare ogni giorno».

Cosa hai affrontato di te? In cosa sei migliorato?
«A livello caratteriale ho imparato a confrontarmi senza impormi. Bisogna far valere le proprie opinioni sapendo che esistono anche quelle degli altri e che non necessariamente hanno meno valore. Ho imparato che non esiste musica di Seria A e musica di Serie B. Ho imparato ad applaudire i miglioramenti e i trionfi anche di chi non era nella mia squadra. Anche di chi magari non mi stava simpatico».

A quali persone ti sei legato di più al serale?
«Sebastian, una delle pochissime persone con le quali ho legato perché sono una testa di legno, difficilissimo nei rapporti umani. All'inizio non gli stavo a genio, ma conoscendomi si è ricreduto. Ho legato anche con Riccardo, persona con la quale si è percepito un antagonismo al serale che in realtà non c'è mai stato».

Quali sono i tuoi quattro finalisti ideali di Amici 16? Puoi includerti, se vuoi.
«In un mondo parallelo in cui possa decidere tutto io? Sebastian, Shady, Riccardo e me»

Chi secondo te, oggettivamente, vincerà Amici?
«Sebastian. È stato vero fino alla fine, umile, ha lavorato a testa bassa senza distrarsi. Ha il lampo della purezza e la sua "stella" non ha paragoni, anche con i cantanti. Poi certo, l'ho conosciuto bene e la sua genuinità influisce sul mio giudizio: la sua personalità è più bella e positivamente devastante di qualsiasi parola possa esprimere su di lui».

Cosa pensa Maria De Filippi di te?
«Non ne sono sicuro, non ne abbiamo mai parlato in maniera così diretta. Ho la sensazione che lei abbia sempre appoggiato e sostenuto le mie "battaglie" per far sentire le mie opinioni. È una persona buona, gentile e professionale che quando vede un problema, non resta a guardare ma cerca una soluzione. Mi sono sentito supportato in ogni momento».

Cosa c'è nel tuo futuro in musica?
«Sto cercando di capire con Universal Music i dettagli di una possibile collaborazione. Anche se è importante che certe realtà discografiche credano in te, quello che sai fare non si misuri in quanti contratti ti sono stati proposti. Rimango fedele alla mia etichetta Maciste Dischi e punterò a fare tantissimi live. Io voglio portare la gente ai concerti, non agli in-store. Voglio vedere persone fare chilometri per sentire cosa so fare sul palco. Ma più di tutto, voglio dare vita a un bel disco».

Che direzione musicale prenderai adesso?
«Fedelissima a quella che avete sentito nel programma. Non sono il tipo di persona che fa cambiamenti di personalità e di genere musicale velocemente. C'è chi capace di farlo, io no. Ho uno zaino pieno di canzoni da far ascoltare e spero di restituire l'affetto arrivato in questi mesi con tanta, tanta bella musica. Solo questo è importante».