09 Febbraio 2013 | 08:49

Miriam Leone, l’intervista: «Vivo sempre con la valigia tra Catania, Roma e Torino»

Scandalosamente carina e molto sveglia («Anche se mi sta telefonando dall’auto col vivavoce e non può scrivere, l’intervista possiamo farla comunque subito: in teoria basta che registri la chiamata, no?»), Miriam Leone, a bordo di un treno Roma-Milano, cerca di sopperire con buona volontà ai problemi di comunicazione...

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Miriam Leone, l’intervista: «Vivo sempre con la valigia tra Catania, Roma e Torino»

Scandalosamente carina e molto sveglia («Anche se mi sta telefonando dall’auto col vivavoce e non può scrivere, l’intervista possiamo farla comunque subito: in teoria basta che registri la chiamata, no?»), Miriam Leone, a bordo di un treno Roma-Milano, cerca di sopperire con buona volontà ai problemi di comunicazione...

Foto: Unomattina in famiglia

09 Febbraio 2013 | 08:49 di

Scandalosamente carina e molto sveglia («Anche se mi sta telefonando dall’auto col vivavoce e non può scrivere, l’intervista possiamo farla comunque subito: in teoria basta che registri la chiamata, no?»), Miriam Leone, a bordo di un treno Roma-Milano, cerca di sopperire con buona volontà ai problemi di comunicazione. La co-conduttrice di «Unomattina in famiglia» è un volto giovane ma consolidato nel palinsesto di Viale Mazzini.

Miriam, non sono poi tante le ex Miss Italia che riescono a sfondare davvero. Lei ce l’ha fatta…
«E chi può dirlo? Questo è un mestiere in salita. Avrò anche camminato bene in quattro anni, ma devo ancora camminare parecchio».

Facciamo cinque, visto che lei ha vinto nel 2008. E da allora non si è fermata un attimo.
«Quattro e mezzo dal settembre 2008: baro sempre un po’. Ricordo ancora la visita in redazione a “Sorrisi”. Il giornale sul quale imparai l’inglese con i testi delle canzoni».

Viene da studi umanistici, che con lo spettacolo hanno poco a che fare…
«Lettere, Storia dell’Arte, Latino, Greco… Quanto di meno concreto esista. Ma non me ne pento, sono le mie passioni. E lo spettacolo si impara facendolo. La mia vita è una valigia nella quale continuo a mettere esperienze nuove. Sono la tipica ragazza con la valigia».

Anche perché ha un fidanzato a Torino (Boosta dei Subsonica) e passa la vita in treno.
«Sì, sono di Catania, lavoro a Roma, ho interessi e affetti a Milano e Torino. Non male, ma ci sono ragazze della mia età che girano il mondo».

Per funzionare in tv contano di più freschezza e bellezza o un buon agente?
«Dipende da quel che devi fare. Ma secondo me oggi si esagera mitizzando gli agenti. I divi veri li creavano negli Anni 20, 30 e 50».

Lavora nella squadra di Michele Guardì, bravo ma severo. Che cosa ha dovuto imparare subito?
«Che la tv non è soltanto luci e inquadrature, ma ritmo, musicalità. Ci sono grandi monologanti, come Crozza e Bertolino, del quale ho visto nascere monologhi in redazione, sotto i miei occhi, e c’è chi invece deve mettersi un po’ da parte, per dare ritmo allo show».

Ha nel cassetto l’idea di un programma suo?
«Ora è presto, ma forse un giorno sarò protagonista da sola. Non faccio progetti a lungo termine: non so se domani condurrò uno show, farò una fiction o aprirò un agriturismo “slow food” nella mia Sicilia».

Veramente intendevo un format scritto da lei…
«Un format no, ma ho un paio d’idee: una di queste miscela cinema e varietà, un’altra è incentrata sul mondo dei libri. Intanto giro come “guest star” l’episodio ispirato a “Rosemary’s Baby” di una nuova fiction».

E l’11 febbraio parte sul canale Rai Movie con «Movie Drugstore».
«Sì, ogni settimana avremo un ospite accolto alla “reception”, e uno spazio diviso per reparti/genere, dal western, al thriller, alla commedia. Così racconteremo il mondo del cinema».

L’ultimo film che ha visto?
«“Django Unchained” di Tarantino, e l’ho amato tanto. Per trovate, citazioni e ironia».